Viaggio nel mondo dello spread

 

Qual è il posto più sicuro per conservare i nostri soldi?
pubblicato il 08 Ottobre 2018, 09:00
4 mins

Se dovessimo scegliere quale posto sarebbe più sicuro per conservare i nostri soldi cosa sceglieremmo, una cassaforte o il salvadanaio di creta sulla scrivania di nostro figlio? Certamente sceglieremmo una cassaforte per la ragione che la cassaforte, per tanti motivi, la riterremmo più affidabile. In altri termini si potrebbe dire che la cassaforte, in questa scelta, godrebbe di maggiore “credibilità” rispetto al salvadanaio di nostro figlio.
Lo stesso ragionamento di buon senso si potrebbe fare se la scelta fosse diretta a chi affidare i nostri risparmi per un lungo periodo al fine di ricevere in cambio di un premio in denaro: li affideremmo ad una persona di nostra conoscenza che sappiamo avere più fonti di reddito o ad un nostro conoscente che sappiamo essere meno benestante rispetto al primo? Penso che anche in questo caso il buon senso possa prevalere e farci optare per la prima soluzione. A meno che il nostro conoscente meno benestante, per recuperare il suo deficit di credibilità e mettersi alla pari con il concorrente più ricco, non ci offrisse un premio maggiore di denaro, e quanto maggiore lo decideremmo noi. A quel punto la nostra scelta sarebbe messa in equilibrio perché da un lato ci sarebbe maggiore affidabilità e credibilità ma dall’altro, meno di tutto questo, certo, ma più convenienza economica. Se osservassimo la situazione dal punto di vista di chi deve ricevere il nostro denaro potremmo dire che il nostro conoscente meno benestante, per avere la stessa credibilità del suo concorrente, è stato costretto a pagare di più. L’importo pagato in più dall’amico più in difficoltà non è altro che la quantificazione economica della differenza di credibilità e di affidabilità tra le due persone in lizza per ricevere un nostro prestito. Questa differenza di valutazione di credibilità nel mercato finanziario viene chiamata spread.
Ma chi è considerato “il conoscente più benestante” tra gli stati europei? Certamente lo stato tedesco, ed ecco perché i nostri titoli di stato (che sono titoli che permettono allo Stato Italiano di farsi prestare i soldi) vengono sempre paragonati con quelli tedeschi.
Quanto paghiamo in più rispetto agli algidi cugini?
Chiaramente ci sono tante differenze (spread) di interessi pagati tra i nostri titoli di stato e quelli tedeschi, ma non solo tedeschi poiché possiamo paragonare i nostri titoli anche con quelli di altri paesi sia europei che extra europei. Anche perché ci sono tante tipologie di titoli di Stato, e per ognuna di queste tipologie ci sono tante durate (scadenze).
Tuttavia, per convenzione, si prende in esame un nostro titolo (in questo caso il BTP) e un titolo tedesco (il Bund) aventi entrambi una durata di 10 anni e si confronta quanto guadagneremmo annualmente se prestassimo i nostri soldi all’Italia o alla Germania attraverso la sottoscrizione di questi titoli. Attualmente la differenza è di circa 280 punti base che tradotto significa mettere una virgola dopo il 2, quindi il 2,80% all’anno. Questo tasso di interesse può cambiare tutti i giorni e anche più volte al giorno. Non è altro che la rappresentazione puntuale di quanto credibili noi Italiani siamo considerati nella circostanza di restituire un prestito agli occhi di “quelli” che i soldi ce li prestano.
Ma chi sono questi? E soprattutto perché, come Stato italiano, abbiamo necessità di chiedere dei soldi in prestito?
Alla prossima puntata!…

a cura di Danilo Ruffino
(1 – continua)

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