Camping Lido Silvana: assegnato il terreno!

 

A 18 anni dall'incendio e dopo 6 anni di aste giudiziarie deserte: prezzo 427.000 euro.
pubblicato il 20 Settembre 2018, 09:00
15 mins

La notizia l’abbiamo verificata ieri sera andando direttamente all’unica fonte attendibile. E la risposta è stata affermativa. Il terreno dove sino a 18 anni fa sorgeva il Camping di Lido Silvana è stato assegnato. L’avvocato Vito Paolo Capozza, che per anni è stato il custode giudiziario per l’esecuzione immobiliare della Italfondiario/Kira (proprietaria del bene), ci ha confermato che il suolo su cui sorgeva il campeggio è stato aggiudicato all’asta per 427.000 euro. Attenzione: l’aggiudicazione di un terreno non significa che lo stesso sia stato venduto. Adesso l’aggiudicatario ha quattro mesi di tempo per versare la somma con la quale si è aggiudicato il prezioso terreno. Soltanto quando ciò avverrà, conosceremo il nome del nuovo proprietario: nonostante negli ultimi tempi le voci su possibili compratori si siano susseguite a lungo. Ci vorranno poi altri 2-3 mesi affinché il provvedimento sia pubblicato presso l’Agenzia delle Entrate e il Tribunale Fallimentare.

(leggi il nostro ultimo articolo sul Camping di Lido Silvana https://www.corriereditaranto.it/2016/06/25/camping-lido-silvana-15-anni-rogo-infernale-la-storia-non-si-cancella/)

Sei anni di aste deserte 

Dunque, dopo sei lunghi anni di aste andate deserte, sembra siamo arrivati finalmente ad una svolta. Era il 19 aprile del 2012 quando il “Compendio immobiliare composto da fondi rustici separati da strada e comunicanti da sottopasso pedonale, situato a Pulsano (TA) in località Lido Silvana” così definito, venne messo all’asta per un prezzo base di € 3.944.200,00, con un rialzo minimo in caso di gara € 50.000,00. Tipo di vendita, “senza incanto”: per i profani, vuol dire che gli offerenti presentano in cancelleria le loro offerte in busta chiusa, unitamente ad un assegno circolare per la cauzione, di importo non inferiore al 10% del prezzo offerto. Le offerte non possono essere inferiori, pena la nullità, al prezzo base fissato dal giudice. La seduta si svolge con un giudice (od un professionista delegato a tenere l’asta, che può essere un notaio, un commercialista o un avvocato) che apre le buste in presenza dei creditori e degli offerenti: nel caso in cui ci sia un’offerta superiore del prezzo base di almeno un quinto, essa viene senz’altro accolta. Se le offerte valide sono più di una invece, il giudice dovrà indire subito una gara partendo da quella più alta. Se la gara non può tenersi per mancanza di adesione degli offerenti, il giudice può disporre la vendita a favore del maggiore offerente, oppure ordinare l’incanto che avrà, come prezzo base, la maggiore offerta presentata in questa fase. In quest’ultimo caso, tutto viene rimandato a data successiva: come è stato disposto per anni.

Il prezzo base del terreno, asta dopo asta, è calato vertiginosamente: già nell’aprile del 2016 era calato ad 1.663.960 milioni di euro (lo scorso febbraio il presso era calato a 758.000 euro). In quell’occasione, in uno dei tanti articoli scritti in ricordo di quei 40 ettari andati in fumo il 25 giugno 2001, con 13 mila alberi che andarono distrutti e danni per 2 milioni di euro (4 miliardi di lire dell’epoca), scrivemmo che “alle spalle c’è un calcolo cinico: far abbassare quanto più possibile il prezzo, per poi presentare l’offerta giusta. E accaparrarsi il terreno. Per farci cosa non è dato sapere”. E così alla fine così è stato: è indubbio che il nuovo acquirente abbia fatto un affare, essendosi accaparrato uno dei luoghi più belli della nostra litoranea.

La vicenda giudiziaria di una vicenda poco chiara

Eppure, c’è una storia. Un’inchiesta. Un processo. Una sentenza. Ci sono i nomi e i cognomi dei responsabili. Che descrive e racconta parte di quella storia. L’incendio fu accertato essere di natura dolosa. Il processo ha visto il 24 aprile 2012 la sentenza di condanna da parte della Corte di Appello di Potenza al proprietario dell’area incendiata di Lido Silvana, Vincenzo Polini, amministratore della società “Il Barco” proprietaria dei terreni a monte del camping Lido Silvana e dell’area boschiva andata distrutta, “per non aver predisposto le fasce di terra previste proprio per evitare la propagazione di incendi”. Tre anni prima, l’8 aprile del 2009, il processo si concluse nella stessa maniera, con il verdetto sfavorevole soltanto per uno dei tre imputati, Vincenzo Polini appunto, condannato ad un anno e mezzo di reclusione, al pagamento di una provvisionale e al risarcimento dei danni alle parti civili. Assolti, invece, il titolare della “Chemi.pul.” Vincenzo Petio, società che gestiva i lavoratori socialmente utili, e il caposquadra dell’epoca della stessa società, Luigi Rana, capo operaio che era al lavoro in quella zona il giorno dell’incendio, per i quali invece alcuni legali di parte civile (che difendevano i proprietari degli immobili danneggiati) chiesero la condanna. Per oltre quattro lunghi anni da quella sentenza, non furono depositate le motivazioni.

