Accordo Ilva, le reazioni dei sindacati

 

pubblicato il 06 Settembre 2018, 14:32
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Al tavolo sull’Ilva del Mise, proseguito tutta la notte, «dobbiamo correggere i testi e gli allegati, ma siamo arrivati a un testo quasi definitivo». Così il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, durante una pausa dei lavori spiegando che «mancava un pezzo importante che riguardava gli organici di partenza, noi sostenevamo che bisognava aumentare il numero di lavoratori, siamo riusciti a ottenere un numero che secondo noi è importante 10.700 compresi quasi 300 delle affiliate». Per il leader della Uilm ora «è chiaro che manca ancora da riguardare i testi e correggerli ma l’elemento importante è che non ci sono esuberi perché il piano prevederà il completo assorbimento di tutti i lavoratori con il mantenimento di tutti i diritti acquisiti».

«Oggi è una giornata storica. Dopo un’estenuante trattativa presso il Ministero dello Sviluppo economico la travagliata vicenda dell’Ilva, con il supporto determinante dello stesso dicastero, ha trovato la soluzione che aspettavamo da tempo: un’intesa senza esuberi». Ad affermarlo è il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella in una nota. Aggiungendo che l’ipotesi di accordo stipulata con ArcelorMittal, che verrà subito sottoposta al giudizio dei lavoratori, »contiene infatti al suo interno le proposte che noi abbiamo avanzato più volte in questi mesi, tra cui: l’organico di partenza con 10.700 lavoratori, il mantenimento dei livelli salariali, normativi e di contratto (no Jobs act e garanzia dell’articolo 18), la garanzia di assunzione a fine piano industriale da parte di AM per tutti i lavoratori che non avranno usufruito degli incentivi (per i quali il governo ha confermato i 250 milioni di euro)«. Tutto questo – conclude -» si aggiunge a un piano ambientale migliorato che, a seguito delle nostre continue richieste, potrà finalmente partire in modo organico e continuo, finalmente Taranto potrà produrre acciaio senza inquinare«.

«È stata la trattativa più lunga e complessa della moderna storia sindacale. Il positivo risultato è merito della lotta dei lavoratori e della determinazione e competenza della categoria al tavolo». Ad affermarlo è il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, commentando l’accordo sull’Ilva raggiunta oggi al ministero dello Sviluppo economico. Ora, sottolinea Barbagallo, «occorre dare attuazione all’accordo perché si può e si deve guardare al futuro dei lavoratori e della città di Taranto in una prospettiva di sviluppo e di salvaguardia della sicurezza e dell’ambiente. Da questa intesa, che rilancia l’Ilva, potranno trarre beneficio la stessa industria nazionale, l’occupazione e l’economia del Paese», conclude il leader della Uil.

«È davvero importante la firma oggi dell’Accordo sull’Ilva che tutela l’occupazione dei lavoratori in tutti i siti produttivi, il diritto dei cittadini di Taranto al risanamento ambientale e la produzione di acciaio, sempre più strategica per tutto il paese». Ad affermarlo è la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. «Va riconosciuta al Ministro Di Maio, ai sindacati e all’Azienda – sottolinea – un atteggiamento responsabile e pragmatico, e di aver superato gli ostacoli anche ideologici che si frapponevano ad una accordo fondamentale non solo per le tante famiglie degli operai che lavorano all’Ilva, ma anche per la garanzia di una efficace e rapida bonifica ambientale di Taranto», aggiunge la Furlan. «Vigileremo nei prossimi mesi – rileva- per il rispetto integrale di tutti i punti di questo accordo davvero importante ed innovativo che offre garanzie per il mantenimento della produzione di acciaio di cui il nostro paese ha bisogno per la sua competitività complessiva. Questa vicenda dimostra che con gli accordi ed il dialogo si possono affrontare i problemi di rilancio della politica industriale ed in generale le questioni economico e sociali del paese, in un clima di rinnovata concertazione. Finalmente dopo tanti anni si chiude in modo molto positivo una vicenda industriale complessa che dimostra, migliorando ogni ipotesi di accordi precedenti, come sia possibile, anzi doveroso, conciliare produzione, occupazione e qualità ambientale».

Con la sigla di oggi al Mise dell’accordo sull’ Ilva, dopo più di 24 ore di trattativa, sottolinea il segretario confederale della Cisl, Angelo Colombini, «hanno vinto i lavoratori di tutti gli impianti del Gruppo. Tutti, dall’operaio, all’ impiegato, dal quadro al dirigente, hanno dimostrato una grandissima maturità, rispetto alle strumentalità che sono emerse in questi ultimi anni». La Cisl a tutti i livelli, aggiunge, ha sempre accompagnato i lavoratori, riponendo in loro la massima fiducia. Siamo certi che si possono coniugare occupazione e salute, acciaio ed ambiente, fabbrica e territorio. L’Italia è tra i paesi più avanzati al mondo e vogliamo continuare a dimostrarlo accettando anche questa sfida. L’obiettivo di produrre ottimo acciaio e di rispettare salute ed ambiente deve galvanizzare tutto il Paese, perché l’acciaio Ilva e quello di Taranto in particolare, serve innanzitutto alla seconda manifattura europea, che è l’Italia«. »Siamo comunque coscienti che bisogna ricostruire un clima di fiducia tra tutti i soggetti coinvolti, a cominciare da quello tra lavoratori e cittadini. Occorre farlo tutti insieme, Sindacato, Impresa e Governo. Combatteremo chiunque voglia ricominciare con la cultura del sospetto. L’accordo siglato con il Ministro Di Maio e Arcelor Mittal c’è, ora bisogna gestirlo e far rispettare le scadenze del piano ambientale, industriale ed occupazionale«, conclude Colombini.

Sulla vicenda Ilva, «solo fino a poche ore fa eravamo a un passo dalla rottura, lontani dal trovare una risposta alle richieste che poi anche grazie al ministro Di Maio hanno trovato accoglimento da parte di ArcelorMittal». Così il rappresentante dell’Usb nazionale, Sergio Bellavita, durante la conferenza stampa al Mise dopo la sigla dell’ipotesi di accordo fra azienda e sindacati. «Abbiamo dovuto lottare non solo contro l’intransigenza dell’azienda ma anche contro i contenuti del contratto di cessione sottoscritto dal precedente governo e questo non è un elemento da poco perché la trattativa era condizionata da quei contenuti e questo ha pesato tantissimo sui contenuti del tavolo», ha spiegato Bellavita aggiungendo «abbiamo fatto un lavoro sindacalmente pulito. Un elemento che non reputiamo positivo è però il fatto che anche questo pezzo dell’economia nazionale passi ad una multinazionale, ma pesavano delle scelte già fatte. Il bilancio di questo accordo lo vedremo solo fra qualche anno». 

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