Tempa Rossa, avvio centro oli. Stop Basilicata

 

L'accensione di una delle quattro fiaccole del centro oli segnala l'avvio del centro oli. Diffida della Regione ad avviare la produzione. Tensioni con i sindacati lucani
pubblicato il 04 Settembre 2018, 18:50
11 mins

Nuovi problemi per il progetto ‘Tempo Rossa’. Questa volta lo scontro è tutto di matrice lucana: quest’oggi infatti, il Dipartimento Ambiente ed Energia della Regione Basilicata, per la mancata ottemperanza alle prescrizioni riportate nella Dgr di autorizzazione n.1888/2011 e nell’allegato 1 della Delibera Cipe n.18/2012 che comportano l’impossbilità di avviare le attività di estrazione, ha diffidato Total dal mettere in esercizio, anche in forma di prova temporanea, l’impianto di Tempa Rossa. Lo stesso atto di diffida è stato notificato al Mise affinchè valuti ogni utile azione di competenza in virtù delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione Ministeriale del 24/08/2018. A renderlo noto l’assessore all’Ambiente ed Energia della Regione Basilicata, Francesco Pietrantuono, che “stigmatizza anche le modalità di comunicazione di Total che ha avviato le prove lo stesso giorno della nota”. Secondo quanto si è appreso, alcune delle prescrizioni riguardano fra l’altro il piano di monitoraggio dell’impianto, contenuto in un accordo in corso di definizione, e il piano di emergenza esterno, oggetto di un «tavolo tecnico» già fissato per il 14 settembre prossimo.

Il centro oli è entrato in funzione: l’accensione della fiaccola

La diffida della Regione Basilicata non arriva a caso: da alcuni giorni infatti la Total, proprietaria del giacimento e socio di maggioranza del consorzio che gestisce il sito di Corleto Perticara insieme alla Shell e alla Mitsui, ha comunicato di aver avviato le prove funzionali del centro oli. Il segnale è arrivato dall’accensione di una delle quattro fiaccole di Tempa Rossa che continua a bruciare da alcuni giorni, nell’ambito di una fase di test che dovrebbe durare poche settimane. Quella accesa è una delle quattro torce che fanno parte dell’impiantistica del Centro olio di Tempa Rossa, il secondo giacimento petrolifero lucano situato nell’alta valle del Sauro.

Del resto già da diverse settimane sono partite le operazioni di produzione (dette di ‘gas in’) con le manovre di pompaggio, le verifiche tecniche sulle attrezzature e la rispondenza del terreno. La conclusione della sperimentazione è oramai cosa certa: per questo sono partite le operazioni che hanno dato il ‘via’ al funzionamento definitivo del centro oli, che adesso la Regione Basilicata tenta in extremis di rimandare.

Stoccaggio e raffinazione nella raffineria Eni di Taranto

Come abbiamo scritto, denunciato e documento dal lontano 2010 sulle colonne del ‘TarantoOggi’ nel silenzio generale (se non fosse stato anche grazie al grande lavoro dell’associazione ‘Taranto Libera’ poi ‘Legamjonici’), questo progetto riguarda anche e soprattutto Taranto e la raffineria Eni, che cedette negli anni ’90 la concessione del sito. L’accordo tra la Total e l’Eni prevede il trasporto di 20-30 mila barili di petrolio al giorno tramite l’oleodotto già esistente, il Val d’Agri. Diversamente da quanto ipotizzato in una prima fase del progetto, e soprattutto dopo le lungaggini burocratiche che lo hanno contraddistinto, il greggio estratto dai pozzi di Tempo Rossa, non sarà soltanto stoccato ma verrà anche raffinato nella raffineria Tarantina, attraverso l’utilizzo dei serbatoi già esistenti (il progetto prevede anche la costruzione in loco di altri due serbatoi da dedicare appositamente al greggio che arriverà da Corleto Perticara). Essendo un prodotto molto ‘grezzo’ rispetto a quello che arriva dai pozzi dell’Eni presenti in Basilicata, tempo addietro si è deciso di utilizzare l’oleodotto a giorni alterni, in modo tale da non ‘contaminare’ i due prodotti di natura molto diversa tra loro. Secondo le stime iniziali del progetto, la Total prevede di estrarre 50 mila barili di petrolio al giorno, aumentando la produzione di greggio italiana del 40%.

