Paisiello, dello Stato nel 2020. Incubo finito?

 

La Provincia pronta a firmare la delibera per scongiurare definitivamente la procedura di mobilità
pubblicato il 21 Ottobre 2018, 17:20
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Il prossimo 31 ottobre, come stabilito dal decreto del Presidente della Provincia Martino Tamburrano (il n.43 del 27/04/2018), in merito alla procedura di collocamento in disponibilità del personale docente dell’Istituto Paisiello, scadrà la proroga per i 45 docenti presso l’Istituto Musicale Paisiello. Decreto resosi necessario al fine di consentire le attività didattiche fino al termine dell’anno accademico: dopo di che, secondo quanto previsto dal decreto, sarebbe scattata la procedura di mobilità del personale docente, qualora il Presidente dell’Istituto Musicale Paisiello, il dott. Domenico Rana comunicherà l’impossibilità di prosecuzione dell’attività didattica.

Eventialità che oramai sembra per fortuna scongiurata, per l’ennesima volta dal lontano 2015, dopo il provvedimento firmato pochi giorni fa dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, per il riparto del finanziamento 2018 per gli Istituti superiori musicali non statali, pari a 7 milioni di euro da dividere tra vari istituti ex pareggiati. Ovvero tutti quegli istituti che si trovano nella stessa identica situazione del Paisiello, la cui guida è divisa a metà tra gli enti locali (come la Provincia) o tra privati e Stato. Il provvedimento consentirà all’Istituto di proseguire le sue attività sino al prossimo 31 dicembre. 

L’Istituto Paisiello diretto dal dott. Gabriele Maggi, lo ricordiamo ancora una volta, è un conservatorio di Stato al pari di tutti gli altri, con la capacità quindi di concedere gli stessi titoli, ma dal punto di vista economico è alle dipendenze della Provincia. Che da danni ha ufficializzato l’impossibilità di continuare a garantire quelle risorse necessarie per tenere in vita le attività del prestigioso conservatorio tarantino (e l’incompetenza in materia di formazione musicale in quanto non funzione fondamentale ai sensi della L 56/2014 di riforma delle Provincie).

Il problema attuale, che poi è lo stesso degli ultimi 12 mesi, è che nonostante l’approvazione della legge che prevede la definitiva statizzazione degli ex pareggiati, mancano ancora i decreti attuativi. Per questo, finché non saranno approvati, l’istituto per sopravvivere riceve fondi ogni due tre mesi.

Adesso però, il futuro sembra essere meno un’incognita. A fine mandato infatti, l’attuale presidente della Provincia Martino Tamburrano, ha assicurato la sua firma sulla delibera di permanenza di un altro anno per inserire il Paisiello nella statizzazione, con la mobilità che sarà scongiurata definitivamente. La mobilità sarà prorogata per un altro anno. Secondo le previsioni la statizzazione avverrà nel 2020 in base alla legge del 2017 e fino al 2019 si andrà avanti con i finanziamenti erogati dallo Stato.

La speranza, quindi, è che adesso tutto proceda per il verso giusto. Perchè il Paisiello rappresenta un baluardo della cultura di Taranto; un punto di riferimento ed una struttura di prim’ordine non solo per la nostra città ma per tutto il Sud Italia; un patrimonio unico e da salvare ad ogni costo, visto che in esso sono contenute le passioni e i sogni di centinaia di giovani. Il che vale più di tutto il resto.

(leggi tutti gli articoli sul Paisiello https://www.corriereditaranto.it/?s=paisiello)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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