Secondo i giudici lucani è stato ampiamente provato che «il fuoco ebbe origine proprio nei terreni di proprietà della società Il Barco, ove si stavano bruciando ristoppie, non solo in violazione di norme di elementare prudenza, atteso il forte vento da nord-ovest, che avrebbe dovuto sconsigliare di effettuare simili operazioni, ma anche perché il terreno seminativo non era provvisto di precese e il bosco delle cannedde sempre di proprietà del Barco, era privo anche di fasce taglia fuoco. Anche in questo caso – si legge nella sentenza dei giudici – sono state violate norme di elementare prudenza, atteso che, data la direzione del vento, la sua forza e la presenza di quel canale naturale ubicato in una autentica depressione, pieno zeppo di vegetazione anche secca». Per i giudici della Corte d’Appello «una grave imprudenza e quindi una elevata colpa generica, oltre che una specifica e plurima violazione di norme poste a salvaguardia dell’ambiente, della incolumità delle persone e dei beni pubblici e privati».

La sentenza d’appello confermò inoltre la decisione del giudice monocratico del Tribunale di Potenza (competente del caso in quanto tra le parti lese figurava anche un magistrato in servizio a Taranto all’epoca dei fatti) nella quale erano furono scagionati in primo grado i responsabili civili: l’Amministrazione provinciale di Taranto e la stessa società Chemipul. Il giudice dispose inoltre il risarcimento danni per le parti civili e il pagamento di provvisionali di 40mila euro e 50mila euro per alcuni proprietari delle abitazioni danneggiate dall’incendio e di 100.000 euro per i 175 condomini del villaggio «Fatamorgana».

Poi, lo scorso febbraio, la Corte di Cassazione ha scritto la parola fine sulla vicenda giudiziaria. La IV Sezione penale della Cassazione confermò la condanna – con sospensione condizionale della pena – ad un anno e sei mesi che era stata inflitta dalla Corte d’Appello di Potenza a Vincenzo Polini, titolare della tenuta agricola ‘Il Barco’. A Polini, difeso dagli avvocati Eligio Curci e Franco Coppi, è stata riconosciuta in via definitiva “la responsabilità di non aver adottato le norme di prudenza”, come la mancata realizzazione delle precese e di fasce taglia fuoco intorno al terreno della tenuta agricola dove si sprigionò l’incendio. Le parti offese Sapio e Fella erano assistite dall’avocato Carlo Petrone, la proprietà Caramia dello stabilimento balneare Fata Morgana era difesa dall’avvocato Antonio Raffo. Per quanto riguarda il risarcimento danni, la Corte ha disposto la liquidazione in separata sede.

Un paradiso diventato negli anni terra di nessuno

Ciò che più dispiace per chi ha vissuto in quei luoghi i migliori anni della sua vita, è che il Camping per anni è diventata una sorta di terra di nessuno. Ogni estate persone non meglio identificate hanno aperto e chiuso il cancello d’ingresso di Campo Sud a proprio piacimento, entrando ed uscendo con le proprie macchine per trovare un parcheggio ‘sicuro’ per poi recarsi a mare, in particolar modo durante i weekend. Ma chi è questa gente che per anni si è presa il lusso di disporre di un terreno (privato e non pubblico) e trasformalo in un parcheggio per il mare? Possibile che per anni non ci sia stato nessun tipo di controllo da parte del Comune di Pulsano e delle autorità preposte? Possibile che migliaia di cittadini abbiano permesso tutto questo come se niente fosse? Possibile. Per non parlare dell’ingresso di Campo Nord, dove una parte di muro è stato completamente abbattuta consentendo a chiunque l’ingresso. Per anni abbiamo denunciato tutto questo, sulle colonne del ‘TarantoOggi’ e del corriereditaranto.it, restando come sempre inascoltati.

Poi, il 17 agosto del 2017, il Comune di Pulsano attraverso un’ordinanza sindacale ordinò all’avv. Capozza di provvedere alla rimozione delle recinzioni ‘da cantiere’ dal lato Nord, per recuperare spazio e farla diventare un’area di parcheggio provvisoria per i cittadini che si recano al mare in quel tratto del viale dei Micenei.

