Ilva, sull’Ambiente ‘impegni’ e ‘promesse’

 

Ecco l'accordo sull'Ambiente tra il governo e ArcelorMittal
pubblicato il 07 Settembre 2018, 19:26
38 mins

In attesa di conoscere il parere dell’Avvocatura di Stato (secondo quanto dichiarato dal vicepremier Di Maio sarebbe stato reso pubblico proprio oggi, probabilmente in tarda serata) e dopo aver pubblicato il testo integrale dell’accordo sindacale, oggi pubblichiamo per intero l’Addendum integrativo per quanto riguarda gli impegni presi da ArcelorMittal sul Piano Ambientale.

(clicca qui per leggere il documento ufficiale dell’Addendum ambientale doc. 5 – Addendum)

“Il piano ambientale così come il piano occupazionale raggiunti rappresentano il miglior risultato possibile nelle peggiori condizioni possibili”. Il vicepremier, nonché ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio, e il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, concordo sul fatto che più di questo era impossibile fare nella trattativa di affitto degli asset industriali del gruppo Ilva alla multinazionale ArcelorMittal. Leggendo il documento di Addendum Ambientale, in realtà si scopre che la maggior parte degli impegni, come era scontato che fosse, risultano essere soltanto una ‘promessa‘ ad anticipare l’attuazione di quelle prescrizioni contenute nel Piano Ambientale del 2017, che recepiva quello approvato dal governo Renzi nel 2014, che a sua volta recepiva l’AIA dell’ottobre del 2012 che a sua volta recepiva e migliorava quella concessa al gruppo Riva nell’agosto del 2011.

Di fatto, ArcelorMittal avrà tempo sino al 2023 di realizzare lavori che nel siderurgico andavano svolti nel corso dei decenni, a partire dai lontani anni ’60. E quasi certamente ci saranno anche delle proroghe, nonostante la ‘minaccia’ contenuta nell’addendum di elargire sanzioni economiche per il mancato rispetto degli impegni intermedi e finali. Esattamente quanto era previsto già dal 2012. Secondo il nostro modesto parere, difficilmente Mittal riuscirà a fare tutto nei tempi previsti, al netto di imprevisti, ricorsi, problemi di varia natura che inevitabilmente si troverà davanti la multinazionale dell’acciaio.

Inoltre vorremmo ricordare che esiste un Osservatorio Ilva, che stava seguendo passo passo tutti i lavori previsti dal Piano Ambientale e che dovrebbe riunirsi nuovamente nel mese corrente di settembre, all’interno del quale interagiscono il ministero dell’Ambiente, l’ISPRA, l’ARPA Puglia, i Commissari straordinari di Ilva in Amministrazione Straordinaria e la stessa ArcelorMittal. Nelle missive di questi mesi, già si parlava di proroghe inerenti vari lavori.

(leggi tutti gli articoli sull’Osservatorio Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=osservatorio+ilva&submit=Go)

OGGETTO DELL’ADDENDUM 

Con il presente Addendum l’Affittuario, AM InvestCo Italy srl, aderendo a quanto evidenziato dal Ministro dello Sviluppo Economico, ha assunto ulteriori obblighi rispetto a quelli regolati nel Contratto, “rafforzativi, integrativi ed ampliativi degli stessi” si legge nell’introduzione del testo dell’accordo.

In particolare, gli obblighi assunti con il presente Addendum sono finalizzati: a eliminare o ridurre al minimo le fonti inquinamento attraverso l’implementazione delle misure di tutela ambientale e l’accelerazione dei tempi di esecuzione degli interventi ambientali già previsti dal DPCM del 29 settembre 2017; a vincolare l’incremento della produzione all’impiego di processi di produzione alimentati a gas o di processi alternativi a basso utilizzo di carbone; ad attuare misure di economia circolare; ad anticipare ed implementare l’avvio delle attività del Centro di Ricerca finalizzate all’individuazione di nuove tecniche produttive a minore impatto ambientale da impiegare nello stabilimento di Taranto; ad introdurre misure di conoscenza e trasparenza nei confronti delle comunità locali nonché di supporto alla crescita e al benessere delle stesse; ad attuare forme di tutela e promozione dell’utilizzo dei fornitori locali di beni e servizi; a favorire la positiva conclusione della Procedura Sindacale tenendo conto della sostenibilità del Piano Industriale.

