Fatti per il pianeta. Non parole

 

A San Francisco incontro per discutere di problemi e soluzioni legati ai cambiamenti climatici
pubblicato il 30 settembre 2018, 10:03
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Si sa che la burocrazia blocca o ritarda il progresso, ma bisogna evitare che peggiori la vita sul pianeta. Il 2018, da gennaio a giugno, per la Terra è stato il quarto anno più caldo di sempre. La temperatura media è aumentata di circa 1,06 gradi rispetto alla media dal 1880 al 1920. L’asse della Terra s’inclina verso sud, causa dei ghiacci che si sciolgono, il Polo Nord si sta spostando in direzione della Cina, il punto preciso è in continuo movimento. La Terra infatti è una sfera con molte irregolarità, la sua rotazione è piena di sobbalzi, l’asse polare si muove irregolarmente. Al Polo Nord la superficie dei ghiacci è del 13,2% sotto la media, al Polo Sud del’1,9%. Ancora peggio per i ghiacciai, il Kilimangiaro in Africa ha perso l’85% della sua copertura, in Alaska il 100%, sulle Alpi il 99%, sull’Himalaya il 95% e sulle Ande il 92%.
Si alza di conseguenza il livello dei mari che, portando acqua salata nei fiumi, creando danni all’ecosistema e trasformando terreni fertili in campi aridi, anche deserti e foreste soffrono. Questo lo scenario che hanno studiato gli scienziati e pubblicati nelle Conferenze sul clima creando allarmi. Buoni propositi vengono espressi per il futuro, ma nello stesso tempo aumentano gli scettici che non credono alla gravità della situazione.
Nei giorni scorsi la società civile si è incontrata a San Francisco per parlare e discutere di problemi e soluzioni legati ai cambiamenti climatici. Nel “Global climate action summt” si sono svolti meeting e incontri dedicati ai problemi del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. Esperti da tutto il mondo, organizzazioni non governative e politici si sono ritrovati in numerosi luoghi della città per discutere le soluzioni possibili alle gravi minacce  della vita sul pianeta. Hanno preso parte anche numerose associazioni indipendenti, il summit ha affrontato questi problemi e in particolare di trovare una soluzione alla disparità di accesso alle risorse per evitare l’esposizione all’inquinamento che riguarda soprattutto popolazioni sotto la soglia della povertà. Con un approccio più informale rispetto ai consueti meeting fra ministri e stata approvata una lista di soluzioni per il bene della Terra. Ma la strada è ancora lunga.

Per quanto riguarda il nostro territorio le tendenze del clima dal 1900 nella zona di Taranto, analizzando i dati meteorologici di 117 anni, è emerso che: la temperatura media nell’area tra il 2000 e il 2017 è stata di sopra della media del Ventesimo secolo, il numero di giornate calde (al di sopra di 29°C durante 24 ore in media) è passato da 2.667 giorni nel Ventesimo secolo a 6.067 dal 2000 in poi.
La mia esperienza internazionale come esploratore e di reporter mi consente di conoscere il pianeta in tutti i suoi ecosistemi, ho assistito personalmente alle variazioni climatiche, maturando un parere su questo tema. È possibile che le variazioni climatiche siano in realtà cicliche, cioè si verificano periodicamente ogni periodo di tempo e che l’intervento dell’uomo con il gas CO2 in è marginale. Nell’oceano Atlantico quest’anno sono verificati diversi cicloni tropicali disastrosi, fenomeni questi che si verificano puntualmente ormai, così come le variazioni di temperature estive sono state di poco superiore alla media; negli anni ho avuto modo di filmare lo scioglimento dei ghiacci in Antartide, nelle regioni polari del Nord, nei deserti, nelle foreste e sugli oceani di tutto il mondo, ho raccolto informazioni e ho filmato, arricchendo il mio grande archivio di dati. Ho fatto quindi delle ricerche scientifiche che consentono una documentazione di ciò che è avvenuto nelle ultime decadi.
Certamente gran parte ha origine nelle regioni polari tra i ghiacci perenni, tra le catene montuose. I ghiacci si sciolgono nelle temperature anomale, le acque gradualmente immettendo acqua dolce nel mare Artico cambiano la salinità e le caratteristiche delle correnti marine, in particolare quella della corrente del Golfo; questa variazione influisce sul clima di tutto il mondo compreso il Mar Mediterraneo e l’Europa. Lo scioglimento dei ghiacci sta provocando il innalzamento del mare che in parte interessa anche i nostri mari. E’ stato calcolato che le zone più a rischio sono nel Mar Adriatico e nello Ionio, interessando la laguna di Venezia, la costa adriatica fino ad arrivare nella nostra città Taranto.
A dicembre i leader del pianeta si ritroveranno in Polonia per il summit ‘Cop 24’ sui cambiamenti climatici e bisognerà vedere quante delle soluzioni trovate a San Francisco saranno prese in considerazione. Per conoscere una parte di questi fenomeni, allego un mio reportage che fa parte di una intervista del 2006 relativa ai cambiamenti climatici, per un numero speciale in un programma della Rai. Nel filmato si può vedere nelle regioni di origine dei cambiamenti climatici che vengono in gran parte del mondo e un pezzo di storia personale.

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