Resistere, resistere, resistere

Come sempre però, non tutto è da buttare. Anzi. Perché oltre ai cittadini che si sono costituiti parte civile nel processo per rivendicare i loro giusti diritti, altrettanti costituitisi in diverse associazioni hanno continuato a battersi per salvare quel lembo di litoranea con molte iniziative. Tanti altri hanno deciso di difendere quel luogo continuando a frequentarlo come sempre. Tanti altri ancora fotografando il mare, i tramonti, qualunque cosa che potesse riportarli indietro nel tempo. Per non dimenticare e non perdere la memoria con il passare degli anni. Certo, adesso tutto potrebbe cambiare. In che modo non è dato ancora sapere. La speranza è che finalmente quella zona possa tornare a splendere come merita.

In memoria dei tempi andati, ripropongo un qualcosa che scrissi tanti anni fa. E che ho riproposto spesso negli articoli su questa lunga e triste vicenda.

E il tempo continua a passare. E con esso le nostre esistenze. La natura, però, non si è fermata a quel lontano 25 giugno del 2001. Il verde è tornato lentamente a farsi spazio. Non ci sono più i pini altissimi, ma tanti piccoli esemplari che pian piano si elevano da terra. E’ rimasto quello splendido strapiombo, con i suoi scogli che continuano a fungere da barriera insuperabile per il mare che si perde sconfinato all’orizzonte. Un mare che ancora oggi fa invidia anche ai Caraibi, e che è rimasto lì, imperturbabile e sconfinato come sempre. Anche il campetto è ancora lì, o quantomeno lo è il suo scheletro. Quei ragazzi che un tempo sognavano liberi e spensierati, oggi sono uomini e donne. Ma non hanno dimenticato tutto ciò che è stato. Ognuno di essi conserva nel suo cuore un pezzo di quel camping. Un giorno, chissà quanto lontano, tutto tornerà come un tempo. Torneranno gli alberi, i ragazzi, i sogni: tornerà la vita. Un giorno, gli esseri umani riusciranno a convivere tra di essi rispettando la natura e l’ambiente. Non importa quanto tempo ci vorrà. Intanto, oggi la storia s’inchina a noi, a quel gruppo di ragazzi che un tempo eravamo. E ci rende omaggio. E noi, fieri ed orgogliosi come sempre, nonostante tutto, non possiamo far altro che sorriderle di rimando. Ad maiora“.

La notizia dell’assegnazione del terreno del Camping di Lido Silvana, è un parziale risarcimento a chi è convinto che conservare la memoria storica sia la base di una società civile. Parte tutto da lì. Perché senza memoria storica non ci può essere vera resistenza al vuoto presente che viviamo. Perché il passato non può essere cancellato. E non va dimenticato. Mai. 18 anni dopo sono, siamo ancora qui. Per dire a tutti quelli che hanno finta di niente; a quelli che volutamente hanno ignorato per anni; a quelli che hanno voluto dimenticare o hanno dimenticato; a quelli che si credono padroni di terre oggi abbandonate; che c’è chi non si è mai rassegnato. Che ha continuato a ricordare e a conservare la memoria. Che con i suoi piccoli mezzi ha continuato a resistere e a combattere. E non si è mai arreso. E non si arrenderà. Perché una nuova Storia adesso si può finalmente riscrivere.

Gianmario Leone

Condividi:
Share
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

4 Commenti a: Camping Lido Silvana: assegnato il terreno!

  1. alessia mattia

    Settembre 20th, 2018

    Grazie… leggere le tue parole mi ha fatto tornare indietro di 15 anni. Sperando di poter far vivere ai miei figli quello che continuo a raccontar loro ogni estate.
    Alessia

    Rispondi
  2. Birgit Speer

    Settembre 20th, 2018

    Grazie.
    Anche per me Lido Silvana è stata la mia gioventù. Anche io ho mal di cuore e tanta nostalgia.
    Ma adesso ho anche un pò paura. Chissà quale grande istituzione turistica abbia comprato il terreno? Non diventerà ancora più brutto di adesso, con armate di ombrelloni in fila come soldati, come Fatamorgana?

    Saluti dalla Germania

    Birgit

    Rispondi
  3. Stefania fornaro

    Settembre 20th, 2018

    Solo noi possiamo capire davvero.. grazie gianmario.. con la speranza che i nostri figli possano vivere quei momenti indimenticabili che abbiamo vissuto noi

    Rispondi
  4. erica joppi

    Gennaio 27th, 2019

    ho vissuto in questo campeggio il mio primo amore nel lontano 1969. un estate meravigliosa.peccato sia andato tutto distrutto! mi auguro sorga un bel villaggio che dia la possibilità di passarvi belle vacanze anche a semplici campeggiatori come eravamo noi!Seguirò volentieri gli sviluppi e chissà che non tornerò a vederlo! Erica Bolzano

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)