ELIMINAZIONE O RIDUZIONE AL MINIMO DELLE FONTI DI INQUINAMENTO ATTRAVERSO L’IMPLEMENTAZIONE DELLE MISURE DI TUTELA AMBIENTALE E L’ACCELERAZIONE DELL’ESECUZIONE DEGLI INTERVENTI AMBIENTALI PREVISTI DAL DPCM DEL 29 SETTEMBRE 2017 

Al fine di conseguire gli obiettivi, l’Affittuario si obbliga a eliminare le fonti di inquinamento attraverso l’implementazione delle seguenti misure, come di seguito declinate: “l’anticipata realizzazione dell’intervento di copertura del parco minerale, del parchi fossile e coke, l’anticipata realizzazione della pavimentazione dei parchi AGL e del parco loppa, la chiusura dei nastri trasportatori, la chiusura degli edifici materiali pulvirulenti e l’eliminazione dei possibili impatti inquinanti delle acque meteoriche mediante pavimentazione delle aree non pavimentate ed adeguamento delle pavimentazioni già esistenti per una superficie totale di circa un milione di metri quadrati“.

Altresì l’Affittuario si impegna a ridurre al minimo, in conformità o superando gli standard nazionali ed europei, “le fonti di inquinamento mediante l’installazione di filtri presso l’impianto di sinterizzazione. Al medesimo fine l’Affittuario conferma il proprio impegno a realizzare, per tutte le batterie di cokefazione, nuove docce, nuovi sistemi di aspirazione allo sfornamento ed un sistema di controllo della pressione dei singoli forni; e realizzare nuovi impianti di trattamento delle acque reflue“. 

Valutazione Danno Sanitario annuale 

Allo scopo di migliorare ulteriormente le prestazioni ambientali dello stabilimento di Taranto rispetto a quanto previsto dal DPCM del 29 settembre 2017, con il presente Addendum l’Affittuario si obbliga inoltre a: cooperare attivamente con ARPA Puglia, ASL e AReS allo scopo di aggiornare annualmente la Valutazione Danno Sanitario, in conformità ai criteri indicati dal Decreto Ministeriale 24 aprile 2013 ed effettuare un’analisi congiunta, con le sopra citate autorità, delle conclusioni della stessa Valutazione Danno Sanitario, da utilizzare anche al fine di fornire al pubblico una corretta e trasparente informazione riguardo al rischio attribuibile alle attività industriali dello stabilimento di Taranto.

Riduzione CO2

Ad  allineare gli standard operativi dello stabilimento di Taranto agli standard operativi medi di ArcelorMittal Europe Flat Products, allo scopo di conseguire, entro il 2023, una riduzione delle emissioni specifiche di CO2 per tonnellata di acciaio liquido prodotta pari al 15% rispetto alle emissioni dello stabilimento di Taranto del 2017, applicando al calcolo delle emissioni di CO2 la metodologia di ArcelorMittal, verificata da Deloitte, e comunicata per tempo alla competente Direzione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (“MATTM”) per le opportune verifiche.

Camino E-312 e filtri impianto sinterizzazione 

Per quanto concerne il trattamento delle emissioni del camino E312 dell’impianto di sinterizzazione, installare filtri ibridi (una tecnologia innovativa per impianti di sinterizzazione co-sviluppato da ArcelorMittal e adottata per la prima volta al mondo presso siti ArcelorMittal), anziché i tradizionali filtri a manica attualmente previsti dal DPCM del 29 settembre 2017 e conseguire i seguenti miglioramenti delle prestazioni ambientali dello stabilimento di Taranto: la riduzione delle emissioni di polveri e diossine in misura almeno pari, rispettivamente, al 30% e 50% rispetto ai valori limite associati alle migliori tecnologie disponibili (BAT); la riduzione del consumo di energia elettrica, con conseguente riduzione delle emissioni di CO2, rispetto ai consumi di energia elettrica previsti in caso di installazione dei filtri a manica attualmente imposti dal DPCM del 29 settembre 2017.

