‘Casa Paisiello’ s’ha da fare!

 

pubblicato il 13 Settembre 2018, 14:40
7 mins

Ne abbiano già parlato e sicuramente non solo noi, perché c’è chi non si toglie dalla testa che ci sono valori unici in questa città che non trovano spazio nei progetti amministrativi, come la Casa Museo Paisiello che si incastonerebbe perfettamente in quello scrigno di luce unico della Città Vecchia che è piazza Monteoliveto, dove il pregevole Santuario della Madonna della Salute (che è in fase di completo restauro) dialoga con Sant’Andrea degli Armeni e Palazzo Gallo.

Sono anni che Paolo Ruta sta insistendo sul progetto di Casa Paisiello, raccogliendo reperti e documenti, con una passione che è quasi un’ossessione, ma pare che a questo proposito ci creda solo lui, perché anche il duecentenario dello scorso anno è passato quasi inosservato a Taranto, tranne che per le rassegne fatte dagli Amici della Musica ‘Arcangelo Speranza’. Ma perché? “Perché la città è distratta da tante cose.” – risponde il presidente dell’associazione – “Soprattutto c’è una distrazione culturale, per non chiamarla ignoranza culturale che c’è in questa città, per cui non si riesce a capire che bisogna fare un museo dedicato a Paisiello, anziché fare la sagra della polpetta in piazza”. 

Forse serve un investimento troppo cospicuo, visto che le polpette sono più economiche? “Le case museo dedicate ai grandi musicisti attirano molti turisti, vedo d’estate soprattutto turisti stranieri che, nelle ore post prandiane, vagano per la Città Vecchia senza meta perché è tutto chiuso, dalle chiese agli ipogei, al Mudi, l’unico rifugio è attualmente il Castello e qualche bar. Come tutti questi musei si aprirebbe alle 10 e si chiuderebbe la sera. E secondo me i visitatori ci sarebbero.”

Il progetto prevede una fruizione generale, non solo si potrebbero apprezzare i cimeli, ma si potrebbe godere della musica: “Ci potrebbe essere una sala d’ascolto della musica. A Casa Rossini a Pesaro o Casa Mozart a Vienna e Salisburgo hanno una saletta con una decina di poltrone da cinema e proiettano le opere di questi musicisti. Lo potremmo fare anche noi, aggiungendo una sala lettura dove consultare tutti i libri relativi al ‘700 musicale di Paisiello. Noi ne abbiamo raccolti diversi, anche una delle poche edizioni esistenti in Italia del ‘Robinson’, che è uno dei volumi considerati la ‘Bibbia’ su Paisiello, chi si deve cimentare anche nella produzione di un lavoro compositivo va a studiare il Robinson. Abbiamo tanto materiale che sarebbe davvero interessate raccoglierlo tutto in un luogo che è stato un simbolo della Città Vecchia”.

Il progetto è già stato realizzato. “C’è un progetto che facemmo con gli architetti De Palma e Carnevale e regalato al Comune, che presentammo nel 2015, davanti alla casa di Paisiello, nella chiesa di Sant’Andrea degli Armeni. All’epoca l’amministrazione comunale non si presentò, non venne nessuno, seppur invitati. Questa volta invece la sensibilità di questa amministrazione è ben diversa, hanno promesso e c’erano tutti al nostro convegno ed hanno promesso che inizieranno a vedere i progetti, a trovare quelli che erano stati presentati nel passato ed ha iniziare a quantificare la spesa. Si tratterebbe di trovare 700/800mila euro. Secondo me con il coinvolgimento anche di privati e di aziende serie e grosse che stanno sul territorio e prendono molto dal nostro territorio si può fare. Forse è il momento che inizino a dare, anche in cultura. E questa di Casa Paisiello potrebbe essere la partenza.”

l vicesindaco, Valentina Tilgher e gli assessori comunali alla Cultura, Fabiano Marti, e ai Lavori Pubblici, Massimiliano Motolese si sono presi questo incarico e valuteranno, intanto come ripete spesso Marti, ci stanno mettendo la faccia e l’impegno che si speri dia buoni frutti.

Mentre Angelo Pascual de Marzo ha portato l’esempio di Casa Piccinni a Bari. Ci sono voluti dieci anni di lavoro, stringendo sinergie tra Comune e conservatorio; oggi c’è un accordo con il FAI per renderlo tra i ‘Luoghi del cuore’ e l’investimento è stato anche sostenuto da una banca. Insomma è un esempio da seguire.

L’architetto Augusto Ressa con una serie di immagini ha raccontato con “Taranto e la musica” il percorso musicate, ma anche storico artistico di Paisiello che è stato anche invitato alla corte di Caterina di Russia, che il pittore Parisi ricorda in un quadro del ‘900 dove invitò amici e parenti a posare per la ricostruzione dei dignitari di corte. Ma il compositore tarantino fu ospite anche Napoleone, per il quale scrisse l’inno per l’incoronazione, nonché unico musicista italiano alla Corte di Versailles. Con fare divertito Ressa è partito dalla valigia di cartone che diventa anche oggi il simbolo di chi ha talento e deve andare via dalla città per trovare occasioni e stimoli e ha continuato parlando anche della noia della musica ecclesiastica a cui era sottoposto, senza avere alternative. La conversazione ha toccato anche il rapporto con mons. Capecelatro che faceva suonare quelle arie divertenti nel suo casino sul Mar Piccolo, poi andato perduto. Lasciati i luoghi natii Paisiello è stato un divo divertente e divertito, ci vorrebbe un po’ della sua genialità artistica per ricordalo degnamente.

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Come è noto fu una bolla di sapone.

Foto Carmine La Fratta

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

Un Commento a: ‘Casa Paisiello’ s’ha da fare!

  1. Angela

    Settembre 14th, 2018

    Bellissimo articolo
    Spero che il progetto si realizzi nel minor tempo possibile

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