Radon a scuola: tra proteste e progetto ARPA

 

Proseguono le proteste dei genitori degli alunni dei plessi dei Tamburi
pubblicato il 18 Settembre 2018, 18:31
18 mins

Sulla vicenda del gas radon stiamo assistendo ad un nuovo, ennesimo delirium tremens collettivo. C’era da aspettarselo: conclusasi la vicenda Ilva in malo modo, da qui ai prossimi anni assisteremo a questa manipolazioni di massa, dove i solti ‘cattivi maestri burattinai’ agiscono nell’ombra, sobillano persone fragili come soltanto i genitori di bimbi ancora in età infantile possono esserlo, a maggior ragione se vivono in un rione che convive con il più grande siderurgico d’Europa. Che tanti, troppi danni ha prodotto per decenni. Agitare i sonni e le paure dei genitori dei Tamburi è azione malevola e vigliacca. Montare un caso su una questione che secondo Asl di Taranto e ARPA Puglia non rappresenta un pericolo oggettivo per la salute dei bambini, soltanto per sfogare le proprie frustrazioni per aver perso la battaglia sull’Ilva per incapacità di analisi politica e per assecondare un egocentrismo senza pari, lo troviamo questo sì profondamente infantile. Come nemmeno i bambini delle scuole dei Tamburi potrebbero anche solo immaginar di fare. Ma tant’è. Questo ci tocca in questa città dove gli ultimi 6 anni sono stati sprecati nel peggior modo possibile. E questi sono i risultati.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/09/12/2gas-radon-ai-tamburi-il-caso-che-non/)

Pertanto, quest’oggi ARPA Puglia è nuovamente intervenuta sulla vicenda con un lungo comunicato sul proprio sito ufficiale. Nella speranza, secondo noi purtroppo vana, di fare nuovamente chiarezza sulla vicenda del gas radon.

“Il gas radon è un gas nobile radioattivo naturale che viene generato nella crosta terrestre. Essendo un gas nobile tende ad abbandonare la crosta terrestre in cui si è formato e a passare in atmosfera. All’aperto il gas radon si diluisce, mentre in ambienti chiusi, soprattutto quelli al piano interrato, seminterrato o terra, tende a concentrarsi – specifica ancora una volta l’ARPA -. Per quanto sopra detto il gas radon è ubiquitario, lo respiriamo all’aperto ed al chiuso. Tuttavia la concentrazione all’aperto è molto minore di quella che può aversi all’interno di ambienti chiusi. L’esposizione al radon è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta“.

La normativa nazionale di riferimento, che regola l’esposizione al gas radon per gli ambienti di lavoro, è data dal D.lgs. 230/95 e s.m.i. (D.lgs.241/00), “la quale prevede l’obbligo alla determinazione dell’esposizione al gas radon solo per gli Esercenti di attività lavorative durante le quali i lavoratori e, eventualmente, persone del pubblico, sono esposte in particolari luoghi di lavoro quali tunnel, sottovie, catacombe, grotte e, comunque, in tutti i luoghi di lavoro sotterranei. Il limite, detto livello di azione, per tali ambienti di lavoro è di 500 Bq/m3 di concentrazione di attività di radon media in un anno, superato il quale l’esercente pone in essere azioni di rimedio idonee a ridurre le grandezze misurate al disotto del predetto livello”.

