Ilva, l’azienda: “Prosegue cantiere copertura parchi”

 

pubblicato il 10 ottobre 2018, 18:46
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Procedono regolarmente i lavori di copertura dei Parchi minerali. E’ quanto comunica l’Ilva attraverso una nota pubblicata sul sito ufficiale www.gruppoilva.com.

Dall’esterno del recinto dello stabilimento di Taranto sono già visibili le otto torri provvisorie, 4 sono alte circa 80 metri e 4 alte 15mt, “che serviranno a sollevare e ad assemblare la parte superiore della copertura” precisa l’azienda. Oltre all’istallazione di tutte le torri, “si è proceduto alla realizzazione dei plinti di fondazione a seguito dell’esecuzione dei 318 pali di fondazione previsti, ognuno della lunghezza di circa 38 mt, che serviranno a mantenere l’intera struttura”.

(guarda il video sul sopralluogo effettuato presso il cantiere dei parchi minerali https://www.corriereditaranto.it/2018/09/03/ilva-il-video-del-sopralluogo-nellarea-parchi/)

Le opere in carpenteria metallica come le torri e l’assemblamento degli archi di copertura vengono svolti, come risaputo, dai lavoratori dell’azienda Cimolai, mentre per le opere civili (fondazioni e pali) la Cimolai si avvale di ditte appaltatrici locali. Ad oggi si contano ben 160 persone che lavorano regolarmente nel cantiere.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/08/29/ilva-area-parchi-ombre-su-appalti-e-lavori/)

L’ingegnere Marco Sciarra, direttore tecnico dei lavori di Cimolai, ha confermato che “le attività di costruzione della struttura metallica, in realizzazione nelle officine, procedono come da cronoprogramma. In questa fase – continua il direttore tecnico – si lavora in un’area di 60.000 mq (su una totalità di 180.000 mq)”. Si tratterà, a lavori terminati, “di un’opera ingegneristica di caratura mondiale per la quale saranno necessarie 60mila tonnellate di acciaio, 200mila metri cubi di calcestruzzo, 10mila tonnellate di armature e 25mila metri di pali di fondazione”.

(leggi l’articolo sul sopralluogo al cantiere effettuato dai sindacati metalmeccanici https://www.corriereditaranto.it/2018/09/03/ilva-effettuato-soprallugo-cantiere-parchi/)

Per quanto riguarda invece l’intervento di messa in sicurezza della falda superficiale nell’area parchi primari, previsto dal Dpcm 2017 nelle more della realizzazione della copertura, è attivo dal 1° giugno 2018. Tale intervento, si legge nella nota informativa dell’azienda, ha previsto la messa in opera di 11 pompe per l’emungimento delle acque della falda superficiale da una trincea (portata massima prevista per ogni pompa pari a 1 mc/h) e il convogliamento dell’acqua emunta ad un impianto di trattamento della portata massima pari a 480 mc/g, funzionante 24 ore al giorno e 7 giorni su 7, in cui avvengono le fasi di sedimentazione, coagulazione e flocculazione, filtrazione a sabbia e assorbimento con carbone attivo al fine di rendere idonea l’acqua ai parametri previsti dalla legge per lo scarico in acqua superficiale. Nell’impianto di trattamento confluiscono, inoltre, le acque provenienti dallo scavo per le coperture dei parchi primari.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/08/30/2copertura-parchi-ilva-e-la-messa-in-sicurezza-della-falda2/)

A noi resta il compito, in ausilio con i sindacati e gli operai, di continuare a vigilare su quest’imponente opera.

Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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