Scaricare musica dal web, i limiti della (il)legalità

 

pubblicato il 28 Ottobre 2018, 11:05
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Ci domandiamo se sia legale scaricare musica o video da internet e, in particolare, da YouTube. Infatti, sono numerosi i sistemi che consentono di “prelevare” il video da YouTube e archiviarlo sul proprio hard disk: esistono app, software e anche lo stesso YouTube che consentono (tecnicamente) di farlo con una certa facilità. È anche possibile estrarre solo l’audio presente su YouTube per ottenere un file mp3 di ridotte dimensioni e, magari, ascoltarlo nello stereo dell’auto o nel proprio lettore multimediale con le cuffiette, quando si va a correre o a fare jogging. L’operazione è banale, ma è legale? La risposta è, sostanzialmente, la stessa di quella che va data alla domanda è lecito scaricare musica o film da internet ? Numerose sentenze della Cassazione -che hanno interpretato la legge sul diritto d’autore- sono giunte a stabilire che il download di file musicali o video da internet non è reato se rivolto a uso proprio ossia per scopi non commerciali. Di conseguenza, in linea generale, scaricare un video da YouTube non è illegale se non c’è scopo di lucro. Non va dimenticato però che nelle condizioni contrattuali di YouTube e nella stessa licenza all’utilizzo della piattaforma, che gli utenti (consciamente o inconsciamente) approvano quando vi accedono, viene specificato che, laddove Google – proprietario di YouTube – lo indica chiaramente, il download è vietato. Ed infatti ci sono alcuni video “protetti” che non possono essere scaricati. Sarebbe, quindi, sempre opportuno leggere, di volta in volta, il disclaimer inserito a fondo di ogni video e verificare il tipo di licenza previsto per il singolo video. Ma è un reato ? Non esageriamo: anche violando tali regole stabilite da YouTube, si commette solo un illecito civile (ossia la violazione di un obbligo contrattuale, accettato con le condizioni generali di contratto connesse all’accesso a YouTube) e non già un reato, cioè la violazione del codice penale o di altre leggi penali speciali.
Attenzione però. È diverso il caso di chi, dopo il download, “rimette in circolo sulla rete” il file piratato, ossia lo condivide (il cosiddetto sharing): è il caso tipico dei numerosi software peer to peer che, dopo aver scaricato un file da internet, lo salvano in una cartella dell’hard disk del computer per poi condividerlo nuovamente con altri utenti, anche all’insaputa dello stesso utilizzatore che si è limitato solo a cliccare su “download”. Un consiglio lo posso dare: per evitare di commettere reato sarà sufficiente salvare il file scaricato in una apposita cartella non condivisa e di non ripubblicarlo su internet, neanche sul proprio profilo facebook. Lo dico perché, come certamente è noto, la pubblicazione o condivisione di un file coperto da diritto d’autore è vietata dalla legge e, in particolare:
– se la condivisione avviene per fine di lucro, e cioè per ricavarne un vantaggio economico, scatta la reclusione da 1 a 4 anni e la multa da 2.582 a 15.493 euro;
– chi condivide, invece, senza fini di lucro subisce una multa da 51 a 2.065 euro.
Ricapitolando: nonostante la contraria tesi affermata spesso dalle società discografiche e dalla SIAE, si può affermare, anche alla luce delle diverse sentenze, che attualmente in Italia non è reato scaricare video da Youtube o da Internet, ma ciò a condizione che:
il download di file non venga effettuato per fini di lucro, insomma per denaro;
oppure dopo il download il file non venga nuovamente pubblicato o condiviso su internet (e ciò, come si è appena visto, a prescindere dalla sussistenza o meno di un fine di lucro, il quale rileva solo ai fini della quantificazione della multa, più o meno grave).
Il piacere di scaricare video o musica da internet o da YouTube non è previsto dalla legge come reato; perché non esiste una specifica norma incriminatrice. E siccome la legge penale è caratterizzata dal divieto di applicare, in via analogica, una pena prevista per una condotta a un’altra condotta non identica ma simile non si può parlare di reato.
Numerosi software consentono di estrarre da YouTube solo l’audio e non il video, così estraendo la traccia e trasformandola in mp3. È lecito questo comportamento? Stando alle sentenze della Cassazione la risposta è affermativa sempre che l’uso non sia finalizzato al lucro (come ad esempio creare una compilation da rivendere o un videoclip da utilizzare sul proprio sito, guadagnando con la pubblicità). Come non è illegale scaricare musica da internet altrettanto non costituisce reato estrarre il file audio mp3 da un video di Youtube.
Molto interessante è una sentenza della Cassazione del 2006: se il download di musica da internet costituisce duplicazione di opere dell’ingegno protette dal diritto d’autore scatta il reato solo se commesso per uso non personale e con finalità di lucro intesa come fine di guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell’autore del fatto.
Cerchiamo di capire meglio: per la Cassazione il fine di lucro, ossia il vantaggio economico, “non può identificarsi con il semplice risparmio di spesa derivante dall’uso di copie non autorizzate di programmi o altre opere dell’ingegno, al di fuori dello svolgimento di un’attività economica da parte dell’autore del fatto, anche se di diversa natura, che connoti l’abuso.
In assenza del dolo di lucro scaricare mp3 da internet non integra la fattispecie di reato ed il fatto sarà rilevante solo sul piano amministrativo e civilistico. La Cassazione riconosce infatti che la legge sul diritto d’autore “non attribuisce rilevanza penale alla duplicazione, riproduzione, acquisto o noleggio di supporti non conformi alle prescrizioni della medesima legge a fini meramente personali, se cioè la riproduzione o l’acquisto non siano destinati all’immissione in commercio di detto materiale.
Evviva la musica, evviva la libertà !
avv. Massimiliano Madio
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