Quel pasticciaccio brutto… dei murales

 

Confronto ieri sera in piazzetta San Francesco sulla vicenda
pubblicato il 18 settembre 2018, 08:58
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È stato un bel momento costruttivo di confronto quello svoltosi lunedì sera in piazzetta San Francesco sulla sorte dei murales sorti in questi ultimi tempi in Città vecchia, anche se non c’è stato l’esito auspicato, almeno secondo le aspettative degli artisti di strada e dell’associazione Itaca da cui è scaturita l’iniziativa: dovrà infatti essere cancellato il dipinto realizzato all’inizio di via Duomo. All’incontro hanno partecipato diversi rappresentanti delle varie realtà che operano nel centro storico, i giovani “muralisti” (studenti del liceo artistico di Taranto), l’assessore all’urbanistica e alla città vecchia Ubaldo Occhinegro, il rappresentante della Soprintendenza Augusto Ressa (sia pure per poco), l’archeologa Silvia De Vitis e il consigliere comunale Massimiliano Stellato.


Occhinegro ha tenuto a precisare che a essere nel mirino del direttore della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Lecce, Brindisi e Taranto è solo il dipinto realizzato su uno degli accessi murati dell’ex chiesetta della Santissima Trinità, che idealmente lascia intravvedere le colonne poste al di là. Questo, ha riferito l’assessore, perché non è stato rispettato il contesto di grande importanza archeologica. Perciò, vista la mancanza di autorizzazioni da parte della Soprintendenza, il murales dovrà essere cancellato. E anche questo non sarà semplice. ”Bisognerà attendere – ha riferito l’assessore – l’apposita ordinanza del Comune nei confronti dell’associazione Itaca, da ottemperare entro dieci giorni dalla ricezione. I destinatari del provvedimento dovranno quindi contattare, nella sede dell’ex convento di Sant’Antonio, il funzionario della Soprintendenza incaricato per effettuare un sopralluogo, al fine di stabilire le modalità della cancellazione e del ripristino dei luoghi”.
E sarà davvero un peccato (hanno osservato alcuni) perché da lì a poco su quel muro ritorneranno i manifesti funebri. Perchè dunque, si è proposto, non optare almeno per l’installazione di una grata al fine di rendere visibili le colonne, com’era fino a qualche tempo addietro? Anche in tal caso l’ultima parola, dietro presentazione di richiesta scritta, sarà della Soprintendenza.
Di tale circostanza l’assessore Occhinegro ha approfittato per parlare della necessità di porre rimedio alla situazione non ottimale di piazza Castello, con l’area archeologica da risistemare, i reperti da disseppellire, la zona verde da risistemare, il rondò da eliminare e la pavimentazione originaria da ripristinare: lui stesso sta lavorando a un progetto globale per il riassetto della zona.
Durante l’assemblea è stata fatta rilevare anche la presenza di altri murales realizzati dagli studenti su incarico dell’associazione Itaca in altri luoghi segnati dal degrado. Seppure non ancora oggetto di denuncia, per questi l’assessore ha suggerito all’associazione Itaca di accompagnare lo stesso funzionario della Soprintendenza a un altro sopralluogo nei luoghi dove questi sussistono per sanare la situazione.
Ma come si è giunti a tutto ciò? La responsabile di Itaca, Irene Scialpi, ha raccontato di come avesse presentato il progetto dei murales all’allora sindaco Stefàno, elencando i luoghi dell’intervento e ricevendone per iscritto parere positivo. Il documento però, è stato riferito, sarebbe rimasto bloccato nei cassetti del Comune e nessuno si sarebbe premurato di avvertire l’associazione della necessità di sollecitare il procedimento di autorizzazione da parte degli uffici comunali e di provvedere all’inoltro di apposita domanda alla Soprintendenza. Inoltre, ha riferito Iene Scialpi, il Comune aveva anche dato incarico alla prof.ssa De Vitis, archeologa e docente allo stesso liceo artistico, di seguire l’operazione-murales. E il tutto sarebbe passato sotto silenzio (è stato detto) se non fosse stata formalizzata la denuncia alla Soprintendenza, che ha dovuto provvedere di conseguenza.
Si spera, ora, che altre denunce possano partire relative alle innumerevoli situazioni di abusivismo che da troppo tempo rattristano la Città vecchia.

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