Accordo pure per Ilva-Taranto Energia

 

Filctem Cgil: "Buon accordo, bene tavolo specifico". Ugl: "Punto di partenza"
pubblicato il 09 Settembre 2018, 20:13
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La centrale elettrica dell’acciaieria di Arcelor Mittal si chiamerà Arcelor Mittal Italy Energy ma i suoi lavoratori rimarranno con il contratto elettrico. Un risultato ottenuto e ratificato dall’accordo sindacale che ha un importante valore sia per l’autodeterminazione dei lavoratori specificatamente della centrale, sia per evitare che la semplificazione contrattuale inizialmente prevista dagli acquirenti, tagliasse fuori i diritti acquisiti. L’accordo raggiunto e firmato giovedì è un buon accordo, scrive in una nota la Filctem Cgil, perché se da un lato garantisce il totale assorbimento della forza lavoro fino al 2023, dall’altro garantisce la tutela dei livelli contrattuali e vanifica il rischio della perdita dell’Articolo 18.
“Abbiamo ottenuto un buon risultato, ma non abbassiamo la guardia – commenta il segretario provinciale della Filctem Cgil di Taranto Giordano Fumarola – riteniamo che l’accordo finora sia un passo in avanti rispetto alla posizione di partenza. Abbiamo ottenuto dei significativi miglioramenti solo grazie all’impegno dei sindacati. Come Filctem Cgil, ovviamente, non possiamo considerarci pienamente soddisfatti fin quando non sarà garantito un dignitoso futuro a tutti i lavoratori. Abbiamo chiesto che si convochi un tavolo per i lavoratori con il contratto elettrico, durante il quale spiegare ai nuovi proprietari quali sono le peculiarità della centrale elettrica. Sappiamo che questo avverrà nei prossimi giorni e ci impegneremo a presentare alla nuova gestione i punti di forza e di debolezza di un settore cruciale dell’acciaieria. È un buon punto di arrivo dopo una trattativa che è durata tanto tempo. Abbiamo chiesto e ottenuto un tavolo specifico per i lavoratori della centrale elettrica, per la quale da tempo denunciamo una carenza di organico, e dovrebbe essere convocato a giorni. Per i lavoratori elettrici la trattativa va avanti”.

L’UGL non sembra soddisfatta dell’accordo, pur ritenendolo un punto di partenza. “Una trattativa lunga e complicata che ha portato al risultato ottenuto, del quale però – ribadisce Calabrese – non riteniamo essere soddisfatti a pieno, ma sarà sicuramente il punto di partenza e non di arrivo per la vertenza che continuerà a Taranto a partire dal 13 settembre, data concordata per il primo incontro con l’ausilio delle Segreterie nazionali. Accordo che mira sicuramente al rilancio di tutto il Gruppo Ilva puntando ad una produzione ecocompatibile che tuteli l’ambiente e la salute di tutti i cittadini, per la nostra organizzazione sindacale, punti imprescindibili da tutelare. Non dimentichiamo che in Taranto Energia, da tempo segnaliamo carenza di personale che non concilia con eventuali esuberi dichiarati, argomento fondamentale che discuteremo nel primo incontro, ove spiegheremo la costituzione dell’organico e chiederemo, sulle posizioni eventualmente ritenute da ricollocare, rispetto dei diritti e della professionalità acquisita nel tempo dai lavoratori. Importante e non secondario l’aspetto sicurezza che necessita di un organico completo ed efficace oltre la valutazione tecnica dello stato impianti. Rispetto a quanto era stato proposto per Taranto Energia durante la trattativa, abbiamo ottenuto faticosamente sostanziali miglioramenti, tra cui la riduzione dei presunti esuberi che ribadiamo non essere ancora soddisfacente, mantenimento del CCNL elettrico di appartenenza rispetto a quello metalmeccanico proposto e l’applicazione dell’articolo 18, oltre ad un tavolo dedicato che è stato possibile esclusivamente grazie alla tenacia e dedizione delle OO.SS.”.

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