Sul presupposto che la Data di Esecuzione sia non successiva al 1 novembre 2018 e che l’installazione dei filtri ibridi in luogo dei filtri a manica venga autorizzata, ai sensi dell’articolo 5 del DPCM del 29 settembre 2017, entro il 31 dicembre 2018, si conseguirà un’accelerazione rispetto ai termini di scadenza attualmente previsti dal DPCM del 29 settembre 2017 per l’installazione dei filtri a manica, secondo quanto appresso specificato: installazione dei filtri ibridi su una linea dell’impianto di sinterizzazione prevista per il 31 marzo 2021; installazione dei filtri ibridi sulla seconda linea dell’impianto di sinterizzazione prevista per il 30 settembre 2022; apportare, entro 36 mesi dalla Data di Esecuzione, migliorie all’impianto di desolforazione del gas di cokeria al fine di garantire un livello di H2S nel gas di cokeria inferiore a 500 mg/Nm3 anche durante le operazioni di manutenzione dell’impianto.

Copertura Parco Minerale, Parco Fossile, Parco Loppa, pavimentazione parchi Agglomerato, acque meteoriche e acqua piovana

A condizione che la Data di Esecuzione sia non successiva al 1 novembre 2018, l’Affittuario si impegna altresì a completare, entro l’ultimo trimestre 2019, i lavori per la copertura di tutto il materiale presente nel parco minerale, necessario ai fini del livello di produzione autorizzato. Ciò assicurerà il totale confinamento delle polveri provenienti dal parco minerale con almeno 19 mesi di anticipo rispetto al termine di scadenza stabilito dal DPCM del 29 settembre 2017. Il completamento anticipato di tale intervento creerà altresì una barriera fisica contro la dispersione di polveri dallo stabilimento di Taranto al quartiere Tamburi.

A  completare, entro il 31 maggio 2020, i lavori per la copertura di tutto il materiale presente nel parco fossile, necessari ai fini del livello di produzione autorizzato. Ciò assicurerà il totale confinamento delle polveri provenienti del parco fossile, con almeno 14 mesi di anticipo rispetto al termine di scadenza stabilito dal DPCM del 29 settembre 2017;  completare, con almeno 6 mesi di anticipo rispetto al termine di scadenza stabilito dal DPCM del 29 settembre 2017, i lavori per la pavimentazione dei parchi AGLcompletare i lavori per la pavimentazione del parco loppa entro 11 mesi dalla Data di Esecuzione. Ciò assicurerà l’eliminazione, rispetto a tale area, delle acque meteoriche con almeno 31 mesi di anticipo rispetto al termine di scadenza stabilito dal DPCM del 29 settembre 2017; completare, con almeno 8 mesi di anticipo rispetto al termine di scadenza stabilito dal DPCM del 29 settembre 2017, i lavori per la realizzazione della prescrizione UA 8-26 relativi all’intervento di raccolta e trattamento di acqua piovana presso l’area dei moli; e implementare presso lo stabilimento di Taranto, entro il 30 giugno 2020, l’utilizzo della tecnologia per il trattamento delle acque reflue BF Gas Scrubbing System. Questa innovativa tecnologia di trattamento delle acque è stata co-sviluppata dal gruppo Ricerca & Sviluppo di ArcelorMittal e in relazione alla stessa è stata depositata domanda di brevetto in data 14 dicembre 2017 (PCT/IB2017/057927).

Utilizzo rottame, materiale di scarto, recupero residui

In ogni caso, l’Affittuario si impegna a incrementare l’utilizzo di rottami metallici nel processo produttivo, ove possibile a condizioni economiche sostenibili, al fine di ridurre al minimo le emissioni di CO2, rafforzare gli obiettivi di economia circolare e intensificare il riutilizzo di materiali di scarto in conformità agli obiettivi della legislazione europea; intensificare il recupero dei residui contenenti ferro e dei sottoprodotti sia all’interno dei processi produttivi, sia esternamente, a condizioni sostenibili economicamente e in conformità alle leggi e autorizzazioni applicabili, allo scopo di ridurre i quantitativi di materiale da avviare a smaltimento, conformemente agli obiettivi fissati dalla legislazione nazionale ed europea e rafforzare gli obiettivi di economia circolare.

