ArcelorMittal, accordo per cedere Piombino e altri tre siti

 

Ora si attende il parere della Commissione Ue. Gli altri siti: Galati in Romania, Ostrava in Repubblica Ceca e Skopje in Macedonia
pubblicato il 12 Ottobre 2018, 19:21
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Quest’oggi ArcelorMittal ha annunciato di aver raggiunto un accordo per la cessione di quattro dei suoi siti europei alla società Liberty House, per ottemperare alle richiesta della Commissione Europea sulla concorrenza nel processo di acquisizione degli asset industriali del grupo Ilva. Negoziati sono invece ancora in corso per gli altri siti in Lussemburgo e Belgio. I quattro siti siderurgici sono in Italia (Piombino), Romania, Repubblica Ceca e Macedonia, e impiegano più di 12.500 persone, ha precisato Liberty House, filiale del gruppo britannico Gupta Family Group (GFG). «L’operazione è condizionata all’acquisizione dell’Ilva», all’approvazione dell’Ue e alle conclusioni delle procedure di consultazione con i rappresentanti dei dipendenti, ha detto ArcelorMittal in un comunicato.

Liberty House subentrerà infatti, dopo vincolante parere della Commissione europea. In Magona dal primo di ottobre sono cessati i contratti di solidarietà e tutti i 478 dipendenti sono rientrati al lavoro, anche se questo non ha avuto alcun effetto sui livelli produttivi, anzi si sta registrando una lieve flessione sul primo semestre dell’anno. Anche le previsioni di bilancio al momento non sembrano tra le più ottimistiche.

Lo stabilimento della Magona a Piombino (Livorno), insieme al resto del pacchetto di siti ArcelorMittal in dimissione che comprende anche le realtà di Galati in Romania e Skopje in Macedonia, passa dunque alla società angloindiana Liberty House Steel. Lo conferma la Rsu Arcelormittal di Piombino e le segreterie Fim, Fiom e Uilm, che oggi hanno ricevuto comunicazione ufficiale dal manager della Hold Separate Leandro Nannipieri. Oltre ai tre siti, alla società angloindiana è stato assegnato anche il pacchetto di Ostrava, in Repubblica Ceca. Il nome deciso da ArcelorMittal, spiegano i sindacati in una nota, è stato presentato oggi alla Commissione europea. Le sigle sindacali auspicano di «poter venire a conoscenza del piano industriale riguardante i singoli siti, e in particolare quello di Piombino», e di poter «esprimere un parere motivato, anche se non vincolante, prima che la Commissione europea possa validare l’assegnazione».

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/10/09/2arcelormittal-quale-futuro-per-patrica-ed-ex-magona/)

La società Liberty, di proprietà britannica, parte del gruppo internazionale GFG Alliance di Sanjeev Gupta, ha sottolineato successivamente in una nota, che l’accordo condizionato per l’acquisizione di 4 acciaierie europee da ArcelorMittal, riguarda oltre 12.500 persone. In una transazione storica che porterebbe la capacità totale di laminazione di Liberty a oltre 15 milioni di tonnellate l’anno, il gruppo «ha presentato un’offerta vincolante per acquistare i principali stabilimenti integrati di ArcelorMittal a Galati in Romania e a Ostrava nella Repubblica Ceca, insieme ai laminatoi di Skopje in Macedonia e Piombino in Italia». L’aggiunta di questi importanti hub siderurgici, si legge nella nota, «incrementa di più del doppio la capacità produttiva globale di Liberty nel settore dell’acciaio; Liberty ha già una posizione forte nel Regno Unito quale fornitore di acciaio e alluminio per i settori automobilistico, aviazione e ingegneria specializzata e in Australia quale fornitore di acciaio per l’edilizia e le infrastrutture. Inoltre, il gruppo produce acciaio negli Stati Uniti per diversi settori, tra cui quello automobilistico». I nuovi stabilimenti europei incrementerebbero la capacità produttiva di Liberty in una gamma completa di prodotti piatti e lunghi e preparerebbe la strada all’ulteriore sviluppo da parte del Gruppo dei suoi modelli di produzione primaria e sostenibile Greensteel nel cuore industriale del continente. L’annuncio di oggi fa seguito alla recente presentazione del programma di investimenti di Liberty in Francia, dove la società ha acquisito l’ultimo produttore di ruote di alluminio del Paese e ha stipulato un accordo per acquistare la più grande fonderia di alluminio di Dunkerque; un accordo commerciale che dovrebbe essere completato a breve. 

Queste acquisizioni, commenta il presidente esecutivo di GFG Alliance, Sanjeev Gupta, «raddoppierebbero quasi il numero di dipendenti e la nostra capacità produttiva globale, dandoci una presenza eccezionale nel cuore delle principali aree produttive europee. Intendiamo lavorare con i partner locali per posizionarci in modo solido nelle catene di fornitura interne di queste economie nazionali in forte espansione, per diventare parte integrante di un fiorente settore industriale europeo. Si tratta di risorse di alta qualità, con personale molto competente che non vediamo l’ora di accogliere in GFG Alliance». Dopo le approvazioni relative a questa transazione, aggiunge Jay Hambro, Direttore investimenti di GFG Alliance,«GFG Alliance avrà una serie di nuovi hub globali in Europa. Queste acciaierie europee sono attività altamente performanti dotate di attrezzature moderne, ottimi collegamenti di trasporto con i mercati principali e forze lavoro molto competenti. C’è un enorme potenziale di espansione, di ulteriore modernizzazione e di applicazione della strategia Greensteel di GFG».

«La Fiom è preoccupata da un’operazione della quale non si conosce nulla se non chi vende e chi compra: è assolutamente necessario che, prima di definire la cessione, ArcelorMittal incontri le organizzazioni sindacali ad ogni livello per illustrare e discutere i dettagli dell’operazione a partire dal piano industriale. Questa operazione di vendita non può assolutamente avere ripercussioni occupazionali». E’ quanto afferma in una nota è Mirco Rota, coordinatore nazionale per la siderurgia della Fiom Cgil, dopo aver appreso «da un comunicato del gruppo anglo-indiano che ArcelorMittal ha ricevuto un’offerta vincolante dal gruppo Liberty house per l’acquisizione dello stabilimento di Piombino, la ex Magona, e di quelli di Ostrava (Repubblica ceca), Galati (Romania) e Skopje (Macedonia). Cessioni che Am ha concordato con la Commissione europea a seguito dell’indagine dell’authority sulla concorrenza nell’ambito dell’operazione di acquisizione dell’Ilva». Analogo annuncio, rileva ancora il sindacalista, «è stato fatto dal gruppo acquirente, parte di Gfg Alliance di Sanjeev Gupta, il quale, attraverso queste acquisizioni, passerebbe da 10mila a 22.500 dipendenti, arrivando ad una capacità di laminazione di oltre 15milioni di tonnellate annue di acciaio». Il gruppo Liberty house, nato come società di trading, negli ultimi mesi, rileva Rota, «ha già portato a termine altre operazioni di acquisizione, in Europa e negli Stati Uniti, attraverso le quali è cresciuta in poco tempo in modo considerevole in attività di laminazione ma senza diventare produttrice e quindi rimanendo in una condizione di dipendenza rispetto ai principali produttori di acciai. E con questa operazione porterebbe a più del doppio i suoi dipendenti attuali». 

(leggi tutti gli articoli sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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