La  normativa regionale che regola l’esposizione al gas radon è la Legge Regionale 30/2016, modificata dall’art. 25 della  Legge Regionale 36/2017, la quale prevede che: Art. 4 – comma 2, punto a) – gli esercenti di attività presso edifici strategici di cui al D.M. 14/01/2008 e destinati all’istruzione, compresi gli asili nido e le scuole materne, provvedano ad eseguire mediante strumentazione passiva, in tutti i locali dell’immobile interessato, misure di concentrazione di gas radon al fine di accertare l’eventuale superamento del livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso pari a 300 Bq/m3Art. 4 – comma 2 punto b) – gli esercenti di attività in locali interrati, seminterrati e locali a piano terra e aperti al pubblico, con esclusione dei residenziali e dei vani tecnici isolati al servizio di impianti a rete, provvedano ad eseguire mediante strumentazione passiva misure di concentrazione di gas radon al fine di accertare l’eventuale superamento del livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso pari a 300 Bq/m3. Sono esentati dagli obblighi di misurazione i locali a piano terra (aperti al pubblico) con superficie non superiore a 20 mq, salvo che in virtù di collegamento strutturale con altri locali non derivi il superamento del limite dimensionale previsto per l’esenzione, purché dotati di adeguata ventilazione”. 

Qualora all’esito delle misurazioni previste dalla L.R. n. 30/2016 e s.m.i., il livello di concentrazione dovesse risultare superiore al limite fissato dal comma 1, il proprietario dell’immobile presenta al comune interessato, entro e non oltre sessanta giorni, un piano di risanamento al quale siano allegati tutti i contenuti formali e sostanziali per la realizzazione delle opere previste, con relativa proposta di crono-programma di realizzazione delle opere le cui previsioni non potranno superare un anno. Il piano di risanamento è approvato dal comune entro e non oltre sessanta giorni dalla sua presentazione, previa richiesta di esame e parere alla ASL competente.

Queste sono tutte cose che abbiamo già scritto nell’articolo della scorsa settimana. E che ARPA Puglia chiarisce nuovamente.

“Tranne il caso in cui è previsto il rilascio del permesso di costruire, decorsi sessanta giorni dalla presentazione del piano di risanamento, senza che l’autorità comunale abbia notificato osservazioni, ovvero senza che abbia inibito con provvedimento espresso la realizzazione degli interventi di risanamento, il proprietario dell’immobile deve avviare l’esecuzione delle opere previste, con le modalità e i termini contenuti nella stessa proposta di piano di risanamento presentata, purché compatibili con quelli previsti dalla presente legge e dalla normativa in vigore – prosegue ARPA -. Le opere previste dal piano di risanamento, devono essere concluse nel termine indicato dall’autorità comunale con l’atto di approvazione, e comunque in un termine non superiore ad un anno, salvo proroga per un tempo non superiore a ulteriori sei mesi per comprovati motivi oggettivi. Terminati i lavori previsti dal piano di risanamento, il proprietario dell’immobile effettua le nuove misurazioni di concentrazione di attività di gas radon su base annuale e dichiara al comune, sotto la responsabilità di un tecnico abilitato alle misurazioni di attività radon, il rispetto dei limiti previsti dalla presente legge. Il mancato rispetto dei termini e delle modalità di risanamento dichiarate nel relativo piano presentato, determina la sospensione della certificazione di agibilità per dettato di legge, e con  provvedimento espresso può essere disposto il conseguente sgombero forzoso dell’immobile. La sospensione della certificazione di agibilità può essere revocata solo con provvedimento espresso, dopo puntuali verifiche sull’osservanza dei livelli di concentrazione annuale di attività di gas radon e in ogni caso dopo l’espletamento di tutte le attività consequenziali tecnico-amministrative stabilite dall’ordinamento statale in materia di agibilità”.

Per quanto riguarda gli ambienti in cui è stato rilevato il superamento del livello di azione di 500 Bq/m3 (solo ambienti di lavoro) fissato dal D.Lgs.230/95 e s.m.i. o del livello limite di riferimento di 300 Bq/3  fissato dalla L.R. n.30/2016 e s.m.i. entrambe le normative non prevedono l’interdizione ad horas degli stessi ambienti.

Il progetto di ARPA Puglia per le scuole dei Tamburi e del Borgo

Nell’ambito del Piano Nazionale Radon per la riduzione del rischio di tumore polmonare in Italia e delle attività di monitoraggio del radon previste in carico alla scrivente Agenzia nel Piano Regionale della Prevenzione, in linea con la Legge Regionale n. 30/2016 e s.m.i., l’Agenzia regionale per il rispetto dell’Ambiente ha elaborato un progetto volto a individuare la concentrazione di radon negli edifici scolastici dei quartieri Tamburi e Borgo di Taranto.