Nuova caratterizzazione suolo e acque sotterranee 

L’Affittuario, subito dopo la Data di Esecuzione, si impegna ad effettuare una ulteriore caratterizzazione del suolo e delle acque sotterranee presso il sito di Taranto al fine di integrare la relazione di riferimento approvata dal DPCM del 29 settembre 2017, come consentito da, ed in conformità con, il medesimo DPCM. Sulla base dei risultati dell’ulteriore caratterizzazione effettuata e delle precedenti caratterizzazioni effettuate presso il sito di Taranto, l’Affittuario si impegna ad attuare quale soggetto interessato, non responsabile dell’inquinamento ai sensi dell’articolo 245 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, interventi/misure in relazione al suolo e alle acque sotterranee rientranti nel perimetro del sito di Taranto conformemente alla legislazione applicabile, ivi inclusi: misure di prevenzione; e/o analisi di rischio; e/o interventi di bonifica; e/o messa in sicurezza operativa; e/o messa in sicurezza permanente, a condizione che: ’impegno ad attuare gli interventi/misure di cui sopra sia limitato a un esborso massimo pari a Euro 200.000.000,00 (duecento milioni/00); tale ammontare sia disponibile quale Rimborso Decontaminazioni effettivamente erogato all’Affittuario; e gli interventi/misure rilevanti possano essere ultimati, mediante l’utilizzo di tecnologie standard e senza compromettere la prosecuzione delle attività produttive, entro e non oltre il 23 agosto 2023, come espressamente previsto nei relativi progetti, i quali dovranno essere tempestivamente approvati dalle autorità competenti. 

Il Capitolato Decontaminazioni viene integrato con le misure di decontaminazione. L’importo massimo del Rimborso Decontaminazioni è quindi aumentato di un ammontare pari a Euro 200.000.00000 (duecento milioni/00). Trova applicazione la procedura di cui all’Articolo 20 del Contratto. 

Entro 15 Giorni Lavorativi dalla Data di Esecuzione, l’Affittuario comunicherà alle Società Concedenti il cronoprogramma relativo alla realizzazione delle misure e delle attività.

Interventi per limitare effetti durante i Wind-days

Tale cronoprogramma, dettagliato in relazione alla singola tipologia di intervento e tenuto conto della natura e delle caratteristiche di ciascun intervento, dovrà prevedere l’individuazione di termini e tempistiche intermedi significativi e misurabili, in modo tale da garantire nel più breve tempo possibile, in particolare, una mitigazione dell’effetto dovuto ai cc.dd. wind days per la Città di Taranto (quartiere Tamburi). 

In ogni caso e fermo restando quanto precede, l’Affittuario assume, a condizione che la Data di Esecuzione sia non successiva al 1 novembre 2018, sin d’ora l’impegno a completare, entro la fine del mese di aprile 2019, il 50% della parte superiore della struttura che consentirà la copertura di tutto il materiale presente nel parco minerale necessario ai fini del livello di produzione autorizzato. Per chiarezza, la parte di copertura da realizzare più rapidamente sarà quella più vicina al quartiere Tamburi della Città di Taranto; completare, entro la fine del mese di dicembre 2019, il 50% della parte superiore della struttura che consentirà la copertura di tutto il materiale presente nel parco fossile necessario ai fini del livello di produzione autorizzato. 

Fermo restando quanto previsto dal Contratto e impregiudicato il diritto delle Concedenti al risarcimento dell’eventuale maggior danno, per ogni Giorno Lavorativo intero di ritardo rispetto ai termini intermedi e finali previsti e dal menzionato cronoprogramma, sarà applicata una penale di importo pari all’importo massimo della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’articolo 29-quattuordecies, comma 2, del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni, nel testo in vigore alla data di sottoscrizione del presente Addendum. Le Parti concordano che gli importi maturati dalle Concedenti a titolo di penali per ritardo saranno utilizzati dall’Affittuario per la realizzazione sia di interventi ambientali nello stabilimento di Taranto sia di iniziative di supporto in favore delle comunità locali che non costituiscano oggetto di impegni già assunti dall’Affittuario. Tali interventi e iniziative saranno definiti congiuntamente tra le Parti entro 30 giorni dal calcolo delle penali per ritardo applicabili e la loro puntuale esecuzione sarà oggetto di monitoraggio e controllo da parte delle Concedenti. 