Problemi tra la Total e il sindacato lucano

“L’incontro che si è tenuto in prefettura con Total non ha prodotto alcun avanzamento sulle problematiche prospettate al tavolo dalle organizzazioni sindacali”. È quanto hanno dichiarato i segretari regionali di Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil, Francesco Carella, Francesco Iannelli e Giuseppe Martino, che adesso minacciano lo sciopero e annunciano che chiederanno anche alla Regione Basilicata di intervenire se la multinazionale francese non dovesse accogliere le loro rivendicazioni. Le tre sigle sindacali ringraziano il prefetto Giovanna Cagliostro “per il tentativo di mediazione e soprattutto per la sensibilità dimostrata nei confronti dei lavoratori con la richiesta rivolta alla multinazionale di risolvere in tempi brevi tutte le criticità, soprattutto quelle che riguardano i presidi igienico sanitari”, ma attaccano duramente la società. “È inaccettabile – proseguono Carella, Iannelli e Martino – l’assenza al tavolo del segretario generale di Total E&P Italia, Roberto Falabella, un fatto grave che dimostra la poca sensibilità del management della compagnia nei confronti dei lavoratori che tanto hanno contribuito per la messa in opera dell’impianto. Ancora più inaccettabile è apprendere dai giornali dell’avvio dell’impianto senza il preventivo coinvolgimento dei sindacati sulle questioni che riguardano la salute e la sicurezza dei lavoratori. La compagnia francese deve capire che in Italia e soprattutto in Basilicata la musica è diversa. Le relazioni industriali sono fondamentali per un confronto costruttivo. Total non può pensare di fare ciò che vuole illudendo i lucani con qualche posto di lavoro. Ribadiamo che le estrazioni possono partire solo quando tutto sarà a posto e condiviso nel rispetto della dignità dei lavoratori, cui va riconosciuto un premio per l’avvio dell’Impianto, più volte richiesto, il tutto nel rispetto di corrette relazioni industriali”. 

E a Taranto? Che si dice? Come procedono le cose nel cantiere? Come sono le relazioni sindacali? Ve lo riveleremo presto.

L’assunzione di 30 tecnici e ingegneri lucani. A termine e per appena 12 mesi

Il percorso di selezione dei nuovi assunti di Total E&P Italia è cominciato lo scorso febbraio, quando l’azienda ha pubblicato un annuncio per la Selezione e Formazione di 30 giovani ingegneri e tecnici lucani per il sito Tempa Rossa. Questi i profili ricercati: 20 Operatori di Produzione, 4 Operatori HSE, 6 Tecnici di Manutenzione. Alla scadenza del 28 febbraio 2018, Total ha ricevuto 1.371 candidature e ha incaricato una Società terza di effettuare il primo screening sulla base dei requisiti richiesti nell’annuncio: 623 candidati presentavano i requisiti base di età anagrafica e titolo di studio richiesti, e sono stati quindi convocati per la fase di svolgimento dei test tecnici e attitudinali. I test, condotti da una Società terza, si sono tenuti a Tito Scalo nel mese di aprile; una sessione di recupero per i candidati impossibilitati a partecipare ai test in aprile è stata organizzata nel mese di maggio a Potenza. A questa seconda fase hanno partecipato 461 candidati. Total ha in seguito definito la lista dei candidati da convocare per la successiva fase dei colloqui, sulla base dei risultati dei test forniti dalla Società terza, dando priorità ai residenti nei comuni della Concessione Gorgoglione, privilegiando la vicinanza al Sito e l’eventuale esperienza su Tempa Rossa, nonché prestando un’attenzione particolare alla diversità di genere. 

Nei mesi di giugno e luglio, Total E&P Italia ha impiegato il proprio personale della Direzione Risorse Umane e della Direzione Tecnica nella fase dei colloqui, che si sono tenuti presso gli uffici Total di Corleto Perticara. A questa fase hanno partecipato 125 candidati. Sulla base dei giudizi espressi e con particolare riferimento alle conoscenze tecniche e in materia HSE, alla motivazione, ai risultati dei test, alla prossimità al sito, all’esperienza su Tempa Rossa e nell’ottica di garantire una corretta distribuzione di età e titolo di studio, sono stati individuati i 30 candidati che verranno assunti con contratto a termine di 12 mesi. Dopo una formazione tecnica a livello internazionale che verrà svolta da Oleum, l’entità del Gruppo Total che assicura la formazione interna, agli Ingegneri e Tecnici assunti verrà proposto un contratto a tempo indeterminato ed un ruolo operativo a Tempa Rossa. “Assumere giovani laureati e diplomati, formarli a ruoli ad alto contenuto tecnologico significa assicurare il futuro del territorio della Valle del Sauro” ha commentato l’Amministratore Delegato di Total E&P Italia François Rafin. 

Peccato si tratti di contratti a termine per 12 mesi. E occhio ai numeri: 1.371 candidati. Numeri che ancora una volta non lasciano adito a spazio alcuno a congetture di quart’ordine: senza reali alternative economiche, Taranto così come molte altre zone del Sud, non potremo pensare ad un’economia che non sia strettamente legata e dipendente dalla presenza della grande industria sul nostro territorio.

E a Taranto? Qui le cose, almeno per il progetto ‘Tempa Rossa’, non sono mai state in discussione: i lavoratori utilizzati nel cantiere dei lavori, all’incirca 300 unità, al termine delle operazioni non saranno collocate all’interno della raffineria né diventeranno dipendenti della Total.

Gianmario Leone

 

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Tempa Rossa, avvio centro oli. Stop Basilicata

  1. Michele

    Settembre 4th, 2018

    Se la Francia non la finisce di fare casini in Libia la vedo molto dura per la Total in Italia…

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