Taranto è un set. Rispuntano i lamenti…

 

L'action-movie 'Six Underground' infastidisce chi non guarda oltre le Cheradi
pubblicato il 27 settembre 2018, 10:03
4 mins

Beh, sicuramente qualche disagio in città, in centro e in Città vecchia, c’è. Ma bisogna avere pazienza e dimostrare che Taranto può accogliere. Può accogliere una grande produzione cinematografica, di assoluto livello mondiale.
Siamo riusciti a ‘rubare’ un paio di scatti all’esterno di Palazzo degli Uffici, perchè come potrete immaginare le scene del nuovo action-movie ‘Six Underground‘, diretto da una star mondiale della regia qual è Michael Bay per la piattaforma Netflix, sono girate, per quanto possibile, in gran segreto per evitare la ricostruzione della trama e la sua diffusione. Si sa, è così quando si gira un nuovo film: della trama si sa poco o nulla, tranne quelle pochissime notizie che, magari, la stessa produzione lascia trapelare, giusto per alimentare l’attesa.
Probabilmente, come già detto nei giorni scorsi, Taranto si sta trasformando in Beirut: e questa notizia ha fatto il giro del web, procurando malumori (“Taranto sarà solo nei titoli di coda”…). Come malumori l’ha provocata la riapertura di Palazzo degli Uffici, che da oltre un decennio attende il suo recupero. Per finire, i disagi provocati dai tanti divieti nel Borgo e in Città vecchia: a Firenze, dove la stessa produzione ha girato nel Centro storico pieno di turisti, i lamenti sono stati ridotti all’osso.
Ora, i lamentosi non mancano mai. Specie quelli che sostengono come non sia giusto che Taranto venga spacciata per Beirut. “Così non si fa bene alla città”, la tesi. Scusate, ma cerchiamo una volta tanto di andare oltre le Cheradi. Sprovincializziamoci, per favore. Basta con i lamenti: lo vogliamo capire o no?
Poniamo allora un esempio ai soliti campioni del lamento. The Passion of the Christ, il celebre film scritto e diretto da Mel Gibson, fu realizzato nel 2004 a Matera, quando la Città dei Sassi non era certo famosa e soprattutto pellegrinaggio di turisti provenienti da tutto il pianeta. Matera era sì frequentata per i Sassi, ma non certo come lo divenne non appena Mel Gibson vi mise piede, trascinando con se l’interesse non solo dei media specializzati ma anche di tanta tantissima gente che scoprì quanto fosse bella e importante. Da lì in poi scattò un circolo virtuoso fino alla candidatura della città a Capitale Europea della Cultura 2019. Insomma, un lungo percorso che ha portato soprattutto benefici. Eppure, la trama di ‘The Passion of the Christ’ non parlava certo di Matera, che fu solo location (assieme a Cinecittà) per narrare gli ultimi giorni di vita di Gesù.
Di esempi ne potremmo fare a bizzeffe, del resto il cinema ne è pieno: allora, campioni del lamento, che ne dite? Sappiamo bene che vergando queste righe provocheremo reazioni contrarie, qualcuno ci maledirà/insulterà pure: non importa. Perchè noi crediamo a una Taranto capace di internazionalizzarsi solo e soltanto se la smetterà di ricorrere esclusivamente al lamento.
Certo, siamo una città con mille e mille problemi drammatici, ma non basta solo lamentarsi: denunciare le fragilità del nostro sistema socio-economico va bene anzi benissimo, ma limitarsi solo a questo no. Rimbocchiamoci le maniche e dimostriamo che quel percorso lungo, lunghissimo, faticosissimo intrapreso da alcuni anni, e cioè quello di (ri)scoprire le nostre straordinarie ricchezze e valorizzarle, può e deve trasformarsi in opportunità di sviluppo alternativo. Certo con pazienza e con il tempo, perchè cambiare sistema e mentalità in una città è sempre difficile e pieno di ostacoli. Però, scusate: basta con i lamenti e diamoci da fare un po’ tutti. Usciamo dai soliti luoghi comuni, tentiamo di sfatare il mito del ‘ce me ne futt’a mme’. E se la fortuna una volta tanto ci accompagnerà, questo ‘Six Underground’ avrà ricadute nel tempo non certo limitate.

Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

10 Commenti a: Taranto è un set. Rispuntano i lamenti…

  1. Davide

    settembre 27th, 2018

    Bravo! Basta piangere sempre, soprattutto di fronte ad un evento tanto straordinario!

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    • Teresa

      settembre 28th, 2018

      Io sono d’accordo che ci siano queste cose xro’ voglio far notare alla gente che i film vengono girati in Puglia ma non vengono mai detto. Ke so viene girato un film a Taranto e dicono ke l’hanno girato a Napoli.

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  2. rosa

    settembre 27th, 2018

    :-):-):-)

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  3. Aurora

    settembre 27th, 2018

    Piantiamola di lamentarci,e speriamo che il set possa servire per far conoscere Taranto la citta’ dei due mari

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  4. Eduardo Costa

    settembre 27th, 2018

    Riusciamo ad essere sempre (o quasi) dei modesti provinciali non accettando mai le occasioni capaci di evidenziare le potenzialità cittadine per non rinunciare alle abitudini e alle comodità quotidiane. Negli anni ’50 la città ospitò spesso le riprese di film ma le proteste e i musi lunghi non ci furono perché i cittadini di allora accettavano di buon grado che si parlasse di Taranto , che necessitava di superare le difficoltà e i problemi d’immagine legati al periodo post bellico e che aveva quindi bisogno di essere conosciuta.. Ora rappresentanti ufficiali del Governo parlano di una città che é un “deserto” e ignorano anche l’eccezionale patrimonio storico conservato nel MArTA (Museo di rilevanza internazionale), ma parlamentari jonici e la Regione tacciono per non urtare la suscettibilità dei potenti. Quando Taranto si sveglierà dal suo atavico torpore ?

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  5. greg

    settembre 28th, 2018

    mi auguro che da qui in poi verranno altri 1000 Bay a girare filma nella nostra tanto bella quanto deturpata Città

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  6. Francesco

    settembre 28th, 2018

    Si,basta lagnarsi! È facile rimanere dietro un monitor a sentenziare e lamentare… Difficile è rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di utile…Per noi e per gli altri! Perché siamo tutti sulla stessa barca… Per noi e per i nostri figli e nipoti perché se staranno bene loro staremo bene anche noi… per esempio é facile lamentarsi del sindaco: egli è come il comandante di una nave. Se non ci sono i meccanici che fanno girare le eliche, il nostromo che fa gli ormeggi e l’equipaggio tutto, da solo poco può fare… allora l’equipaggio siamo noi!! Tocca a noi portare la barca in porto. Siamo tutti sulla stessa barca!!!

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  7. Marco

    settembre 28th, 2018

    Vogliamo parlare dell’incompetenza di avrebbe dovuto gestire il traffico?

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  8. Alessandro

    settembre 28th, 2018

    Vorrei ricordare ai gentili utenti “lamentosi” che l’umilta’ di un popolo ripaga in qualunque occasione! non serve intitotare le scene girate di un film quanto serve dare la disponibilità’ qualunque sia il film….sono soldi che entrano, si arricchisce la città e si sparge voce tra i futuri interessati.
    PS. La nuova fiction “Terra Promessa” per metà è stata girata in italia(SICILIA), invece no! è stata finanziata dai fondi dell’Apulia Film Commision ed e’ stata girata a Nardo'(LE) dato che è molto simile paesaggisticamente alla Sicilia.
    Forza Puglia!!

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  9. Smario

    settembre 28th, 2018

    Non ci considerano e non va bene
    Ci considerano ed è male
    Proviamo a riappacificarci col cervello una volta per tutte e isoliamo i soliti, perché sempre quelli sono, ai quali conviene e fa piacere che non cambi mai niente

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