ULTERIORI OBBLIGHI RELATIVI ALL’INCREMENTO DELLA PRODUZIONE 

Al fine di conseguire gli obbiettivi con riferimento alla produzione di acciaio presso lo stabilimento di Taranto, l’Affittuario si impegna a presentare al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al completamento degli interventi previsti dall’Allegato I al DPCM del 29 settembre 2017, con riferimento a quanto previsto dall’art. 2, comma 1, del medesimo DPCM del 29 settembre 2017, idonea documentazione che certifichi che l’aumento della produzione garantirà che le emissioni convogliate di polveri rimarranno entro i limiti annuali post adeguamento in flusso di massa autorizzati dall’AIA come modificata dal DPCM 29 settembre 2017 (la “Documentazione”). A tale fine l’Affittuario dovrà confrontare il flusso di massa annuale autorizzato dall’AIA, come modificata dal DPCM del 29 settembre 2017 ed applicabile al 31 agosto 2018, delle emissioni convogliate di polveri degli impianti oggi in esercizio, con il flusso di massa delle emissioni convogliate di polveri previste esercendo gli impianti ambientalizzati in coerenza con il DPCM del 29 settembre 2017, fino a 8 milioni di tonnellate. La mancata trasmissione della citata Documentazione comporterà che l’Affittuario non potrà in alcun modo superare il limite di produzione di 6 milioni di tonnellate di cui al DPCM 29 settembre 2017.

Possibile incremento produzione ad 8 milioni di tonnellate ed anche oltre

Fermo restando quanto indicato in termini di limiti emissivi, a mantenere, anche per il periodo successivo alla Durata del Piano Industriale, la produzione dell’acciaieria a ciclo integrato ad un livello non eccedente gli 8 milioni di tonnellate di acciaio liquido annue, ferma restando la possibilità, previa autorizzazione del MATTM, di ulteriormente incrementare tale livello produttivo mediante l’impiego, per la realizzazione dei volumi produttivi addizionali, di processi di produzione a basso utilizzo di carbone (quali processi di produzione a base di gas naturale), verificate le relative condizioni di sostenibilità tecnica ed economica.

L’Affittuario si obbliga altresì ad elaborare e trasmettere, ogni due anni, uno studio di fattibilità avente ad oggetto l’implementazione presso lo stabilimento di Taranto di processi di produzione alimentati a gas naturale – nonché, ove ritenuto dall’Affittuario o richiesto dalle Concedenti, di processi alternativi di produzione a basso utilizzo di carbone – basato sui criteri di cui all’Allegato 9 del Contratto e recante puntuale indicazione del prezzo del gas naturale e/o delle altre risorse alternative impiegate che renderebbero sostenibile l’implementazione delle tecnologie considerate. Tali studi di fattibilità saranno trasmessi al Ministero dello Sviluppo Economico, entro 5 Giorni Lavorativi dalla data di ricezione.

(leggi l’articolo sull’accordo sindacale https://www.corriereditaranto.it/2018/09/07/2mittal-in-ilva-a-novembre-il-testo-dellaccordo/)

MISURE DI ATTUAZIONE DI ECONOMIA CIRCOLARE 

Al fine di conseguire gli obiettivi previsti e alla luce del ruolo centrale svolto dal recupero dei prodotti siderurgici e dei relativi rottami, sia in termini di efficienza che di minore impatto ambientale, l’Affittuario si impegna ad adottare strategie e politiche di economia circolare nei propri processi produttivi, anche massimizzando l’utilizzo di risorse secondarie recuperate sotto forma di gas di processo, rottami di metalli e scorie.