Il monitoraggio proposto era gratuito e tutte le operazioni necessarie al posizionamento, ritiro, lettura dei dosimetri ed elaborazione dei dati erano in carico a personale Arpa Puglia. Con nota prot. 29990 dell11/05/2017 e successivo sollecito prot. 56293 del 20/09/2017, l’Agenzia ha proposto a tutte le scuole dei quartieri Tamburi e Borgo di Taranto di aderire al progetto. Al Progetto hanno aderitoISTITUTO MARIA IMMACOLATA – Via Mignogna n.9 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “G.Galilei” Plesso GALILEI, in Via Carducci n.9 Plesso CONSIGLIO, in Via Vittorio Emanuele II n.9 Plesso GABELLI, in Via Verdi n.1 Plesso GIUSTI, in Via Galeso n.63 LICEO SCIENTIFICO STATALE “G.Battaglini“, corso Umbero I LIECEO GINNASIO STATALE “Aristosseno“, Viale Virgilio n.15 ISTITUTO COMPRENSIVO “Vico – De Carolis” Plesso G. Deledda, Via Grazia Deledda n.6 Plesso G. B. VICO, Via SS. Angeli Custodi n. 3 Plesso Ugo De Carolis, Via Archimede n.57 ISTITUTO COMPRENSIVO “XXV Luglio – Bettolo” Via Pitagora n. 73: Scuola Primaria, Via Pitagora n.73; Scuola Secondaria di primo grado, via Pupino n.4.

Questi i risultati dei monitoraggi del progetto di ARPA Puglia

Presso il Liceo Statale “G. Battaglini” , il Liceo Statale “Aristosseno”, il monitoraggio è ancora in corso e avrà termine nel prossimo mese di ottobre. Presso Istituto Comprensivo “XXV Luglio – Bettolo” Via Pitagora, 73 il monitoraggio è ancora in corso e avrà termine nel prossimo mese di maggio 2019.  

Presso l’ISTITUTO MARIA IMMACOLATA e  Istituto Comprensivo Statale “G. GALILEI” il monitoraggio è terminato nel mese di giugno 2018 e non ha evidenziato il superamento del livello limite di riferimento di 300 Bq/m3 fissato dalla normativa regionale, in nessuno degli ambienti monitorati.

Presso l’Istituto Comprensivo Statale “VICO – DE CAROLIS”, il monitoraggio è terminato nel mese di luglio 2018. Il monitoraggio eseguito presso il plesso G. Deledda, Via Grazia Deledda, 65 ha evidenziato il superamento del livello limite di riferimento di 300 Bq/m3 fissato dalla normativa regionale all’interno di n. 2 ambienti su un totale di 40 esaminati.

Il monitoraggio eseguito presso il plesso G. B. VICO, Via SS. Angeli Custodi, 31 ha evidenziato il superamento del livello limite di riferimento di 300 Bq/m3 fissato dalla normativa regionale all’interno di n. 16 ambienti su un totale di 38 esaminati.

Il monitoraggio eseguito presso il plesso Plesso Ugo De Carolis, Via Archimede, 57  ha evidenziato il superamento del livello limite di riferimento di 300 Bq/m3 fissato dalla normativa regionale all’interno di n. 9 ambienti su un totale di 43 esaminati.

Sarebbe interessante sapere quanti cittadini di Taranto, tra coloro i quali riempiono ogni giorno i social con le loro fesserie, fossero a conoscenza di tale progetto. 

