Il mondo passa da Kaliningrad

 

I ruoli di Russia e Italia per un nuovo ordine mondiale
pubblicato il 28 ottobre 2018, 10:59
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Mentre il mondo della finanza e le istituzioni richiamano l’Italia a programmare una politica economica che tenga conto dei mercati e dei grandi numeri legati alla politica, il nostro presidente del consiglio Conte viaggia per incontrare i grandi protagonisti dell’equilibrio mondiale. Conte, infatti, in pochi giorni ha incontrato i leader americani e russi, dimostrando una visione ampia del futuro e nuovo ruolo dell’Italia. Naturalmente ciò è sfuggito ai mass-media italiani e stranieri impegnati nella campagna contro le scelte sociali del nuovo governo, dimostrando ancora una volta la propensione al provincialismo senza interessarsi di quello che sta avvenendo per il futuro del nuovo ordine mondiale.
Un ordine geopolitico che vede gli americani, russi e cinesi mettere fine all’era della globalizzazione e ritornare ai nazionalismi. Il ruolo dell’Italia come paese fondatore dell’Unione Europea rimane centrale, il nostro paese è l’asse d’equilibrio, la sua uscita sarebbe la fine dell’UE. Questo è il quadro della situazione, al di là delle chiacchiere e delle polemiche interne al paese. La politica estera del nostro paese si sta posizionando con un nuovo ruolo mondale, nel Mediterraneo sarà protagonista della conferenza sulla Libia a Palermo a fine mese, dove saranno presenti i protagonisti della crisi regionale con delegazioni di alto livello.
Detto questo, diamo un’occhiata oltre a quello che si muove sotto l’aspetto militare globale. Recentemente il presidente americano ha minacciato di ritirarsi dal trattato nucleare; in questo scenario si pone la questione dell’enclave russa di Kaliningrad, regione poco conosciuta che si trova al confine sud della Lettonia e al Nord della Polonia sul Mar Baltico. In questi giorni la Nato e gli Usa sono preoccupati per l’evoluzione della situazione militare in quell’area. Gli Stati uniti minacciano di ritirarsi dal trattato sui missili balistici di medio raggio, un accordo in vigore dal 1987 che mise fine alla guerra fredda, accusano la Russia di non rispettare tali accordi. In particolare per il progetto russo di rafforzare il potenziale militare di Kaliningrad, una questione toccata durante la visita di Stato del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Russia: a margine dei colloqui si è parlato di questa regione strategica per la pace.
Kaliningrad è una terra pianeggiante di 15.000 km² con 1 milione di abitanti, in maggioranza di etnia russa e altre minoranze. La capitale con circa mezzo milione di abitanti si trova alla foce del fiume Pregolia, dove si trova il porto di Kaliningrad, importante porto commerciale sul Mar Baltico; bisogna tenere conto che la Russia è molto interessata ai porti nei mari caldi, in quanto quelli situati a nord non hanno attività tutto l’anno a causa del ghiaccio: per questo motivo i russi difendono i porti strategici di Sebastopoli in Crimea e di Tartus in Siria.

In seguito all’adesione della Polonia e della Lituania all’Unione Europea, l’enclave russa di Kaliningrad è stata al centro di negoziati diplomatici tra la Russia e l’UE. In virtù degli  accordi di Schengen, le frontiere dell’enclave dal luglio 2003 sono diventate frontiere esterne dell’Unione Europea, rendendo dunque difficili i collegamenti diretti da Kaliningrad verso il resto della Russia.. Entrambe le parti hanno interesse a trovare un accordo, le autorità russe vedono questa regione come una parte del loro territorio isolata dal resto della Russia ed in difficoltà economiche legate al riassestamento seguito alla caduta dell’URSS. La Polonia e la Lituania per conto della comunità europea, dovrebbero monitorare i loro confini verso l’enclave. Un accordo è stato concluso nell’aprile 2004 tra la Russia e l’Unione Europea, riguardante l’esenzione dai dazi doganali per i flussi in transito attraverso il territorio lituano. Tale accordo permette di fatto un corridoio di collegamento da Kaliningrad con la Russia (via Bielorussia), mediante la rete stradale e quella ferroviaria lituana, che ha lo stesso scartamento delle ferrovie russe.
Un accordo tra Russia e Polonia è stato firmato nel 2011 concernente la possibilità per tutti i residenti di muoversi senza necessità di visto in un’area frontaliera della Polonia nord-orientale inclusa le zona di Danzica, circa due milioni di polacchi hanno ottenuto libertà di circolazione a Kaliningrad. L’accordo, detto di local border traffic (LBT), prevede la possibilità di recarsi nel paese terzo per 30 giorni alla volta per massimo 90 giorni in totale all’anno, con un documento a rinnovo periodico. Comunque i rapporti tra la Russia e la Lituania, a proposito di Kaliningrad, sono talvolta tesi; ultimamente a rafforzare la presenza militare dell’Unione Europea è impegnato anche un contingente militare italiano con 160 uomini. Il presidente Putin ha anche un legame speciale con la città, perché ha sposato Ljudmila, la donna conosciuta a S.Pietroburgo, che è di Kaliningrad, madre delle sue due figlie.
L’Italia quindi guarda al futuro. Oggi sono tre le superpotenze nel mondo: Russia, Cina e Stati Uniti. Tutte le altre nazioni sono potenze secondarie o terziarie che possono allearsi con una superpotenza, rimanere neutrali o essere indipendenti. La Russia è tra le prime dieci economie del mondo, con riserve minerarie ancora molte da scoprire in Siberia e nell’Artico, è uno dei tre maggiori paesi produttori di energia del mondo, ha armi avanzate e tecnologia spaziale, una forza lavoro istruita e, naturalmente, ha il più grande arsenale di armi nucleari di qualsiasi altro Paese. Putin rimane un buon maestro di scacchi geopolitici. Il suo gioco di lungo termine comporta l’accumulo di oro, lo sviluppo di sistemi di pagamento alternativi e la definitiva scomparsa del dollaro come valuta di riserva globale. Un avvicinamento a Mosca darà un ruolo più da protagonista internazionale all’Italia , un ruolo la pone al centro degli equilibri geopolitici che cambiano, protagonista nella formazione del nuovo ordine mondiale con ideologie moderne del 21° secolo, al di la delle polemiche interne europee e antichi pregiudizi.

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