In attuazione di quanto previsto al precedente articolo 5.1 l’Affittuario si obbliga ad attuare presso lo stabilimento di Taranto il modello ROMEO (Recycling Optimization Model for Economic and Environmental Objectives), nonché ulteriori migliori pratiche e standard operativi adottati da ArcelorMittal Europe Flat Products, per conseguire, entro il 2023, una riduzione del quantitativo specifico di residui di produzione e sottoprodotti non utilizzati per tonnellata di acciaio liquido pari al 15% rispetto ai dati di Ilva del 2017 a condizione che tali residui e sottoprodotti non utilizzati possano essere utilizzati in conformità con le pratiche industriali standard di riutilizzo e recupero generalmente applicate presso i siti siderurgici europei ai sensi della normativa comunitaria; e qualsiasi utilizzo delle scorie di fusione, in conformità con la legislazione applicabile, per qualsivoglia scopo diverso dal ripristino ambientale della cava di Statte verrà computato ai fini del raggiungimento dell’obiettivo di riduzione del 15%; 

Redigere un piano di azione per la riduzione dello specifico prelievo di acqua dolce e di mare per il ciclo produttivo, al fine di conseguire, entro il 23 agosto 2023, una riduzione complessiva del 15% rispetto al totale dei quantitativi prelevati nel 2017.

Incrementare il più possibile, all’interno del proprio processo produttivo, l’utilizzo di materiali di scarto attualmente disponibili presso i siti industriali facenti parte dei Rami d’Azienda o derivati da processi produttivi a livello locale, che saranno disponibili in futuro come risultato dell’esecuzione degli investimenti industriali ed ambientali previsti dal Contratto e resi disponibili dai fornitori locali; promuovere un più ampio sfruttamento dei sottoprodotti e dei residui del processo produttivo (ivi compresa la loppa) aumentando la qualità e l’impiego dei sottoprodotti e riducendo la quantità di residui destinati alle discariche; aumentare il riutilizzo/recupero dei residui contenenti ferro, che conservino valore, derivanti dal processo produttivo; ottimizzare l’efficienza energetica e il recupero di energia e sostenere la promozione di iniziative commerciali di economia “verde” (green economy); e rendere disponibili, anche a soggetti terzi sulla base di contratti di locazione a condizioni di mercato, aree non utilizzate dello stabilimento di Taranto per l’installazione e la gestione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia da destinare a servizio dello stabilimento di Taranto o a beneficio delle comunità locali.

RICERCA & SVILUPPO 

Ai fini di conseguire gli obiettivi previsti, l’Affittuario, con riferimento al Centro di Ricerca che, ai sensi del Contratto, sarà istituito a Taranto, si impegna ad assumere impegni di spesa in relazione all’investimento iniziale a tale fine previsto per il suo intero ammontare di Euro 10.000.000,00 (dieci milioni/00) entro e non oltre i 12 (dodici) mesi successivi alla Data di Esecuzione. L’Affittuario provvederà a trasmettere alle Concedenti una relazione contenente il rendiconto degli investimenti effettuati entro e non oltre i 15 (quindici) mesi successivi alla Data di Esecuzione. Entro il medesimo termine di 15 (quindici) mesi, l’Affittuario si obbliga altresì a far sì che siano impiegati presso il Centro di Ricerca un numero di ricercatori compreso tra 20 e 25. L’Affittuario, inoltre, si impegna a far sì che il Centro di Ricerca stringa stretti legami con le università e gli istituti tecnici locali, anche mediante un’intensificazione progressiva delle relazioni di cooperazione e partenariato, in modo da promuovere reciprocamente le rispettive competenze e capacità, facilitare lo scambio del rispettivo know-how e aumentare la disponibilità di lavoratori altamente qualificati. 

Il Centro di Ricerca beneficerà del trasferimento di tecnologia riservata e del know-how del gruppo ArcelorMittal sviluppati attraverso la rete globale del sistema di Ricerca & Sviluppo di ArcelorMittal e svilupperà nuove soluzioni tecniche ad hoc, con un focus particolare sul miglioramento delle prestazioni ambientali del processo di produzione dell’acciaio, ivi inclusi: lo studio, la creazione e lo sviluppo di nuovi modelli di controllo del processo consistenti in, tra l’altro, sistemi matematici e algoritmi, attraverso un team dedicato, operante presso il Centro di Ricerca, che perseguirà le migliori soluzioni per la produzione di acciaio e la gestione dei relativi processi che garantiscano minori impatti ambientali; l’utilizzo e l’ulteriore sviluppo di tecnologie brevettate da ArcelorMittal per la riduzione delle emissioni atmosferiche e idriche.

Il Centro di Ricerca si occuperà anche dell’ampliamento della gamma di prodotti in acciaio così da intercettare nuove categorie di clienti allo scopo di soddisfare i loro requisiti.

