Istituto Paisiello, sospesa la mobilità per i docenti

 

Tamburrano firma l'atto d'indirizzo con il quale si sospende, fino al 31/10/2019, la procedura di mobilità del personale docente
pubblicato il 23 Ottobre 2018, 16:13
7 mins

Sospesa la procedura di mobilità per i dipendenti dell’Istituto musicale Paisiello fino al 31 ottobre 2019 in vista del processo di statizzazione dell’istituto musicale, che si concretizzerà nel 2020 secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità del 2018 approvata nel dicembre del 2017. È stato firmato in mattinata, nel corso di un’apposita conferenza stampa nella Sala della presidenza della Provincia di Taranto, il decreto del presidente dell’Ente di via Anfiteatro, Martino Tamburrano, avente ad oggetto: «Istituto Superiore di Studi Musicali “Paisiello”. Atto d’indirizzo» nel quale viene sancita, per l’appunto, la revoca della mobilità. Provvedimento resosi indispensabile visto che scadeva il prossimo 31 ottobre, come stabilito dal precedente decreto del Presidente della Provincia (n.43 del 27/04/2018), la proroga per i 45 docenti presso l’Istituto Musicale Paisiello in riferimento alla procedura di collocamento in disponibilità del personale docente dell’Istituto Paisiello (leggi qui).

Il decreto firmato quest’oggi, che ha ottenuto il parere favorevole in merito alla regolarità contabile ed amministrativa, espresso dal responsabile del Settore personale nonché del Settore Finanziario dell’Ente, Roberto Carucci, prevede inoltre la proroga delle attività formative per un ulteriore anno nel corso del quale l’istituto musicale resterà sotto la gestione della Provincia di Taranto. A tal proposito, nel decreto si specifica, infatti, “di prorogare il comando dei 45 docenti presso l’Istituto Musicale Paisiello fino al 31/10/2019 al fine di consentire le attività didattiche fino al termine dell’anno accademico”.

L’atto d’indirizzo siglato quest’oggi rappresenta l’ultimo dell’Amministrazione provinciale a guida Tamburrano. “Un atto che rappresenta la completezza – ha specificato Tamburrano – di un’azione amministrativa durata quattro anni, con responsabilità mia, del presidente Rana (presidente dell’Istituto Musicale Paisiello, ndr), dell’ufficio ed è una risposta a tutti quelli che si sono occupati della vicenda soltanto parlandone, senza averne la competenza, facendo di essa una questione politica».

Come specificato da Tamburrano in conferenza stampa, si tratta di un obiettivo a lungo perseguito e per il quale si sarebbe auspicato un lavoro sinergico, da parte di tutti, per il suo raggiungimento. “Stamattina, ahi me, la firma la metto solo io ed il dirigente Carucci – ha esplicitato Tamburrano – e quindi questo sta a significare come non avevamo allentato la morsa su questo problema”, riferendosi all’Amministrazione da lui presieduta. “Tutti gli atti che hanno concorso affinché questo importante istituto rimanesse aperto appartengono tutti alla mia presidenza”, ha aggiunto Tamburrano.

Relativamente a ciò, il presidente Tamburrano ha poi ricordato la Delibera n.77 del Consiglio provinciale dello scorso 14 novembre 2017, con la quale l’Ente ha, di fatto, avviato l’iter di statizzazione dell’Istituto musicale Paisiello, concretizzatosi con l’emendamento inserito nella Legge di Stabilità (art. 53-bis) del dicembre 2017. In quell’occasione votarono a favore, oltre al presidente Tamburrano, anche i consiglieri Cascarano, Franzoso, Iliano, Tribbia (i restanti 8 consiglieri risultavano assenti al momento della votazione).

Tamburrano ha poi rivendicato tutto quanto è stato posto in essere dall’Amministrazione provinciale per la prosecuzione dell’attività formativa del conservatorio, fra cui i decreti per la revoca della mobilità ed i circa 2milioni di euro accantonati nel bilancio provinciale per consentire il pagamento delle mensilità degli operatori dell’Istituto di alta formazione musicale. Quest’ultimo, come è noto, è di pertinenza della Provincia di Taranto ma la sua prosecuzione sotto l’’egida dell’Ente di via Anfiteatro è stata messa in discussione dalla riforma delle province, la cosiddetta legge “Delrio” dal nome del ministro proponente (legge n. 56/2014), la quale non ha previsto la formazione musicale fra le funzioni fondamentali delle province. Il vulnus giuridico si è poi dipanato con l’avvenuta statizzazione.

Tamburrano ha infine anticipato, nel corso della conferenza stampa, i lavori di ristrutturazione dell’edificio che ospita l’istituto musicale, ovvero l’ex convento di San Michele. Gli stessi saranno finanziati con le royalties, ovvero le compensazioni in ambito ambientale spettanti alla Provincia di Taranto dalle compagnie petrolifere della joint venture che realizzerà il progetto “Tempa Rossa” per lo stoccaggio e la raffinazione a Taranto del greggio estratto nella Valle del Sauro in Basilicata. Si tratta di circa 3milioni di euro i quali saranno impiegati dalla Provincia di Taranto per implementare il parco bus della Ctp e, per una quota di circa 700mila euro, per la ristrutturazione del predetto edificio storico, già interessato in passato da una parziale ristrutturazione limitatamente al chiostro interno ed ai locali interni dell’edificio.

Alla conferenza stampa era inoltre presente il direttore dell’Istituto musicale Paisiello, il Maestro Gabriele Maggi, il quale è intervenuto nel corso della conferenza stampa, su sollecitazione del presidente Tamburano, per informare in merito al numero di iscrizioni registrate dall’Istituto musicale Paisiello per l’anno accademico 2018/2019. Maggi ha specificato che si è registrato un “incremento notevole” di iscrizioni, le quali hanno superato le 150 unità. «Da sempre il Conservatorio Paisiello è un istituto a numero chiuso e si lavora sulla disponibilità dei posti ogni anno. Però stiamo cercando di fare – ha poi precisato Maggi – uno sforzo ulteriore per dare la possibilità, al maggior numero di studenti possibili, d frequentare l’istituto perché comunque la salvaguardia del diritto allo studio rappresenta una delle nostre priorità». Maggi ha poi precisato che, per alcuni classi di strumenti musicali principali e per le materie collettive previste dall’Istituto, risultano iscritti circa il doppio rispetto al numero di studenti previsto per ciascuna classe. «Quest’anno andiamo in controtendenza rispetto alla media nazionale dei conservatori: tutti i conservatori hanno difficoltà a rinnovare le ammissioni; invece noi quest’anno abbiamo registrato un incremento che ci rende orgogliosi», ha concluso Maggi.

Condividi:
"Nothing is real and nothing to get hung"...

Commenta

  • (non verrà pubblicata)