Di Maio e il museo. E in mezzo il radon…

 

Due vicende che hanno scatenato grandi polemiche in città
pubblicato il 13 settembre 2018, 16:17
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Due vicende hanno scatenato polemiche in città in questi giorni (al netto della vicenda Ilva, of course…): le parole di Di Maio sul museo di Taranto e la presenza di gas radon in alcune scuole dei Tamburi oltre la soglia di guardia. Una infinità di interventi sui social per entrambi i casi, talvolta vergati con ironia sottile, talvolta invece con veemenza. Comprensibile, senza dubbio. Perchè questa è una città, come da anni affermiamo, bella e dannata. E ora si sente più tradita che mai, seppur la storia – nel corso dei secoli – dovrebbe insegnarci quanto la nostra accoglienza e fiducia verso gli altri diventino arme letali per prenderci per in giro.
Di Maio e il museo. Il vicepremier, che con la grammatica italiana a volte va in guerra, anche in questa occasione – a volergli bene – s’è espresso molto ma molto male. Certo, è vero che la Storia di questa città meriterebbe una valorizzazione ben differente rispetto alla struttura museale presente (seppur il MarTA sia straordinario per reperti e per come negli ultimi anni sia riuscito a diventare attrattore importante), una struttura sicuramente più imponente e degno dei più grandi musei al mondo. E’ vero che molti reperti conservati e molte attività avrebbero ben altra visibilità se la struttura fosse più complessa e adeguata, ripetiamo, al valore della nostra Storia. E la filosofia di maggior valorizzazione è ben inseguita dall’attuale direttrice, Eva Degl’Innocenti che, tra l’altro, ha saputo elegantemente replicare a Di Maio invitandolo a visitare il museo.
Però, il problema non è una struttura più imponente e funzionale. O almeno non è solo quello. Di grazia, ci chiediamo tuttora perchè mai il passato Governo trasferì la Soprintendenza a Lecce, cancellando un secolo di vita qui a Taranto. E ci chiediamo ancora se, per esempio, Taranto sia pronta a connettersi al suo patrimonio storico-culturale, e viceversa: a breve parte il 58° Convegno internazionale di Studi sulla Magna Grecia e sembra lo sappiano in pochi, visto che da sempre la città è poco coinvolta. Perchè, ancora, il Castello Aragonese è un sito visitatissimo ma pare entità scollegata dal resto della città. E perchè, scusate ancora, la visione di una città dalla Storia millenaria è qualcosa di veramente impalpabile, che i turisti (un boom quest’anno) scoprono sempre più ma con pochi appigli d’accoglienza. Quindi, manca una strategia complessiva per il salto di qualità.
E allora, ecco che Di Maio, al netto di quel che pensa sulla nostra Storia poco valorizzata, in questo momento avrebbe fatto bene a star zitto e quieto, soprattutto perchè da queste parti dopo la vicenda Ilva non gode di molte simpatie. E più che usare le parole e a sfruttare la sua telegenìa, passasse ai fatti sin da subito se davvero, come afferma, tiene molto a confezionare un risarcimento per Taranto. La politica degli annunci, oramai, non fa che aumentare la sensazione di presa per i fondelli…
Vicenda gas radon. Anche in questo caso, le preoccupazioni dei cittadini sono assolutamente giustificate, soprattutto in una città in cui i problemi d’inquinamento sono giganteschi. L’emittente Telenorba, che ha sollevato il caso, ha fatto per intero il suo mestiere: ha raccolto informazioni da fonti considerate attendibili e diffuso la notizia. Quindi, non è proprio il caso di prendersela con essa. Il fatto è che, come in altre vicende del passato, vengono fornite ai media e conseguentemente al cittadino informazioni vere fino a un certo punto e soprattutto condite da un certo allarmismo. Come vi abbiamo mostrato (leggi https://www.corriereditaranto.it/2018/09/12/gas-radon-ai-tamburi-il-caso-che-non/), la relazione ARPA sulla vicenda è molto chiara e le scuole interessate da valori soglia superati di radon è sotto controllo e con passaggi d’intervento ben delineati per evitare una lunga esposizione al gas di quanti frequentano quei plessi scolastici. Perchè, com’è noto e facilmente reperibile su qualunque relazione scientifica, la pericolosità del radon, lo ripetiamo nuovamente, è correlato all’inalazione: inspirato in quantitativi in eccesso e per periodi prolungati, può infatti provocare seri danni alla salute, in particolare ai polmoni, qualificandosi come seconda causa di rischio per l’insorgenza di un tumore, dopo il fumo (questo significa che i fumatori che vivono a contatto con il radon corrono un rischio in più di malattia). E per evitare che ciò accada basta areare costantemente i locali in cui è affermata la sua presenza.
Dunque, è facile intuire come l’allarmismo su quanto accaduto sia stato quanto meno eccessivo. Così com’è facile pure capire che spesso si agisce sulla fragilità e sui disagi della nostra città per ingigantire problemi anche piuttosto semplici da risolvere. Insomma, va bene sguainare la spada in una città dove non ci si può permettere il lusso di abbassare invece la guardia. Ma attenzione ai facili allarmismi, perchè sui social diventano virali e soprattutto depistano quelle che invece sono magari semplici verità.
Morale della favola. Oggi la tastiera è spesso complice di comportamenti deleteri e rischiosi. É un terreno difficile da percorrere soprattutto perchè nel tragitto s’infilano distorsioni spacciate per vangelo. Il potere, l’interesse, l’ego sanno sempre come agire sfruttando armi che fanno presa sulle persone. Taranto ha bisogno di chiarezza sempre e comunque, soprattutto ha bisogno di capire senza essere presa in giro, di sapere senza ascoltare false omelie. In troppi, specie negli ultimi anni, hanno promesso e mai mantenuto, raccogliendo molto e ricambiando molto poco. Approfittare della rabbia e dell’esasperazione assolutamente giustificabili dei tarantini che soffrono, è riprovevole. Anzi, è vigliacco.

Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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