Il Centro di Ricerca si focalizzerà altresì sul continuo aggiornamento e miglioramento delle tecnologie da applicare alle risorse e ai sottoprodotti riciclati, all’efficienza idrica, all’efficienza energetica e all’adozione di ulteriori strategie e politiche di economia circolare. Il Centro di Ricerca supporterà e concorrerà a supportare analisi, ricerche e studi di fattibilità aventi ad oggetto progetti di riconversione economica dell’area di Taranto. In questa prospettiva AMI coopererà con l’Amministrazione Straordinaria per lo studio e lo sviluppo di tali analisi, ricerche e studi da implementare nelle Aree Escluse, anche allo scopo di favorire l’attrazione di investimenti in altre attività produttive che possano creare nuove opportunità di occupazione nell’area di Taranto.

L’Affittuario si impegna a trasmettere alle Concedenti, con cadenza annuale, una relazione recante la puntuale descrizione delle attività di ricerca svolte nel periodo di riferimento, dei risulti conseguiti e dei relativi possibili impieghi e applicazioni presso lo stabilimento di Taranto.

TRASPARENZA E INTERVENTI A FAVORE DELLE COMUNITÀ LOCALI 

Ai fini di conseguire gli obiettivi l’Affittuario si impegna ad adottare politiche di “fabbrica aperta” (open plant) volte a promuovere la trasparenza nella gestione dei Rami d’Azienda, anche mediante: l’apertura degli impianti industriali a visite guidate in conformità alle politiche internazionali standard di ArcelorMittal al fine di illustrare i progressi nel ripristino dei Rami d’Azienda; consultazioni con i rappresentanti delle comunità locali, che l’Affittuario si obbliga a svolgere con cadenza almeno semestrale, per comprenderne priorità e preoccupazioni; pubblicazioni periodiche – che l’Affittuario si obbliga ad effettuare con cadenza almeno annuale, secondo modalità e sulla base di modelli preventivamente condivisi con le Concedenti e da queste assentiti, sentito il Ministero dello Sviluppo Economico – di rapporti o altre forme di divulgazione indirizzate alle comunità locali per rendere noti e condividere i progressi effettuati dall’Affittuario nel raggiungimento dei propri obiettivi ambientali e industriali; la divulgazione periodica dei dati sulle emissioni, che l’Affittuario si obbliga ad effettuare con cadenza almeno semestrale; l’adozione delle politiche di buon governo societario e compliance del gruppo ArcelorMittal riguardo alla trasparenza delle operazioni commerciali; il pieno sostegno alle, e cooperazione con le, autorità sanitarie ai fini della procedura di Valutazione del Danno Sanitario in conformità ai criteri stabiliti dal Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013; un’informazione proattiva e trasparente per le comunità locali riguardo ai processi produttivi, comprese condizioni di esercizio eccezionali, al fine di chiarire quale sia l’impatto di tali condizioni sull’ambiente e dare riscontro ad eventuali domande sollevate dalle comunità locali, da effettuarsi secondo modalità preventivamente condivise dalle Concedenti e da queste assentite, sentito il Ministero dello Sviluppo Economico; la trasmissione del modello di gestione e compliance che sarà adottato ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, nonché di ogni successiva modifica o integrazione eventualmente apportata al suddetto modello; e la trasmissione di tutte le procedure interne adottate dall’Affittuario per finalità antifrode e di trasparenza delle operazioni commerciali, nonché di ogni eventuale successiva modifica o integrazione eventualmente apportata a dette procedure.

L’Affittuario si obbliga a promuovere e sviluppare progetti a beneficio delle comunità locali quali: il supporto di iniziative didattiche con le scuole locali, con particolare riferimento alle materie della Scienza, della Tecnologia, dell’Ingegneria e della Matematica, potenziando l’apparato educativo per produrre benefici a lungo termine a favore delle comunità locali e contribuendo a contrastare l’analfabetismo funzionale e l’abbandono scolastico precoce; fornire sostegno alle strutture sanitarie locali, anche attraverso finanziamenti in favore di centri sanitari e ospedali locali, in conformità alle politiche internazionali standard di ArcelorMittal; dare priorità alla trasformazione delle attività di Ilva allo scopo di garantire un ambiente gradevole per i dipendenti e le comunità locali mediante la piantumazione di alberi, l’abbellimento del paesaggio e l’aumento delle aree verdi; e dare sostegno allo sviluppo di nuove opportunità imprenditoriali attinenti ad attività di economia circolare e green economy che coinvolgano startup e giovani imprenditori locali.

