Il sorriso della Città vecchia

 

L'esperienza ormai decennale di Cosima Fuggiano e Luigi Maggi e l’innamoramento per Taranto vecchia
pubblicato il 13 Ottobre 2018, 10:10
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Innamorarsi vuol dire anche fregarsene dei giudizi altrui e buttarsi con anima e corpo nell’avventura che la vita sta proponendo, vivendola appieno con tanto ottimismo per il futuro. Può andar bene come anche il contrario, ma vale comunque la pena lasciarsene coinvolgere. Nel caso di Cosima Fuggiano e Luigi Maggi l’innamoramento per Taranto vecchia sta a andando a gonfie vele e sembra proprio che il meglio debba ancora venire. Così raccontano: “Quando dieci anni fa decidemmo di trasferirci in via Paisiello, nelle vicinanze di piazza Monteoliveto, tutti ci dettero addosso, dicendoci che ce ne saremmo pentiti in quanto andavamo nel luogo del degrado e del malaffare. E invece, a distanza di tempo, ci sembra di essere in un sogno” . La decisione di mettere casa fra i vicoli giunse grazie alle tante passeggiate nell’Isola, accompagnati da Calogero Cangialosi e Angelo Cannata che ne illustravano ogni storia e particolarità, e alla partecipazione a “Fotografando Pittaggi”, che permise loro di scoprire meglio questo patrimonio urbanistico così tanto calunniato. “Certo – dice Cosima – i problemi nel centro storico non mancano e sono noti a tutti, ma siamo certi che con l’aiuto di tutti il bello vincerà. E noi, quando ci trasferimmo, comprendemmo che dovevamo impegnarci in prima persona perché ciò accadesse”. Così, assieme a Giovanni Berardi, nacque “Domus Armenorum”, esperienza di gestione partecipata della suggestiva piazza Monteoliveto, caratterizzata dalla presenza del santuario della Madonna della Salute, della chiesetta di Sant’Andrea degli Armeni, della casa natale di Paisiello e dello splendido palazzo Gallo, perciò destinata a diventare uno dei luoghi cittadini di maggior attrazione. Il centro di quest’attività di promozione sociale è proprio la chiesetta Sant’Andrea degli Armeni, affidata all’associazione “Salam” per la creazione di materiale audio-video e dove operano anche alcuni rifugiati armeni.
Quello che di bello si sta realizzando è innanzitutto il rapporto di amicizia e di collaborazione instaurato con le altre famiglie del posto, tutte giovani e provenienti come noi da altri quartieri, che credono nella pregevolezza di questa piazza, fino a qualche anno addietro in completo abbandono – racconta Luigi Maggi – Insieme abbiamo realizzato diversi eventi che hanno richiamato molta gente e coinvolto tanti residenti dell’Isola. Fra tutti, la festa di Santa Cecilia, la sera del 22 novembre, con gli zampognari, la pizzica, il mercatino artigianale e la degustazione delle pettole: il tutto, in ideale collegamento e completamento con la vicina festa religiosa e tradizionale in piazza Duomo. Quest’anno vorremmo anche realizzare un’esposizione di prodotti del nostro artigianato in via Paisiello, altra zona pregevole della Città vecchia in attesa di rilancio”.
E c’è anche l’iniziativa “Mi fido di te”, realizzata assieme ad Actionaid. “Mettiamo in piazza le sedie in circolo dove ognuno può leggere ad alta voce, a turno, qualche riga del libro portato da casa per uno scambio di emozioni – spiega Cosima Fuggiano – In questo coinvolgeremo anche i bambini, in uno spazio a parte e con letture adatte a loro. Questo avviene in collegamento con la piccola libreria di piazza aperta a tutti per lo scambio di libri. Con molta dolcezza sono riuscita a convincere i ragazzi della Città vecchia a rispettare tale iniziativa, evidenziando che stavamo facendo qualcosa di bello anche per loro”.
Già, il bello, un concetto sconosciuto a tanti abitanti dell’Isola. “Il fatto è – spiega Luigi Maggi – che questa gente è abituata a essere giudicata male, come i luoghi dove vivono. E si sono convinti anche loro che non vale la pena apprezzarli e averne cura. Va perciò fatto un lavoro di risanamento sociale che, a nostro giudizio, è ancor più importante di quello urbanistico, che va affrontato quanto prima possibile, perché, come accaduto per noi, gli abitanti del quartiere possano innamorarsi dei vicoli, ancor più dei tarantini che vengono da fuori”.
Solo così, ne siamo certi, Taranto vecchia tornerà a sorridere, così com’è avvenuto per Cosima e Luigi.

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