Il piano anti-radon di Comune e Asl

Lo scorso 12 settembre si è svolto un tavolo tecnico al quale hanno preso parte rappresentati di ARPA Puglia, della Asl di Taranto, delle scuole interessate e di alcuni rappresentanti dei genitori. Nel corso della riunione è stato spiegato ai cittadini che non c’è alcuna situazione di emergenza e che il piano stabilito nella riunione odierna si va ad aggiungere al progetto, già approvato da Asl e Arpa, presentato dal Commissario per la bonifiche Vera Corberlli, di aerazione forzata delle scuole per evitare l’intrusione di contaminanti ambientali in occasione dei Wind days. Per risolvere invece il problema del gas radon, è stato deciso che sarà presentato un piano, da parte del Comune, che dovrà essere validato da Asl e Arpa e realizzato entro un anno che prevede la chiusura di eventuali crepe e l’areazione degli ambienti dei plessi scolastici Vico-De Carolis e Deledda. Il Comune avrà adesso ha a disposizione 60 giorni per la presentazione del piano, altri 60 per la sua approvazione e circa un anno per la realizzazione degli interventi necessari. In attesa del piano, il Comune provvederà ad installare nelle stanze in cui è stato rilevato il radon alcuni estrattori d’aria, mentre saranno chiuse le prese di correnti inutili e le crepe presenti. 

(sul sito del Comune è leggibile il verbale dell’incontro del 12 settembre https://www.comune.taranto.it/attachments/article/6718/Riunione%20pubblica%2012%2009%202018.pdf)

Le proteste dei genitori

Intanto anche ieri mattina alcuni genitori degli alunni dei plessi Vico, De Carolis e Deledda del quartiere Tamburi di Taranto hanno preferito non far entrare i propri figli, perché sostengono di non aver ricevuto risposte concrete dagli enti competenti in merito al rilevamento di gas radon nelle scuole, che ha portato all’interdizione di otto aule. Alcuni si sono recati al Municipio di Taranto per cercare di incontrare il sindaco, ma hanno avuto due confronti: prima con l’assessore all’Ambiente Francesca Viggiano, poi con l’assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Motolese. Altri si sono recati presso la sede dell’Arpa per sollecitare la richiesta di accesso agli atti per ottenere i risultati di un anno di misurazioni effettuate. «Secondo quanto si è appreso – spiega in una nota il movimento ‘Tamburi Combattenti’ – Arpa Puglia pubblicherà quanto prima sul suo sito i dati del monitoraggio e il Comune di Taranto pubblicherà sul suo sito i monitoraggi di gas radon da effettuarsi prima dell’avvio dei lavori ed al loro termine, al fine di poter fare una comparazione. I lavori, che inizieranno venerdì 21 settembre a partire dalla scuola Ugo De Carolis, consisteranno nella chiusura di crepe e nell’ispezione dei vespai posti alla base delle strutture. Qualora non dovessero bastare questi accorgimenti, si provvederà alla realizzazione l’areazione forzata degli stessi». È stata «colta l’occasione – aggiunge la delegazione di genitori – per chiedere informazioni sull’installazione degli impianti di ventilazione predisposti per le scuole del quartiere Tamburi a causa dei Wind Days. La gara per l’affidamento dei lavori dovrebbe partire entro 20 giorni, i lavori veri e proprio dovrebbero cominciare il 7 novembre e concludersi entro 120 giorni. È rimasta attualmente inevasa la nostra richiesta di verificare se c’è nesso tra la concentrazione di gas radon nelle scuole del quartiere Tamburi e le collinette ecologiche nonché le gallerie Ilva che si trovano al di sotto delle strutture in questione». 

Le nostre conclusioni

Sinceramente, siamo profondamente scettici ed anche perplessi di fronte a tutto questo caos su questa vicenda. Quando tra l’altro l’intervento per l’areazione delle classi (durante i Wind days) era stato già deciso insieme al Commissario per le bonifiche Corbelli, e ci si era già mossi per intervenire anche sulla questione radon. La salute è sempre al primo posto. Ma su questa vicenda tante cose non tornano.

(leggi anche https://www.corriereditaranto.it/2018/09/13/2di-maio-e-il-museo-e-in-mezzo-il-radon/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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