Ai fini di cui sopra, l’Affittuario si obbliga, per cinque anni a partire dalla Data di Esecuzione, a investire per la realizzazione dei progetti di cui sopra un importo annuale compreso tra Euro 500.000,00 (cinquecentomila/00) e 1.000.000,00 (un milione/00). 

MISURE A FAVORE DEI FORNITORI LOCALI DI BENI E SERVIZI

Per quanto concerne i propri rapporti e relazioni commerciali con i fornitori locali di beni e servizi (i “Fornitori dell’Indotto”), si impegna a conformarsi e applicare i migliori standard commerciali applicati all’interno del gruppo ArcelorMittal, compreso il corretto adempimento degli obblighi contrattuali nei confronti dei fornitori locali e il pieno e tempestivo pagamento di ogni importo ad essi dovuto. L’Affittuario si obbliga altresì, anche ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 1381 cod. civ., ad applicare, in relazione ai pagamenti dal medesimo dovuti nei confronti di Fornitori dell’Indotto, le disposizioni di cui al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231.

L’Affittuario si impegna a pagare i Debiti Ceduti entro il relativo termine di scadenza ovvero, qualora detto termine sia già scaduto alla Data di Esecuzione, entro 30 (giorni) dalla medesima Data di Esecuzione (tale termine si riduce a 15 (quindici) giorni in caso di Debiti Ceduti nei confronti di Fornitori dell’Indotto venuti a scadenza).

L’Affittuario si obbliga altresì a coinvolgere i Fornitori dell’Indotto nello sviluppo di sinergie relative a iniziative di economia circolare, tenendo conto delle relative competenze e capacità in conformità alle condizioni di mercato.

PROCEDURA SINDACALE 

L’Affittuario, nell’ambito della Procedura Sindacale, supporterà, insieme a tutte le parti interessate, il raggiungimento di un’idonea soluzione, da definire nell’eventuale Accordo Sindacale, per ciascuno degli attuali dipendenti delle Concedenti entro la scadenza del Piano Industriale (31 dicembre 2024). 

MONITORAGGIO DEGLI IMPEGNI 

L’Affittuario si obbliga a relazionare le Concedenti riguardo all’effettivo adempimento e allo stato di avanzamento degli impegni assunti dall’Affittuario ai sensi del presente Addendum, attraverso la preparazione e l’invio, con cadenza semestrale e sino alla completa esecuzione di tutti gli impegni di cui al presente Addendum, di relazioni illustrative delle attività svolte in esecuzione del presente Addendum e dello stato di implementazione di ciascuno degli impegni dell’Affittuario qui previsti. Ai fini del monitoraggio sull’esecuzione degli impegni di cui al presente Addendum, le Concedenti potranno svolgere ispezioni e verifiche con le modalità di cui all’Articolo 21 del Contratto e sino all’integrale esecuzione di tutti gli impegni dell’Affittuario previsti ai sensi dell’Addendum. 

ASSENZA DI EFFETTI NOVATIVI 

Il presente Addendum costituisce una integrazione del Contratto. Salvo quanto altrimenti e specificamente disposto ai sensi del presente Addendum, tutte le previsioni del Contratto, come modificato, e tutti i relativi allegati rimangono pienamente efficaci tra le Parti. Le disposizioni di cui agli Articoli 31, 32, 34 e 35 del Contratto si applicano, mutatis mutandis, anche al presente Addendum. 

EFFICACIA TRA LE PARTI 

Il presente Addendum è valido ed efficace esclusivamente tra le Parti e non può essere interpretato alla stregua di contratto a favore di terzi ai sensi dell’articolo 1411 cod. civ., né può essere interpretato, in tutto o in parte e per qualsivoglia ragione, quale fonte di obbligazioni nei confronti di terze parti differenti dalle Parti. 

(leggi tutte le notizie sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

 

Gianmario Leone

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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