Gigi Mastrangelo, l’Italvolley e… Taranto nel cuore!

 

pubblicato il 21 Settembre 2018, 19:52
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Come è noto agli sportivi, quelli più appassionati ed attenti agli eventi, è in corso di svolgimento in Italia la fase finale dei Campionati del Mondo di volley, competizione nella quale la Nazionale italiana si è qualificata alla seconda fase vincendo cinque gare su cinque; una soddisfazione non da poco in tempi in cui è difficile trovare, negli sport di squadra, una rappresentativa che possa regalare successi ed emozioni.
Fatto sta che l’Italvolley allenata da coach Blengini ha fatto registrare sold out uno dietro l’altro nei palazzetti in cui ha giocato restituendo quel senso di appartenenza alla nazione che solo questo tipo di manifestazioni iridate riesce a dare trasversalmente.
Inoltre la trasmissione in diretta delle partite della nazionale italiana su Raidue sta raccogliendo dei buonissimi dati di ascolto con medie di due milioni di spettatori ed uno share intorno al dieci per cento.
Uno degli opinionisti delle trasmissioni Rai è Gigi Mastrangelo, 43 anni, nativo di Mottola , ex centrale azzurro, uno dei giocatori più importanti della storia della pallavolo italiana, entrato di diritto nella Hall of fame della Fipav con 363 presenze (terzo atleta di sempre dietro Giani e Gardini,) ed un palmares da invidia: medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Sidney 2000, Argento a quelle di Atene 2004, Bronzo ancora a quelle di Londra 2012, e poi tre ori nei Campionati Europei, un argento ai campionati del Mondo nel 2003 e due World League, questo soltanto a livello di nazionale.
Il “Mastro” lo abbiamo ascoltato telefonicamente alla vigilia di Italia – Finlandia, la gara che aprirà la seconda fase dei Mondiali che vede gli azzurri impegnati a Milano dopo aver fatto il pieno di entusiasmo a Roma e Firenze.
Abbiamo una buonissima nazionale, sono convinto che ha tutte le carte in regola per arrivare sul podio – spiega l’ex centrale di Macerata, Cuneo, Roma -. La Russia credo sia la favorita della competizione, poi ci sono la Serbia, il Brasile che non è più quello di una volta, e ci siamo noi. Occhio anche alla sorpresa Olanda”.
Peccato che i riflettori sugli sport che non siano il Dio calcio si accendano solo in competizioni come queste, ossia ogni tot di anni, che ne pensi?
“Chi mi conosce sa bene come la penso a tal riguardo; ho più volte esternato questo senso di ingiustizia nei confronti di sport come la pallavolo che non hanno grosse opportunità per essere in vetrina se non gli appuntamenti con le Olimpiadi o i Mondiali. Purtroppo sarà sempre così, i soldi che girano nel calcio sono tanti, troppi e agli altri non restano che le briciole. Ci abbiamo provato in tutti i modi con i risultati, con le vittorie della generazione dei fenomeni, con i personaggi come Lucchetta o se volete anche come me, a dare visibilità a questo sport fuori dai nostri ambiti; ora ad esempio c’è Zaytsev il personaggio del momento. Lui da diversi anni è in Nazionale, è uno che fa parlare di se non solo perche è un trascinatore in campo e fa vincere le partite ma anche per il suo modo di essere fuori dal campo o per il suo taglio di capelli come era Lucchetta ai suoi tempi o come ero io; personaggi che fanno da traino all’intero movimento. Sinora in cinque gare la Nazionale è stata vista dal vivo da quarantamila persone, è un segnale di quanta voglia ci sia nella gente di godersi un bello spettacolo e soprattutto di esultare per i colori azzurri. Purtroppo devo anche dire che se questa manifestazione non si fosse tenuta in Italia non se la sarebbe filata quasi nessuno, perché è evidente che l’interesse mediatico si sia creato perché giochiamo in casa.”
A proposito di generazioni a confronto, si è registrato un gap generazionale sia nel volley che nel calcio, ossia talenti nell’ultimo lustro se ne sono affacciati pochi in maglia azzurra, favorendo l’arrivo in nazionale di atleti acerbi, alle prime esperienze a livello internazionale, senza aver fatto tanta gavetta. Il tuo parere qual è?
“L’errore che si fa sempre è quello di paragonare il calcio con la pallavolo. Io posso dire che il mio sport è diverso dal calcio che, secondo me, è mosso da alcuni personaggi senza scrupoli come i procuratori che hanno interessi diversi e lontani dal mio modo di intendere lo sport nel vero senso della parola. Nella pallavolo se giochi è perche sei bravo, se giochi male stai subito fuori ed i talenti se arrivano in nazionale, lo hanno meritato, se vengono gettati nella mischia anche a 19 /20 anni vuole dire che sono forti. Giannelli, il palleggiatore della nazionale che di anni ne ha solo 22 anni e che ricopre un ruolo molto delicato, ad esempio, è un fenomeno, un talento assoluto”.
Quanto ti manca la pallavolo?
“Ho smesso sei anni fa a 38 anni e ho preso un’altra strada, ora sono aperto ad esperienze differenti. Certo che seguire la nazionale da bordo campo come opinionista o commentatore in questo momento mi coinvolge tanto, vivo questo mondiale come se fossi un protagonista, come se stessi con i ragazzi e la voglia di mettersi un paio di scarpe e scendere in campo è tanta, ma esiste un tempo per tutto. In futuro non nascondo di voler provare a studiare per diventare allenatore.”
Pare però che nel tuo futuro ci sia una carriera nel mondo dello spettacolo (ha partecipato negli scorsi anni come ospite “A quelli che il calcio”, a “Ballando sotto le stelle”, al reality “Pechino Express”, ha recitato in paio di commedie: “Una vita spericolata” e “ Tu mi nascondi qualcosa” con Rocco Papaleo)….
“Per il momento mi diverto, mi piace la televisione, il piccolo schermo ti da una riconoscibilità immediata, faccio delle ospitate in tv, ho partecipato a dei reality, non lo so se questo sarà il mio futuro, vediamo, al momento vivo alla giornata, per ora mi godo la mia famiglia e i miei cari.”
A proposito com’è il legame con le tue radici? Torni spesso a Mottola?

“Un legame forte. Ti dico solo che sono due anni che da metà giugno sino a metà settembre vengo giù (abita a Cuneo – ndr) a trovare i miei genitori e me li godo. Amo la mia terra, amo la Puglia, sono felice di esser nato in questa regione bellissima anche se questioni annose e dannose come l’Ilva di Taranto mi colpiscono e mi lasciano amarezza ma quando sono fuori parlo sempre bene delle meraviglie della mia terra: il mare di Taranto dall’acqua cristallina, la cucina pugliese una delle più apprezzate al mondo e poi la nostra ospitalità che non ha eguali.”

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