Natuzzi, modifiche al piano industriale

 

Nuova Cabina di Regia a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico
pubblicato il 14 Novembre 2018, 09:15
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Nuova Cabina di Regia a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni, delle Organizzazioni Sindacali Nazionali, Regionali, Territoriali unitamente ad un coordinamento della RSU/RSA aziendali, sulla vertenza Natuzzi.

Come si ricorderà, lo scorso 28 giugno presso il Mise, suggellata dell’esito del referendum tra i lavoratori, prese il via ufficialmente il piano industriale Natuzzi ad “esuberi zero”. In sintesi, il nuovo piano industriale prevedeva un investimento di circa 28 milioni di euro, l’internalizzazione di alcune attività di lavorazione del legno e taglio gomma, l’utilizzo di tutti gli attuali siti di Natuzzi e la costruzione del nuovo sito di Iesce 3 in provincia di Bari (di circa 30 mila mq), nonché la specializzazione di ogni sito in una sola linea di prodotto dei marchi Natuzzi Italia e Natuzzi Edition, con produzione con un turno lavorativo. Questa nuova organizzazione del lavoro si poneva l’obiettivo di aumentare la qualità del prodotto e la produttività. Il piano industriale, secondo le previsioni, sarà realizzabile nell’arco di 24 mesi, nel corso dei quali il personale sarà riqualificato con corsi di formazione.

Dalla Cabina di regia di ieri, sono emerse due novità. La prima è che non saranno più costruiti i due stabilimenti per la trasformazione del legno e del poliuretano, Jesce 3 e Jesce 4, con migrazione delle stesse attività presso gli stabilimenti di Ginosa e Altamura. Stralciato l’impegno per l’impianto di produzione del poliuretano (previsto dall’addendum al piano dello scorso giugno): questa lavorazione verrà sostituita dal’ampliamento dell’impianto del perimetro del ‘Laboratorio di Metodologia’ del sito industriale di Santeramo, in un laboratorio di ‘legno e gomma’ (che comporterà un risparmio di 11 milioni di euro per l’azienda).

Per quanto riguarda invece i turni di lavoro, procederanno su due da 8 ore e non più a turno centrale, fattore che impatterà sugli stabilimenti di di Laterza, Iesce 1 e 2.

Inoltre, durante la riunione di ieri, azienda e sindacati hanno concordato di incontrarsi nei tempi previsti per predisporre l’iter per l’accesso al trattamento di cassa integrazione straordinaria. Necessaria per la riqualificazione del personale. Così come è stato ribadito che la piena realizzazione del Piano è subordinata all’accesso al piano di investimenti regolato da Invitalia, il cui iter relativo ai tempi dell’istruttoria presso il soggetto erogatore non si è ancora concluso. Per questo è stato previsto anche un vertice in Regione Puglia per la verifica del piano industriale e per l’ok al finanziamento della formazione delle 495 unità.

Il tutto in attesa di conoscere il parere dei sindacati sul vertice di ieri.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/06/22/natuzzi-il-nuovo-piano-industriale-lascia-ben-sperare-sindacati-e-lavoratori/)

 

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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