“Taranto pronta per turismo di nicchia”

 

pubblicato il 12 agosto 2018, 10:46
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I segnali per una città che “vuol volare alto” (una frase cara al vecchio sindaco Mario Guadagnolo) ci sono, grazie agli interventi a medio e a lungo termine che realizzerà l’Amministrazione comunale. Il problema maggiore sarà quello di far ripartire l’economia in una comunità abbandonata da gran parte delle sue migliori intelligenze, andate via in cerca di occupazione e che si dovrebbe far tornare. È questo il pensiero di Nello De Gregorio, presidente dell’associazione Nobilissima Taranto, distintasi in particolare negli ultimi anni nella riscoperta e nella realizzazione di un circuito degli antichi ipogei del centro storico.
“Veniamo da un grave dissesto delle casse comunali e da dieci anni di ‘ibernazione’ della città, dove tutto è rimasto fermo – dice –. Ora il Comune è impegnato a recuperare con grandi e ammirevoli sforzi questo considerevole ritardo. La squadra di assessori e di tecnici sta lavorando bene e in spirito di collaborazione. Speriamo solo che li lascino operare in santa pace. Ma, a parte qualche eccezione come la riapertura del Fusco, ci vorranno anni per vederne i frutti. E forse saranno nostri figli a constatarne il completamento di tutte le opere che si metteranno in cantiere. Ma non ci sono altre strade”.
“Grazie a tutto ciò, Taranto, per le sue caratteristiche storiche e architettoniche, è pronta a ospitare non un turismo di massa, come ad esempio quello delle più note località salentine, ma di nicchia, grazie a una serie di eventi che già sono in corso e da valorizzare ulteriormente (su tutti il Festival Paisiello e il convegno sulla Magna Grecia) e altri che vanno studiati e che potranno portarla maggiormente alla ribalta nazionale”, afferma De Gregorio.
L’operatore culturale è del parere che manchi una progettualità del quotidiano, riguardante l’arredo urbano nella sua complessità (“i piccoli interventi compiuti finora non sono sufficienti”), il governo del territorio e il rispetto della legalità. “Voglio insistere sull’importanza di quest’ultimo, la cui scarsa attuazione vanificherebbe qualsiasi intervento compiuto – dice –. Mi riferisco alla prevenzione e alla repressione dell’abusivismo commerciale, dei cattivi comportamenti riscontrabili nella circolazione veicolare, dell’imperversare dei parcheggiatori abusivi e dell’accattonaggio asfissiante soprattutto nelle vie del Centro. A tutto ciò si può far fronte soprattutto con una presenza più incisiva per le strade dei vigili urbani, peraltro attualmente sotto organico. In Città vecchia è apprezzabile il ritorno dei carabinieri nella nuova caserma ‘San Cataldo’: ma non tocca certamente a loro far cessare le scorribande dei motorini lungo via Duomo che mettono a repentaglio l’incolumità dei numerosi turisti”.
Per quanto riguarda i grandi interventi, il presidente di Nobilissima Taranto evidenzia la prossima cantierizzazione dei palazzi nobiliari del centro storico, per i quali si erano più volte persi i finanziamenti, dei waterfront di via Garibaldi e corso Vittorio Emanuele (quest’ultimo, con la passerella sotto le mura) e il varo della Ztl (zona a traffico limitato) con relativa abolizione del traffico veicolare, necessario per un rilancio turistico.
Relativamente al Borgo, basilari secondo De Gregorio, saranno il recupero alla fruibilità di Palazzo degli Uffici, maestoso simbolo del quartiere, la risistemazione degli spazi dei Barraccamenti Cattolica e dei parcheggi e relativa area a verde dell’ex Artiglieria, pensando anche al recupero del bel palazzo Frisini (già orfanotrofio e sede di istituti scolastici), in via Mazzini fra via Minniiti e via Leonida, di proprietà della Provincia e da molto tempo abbandonato. “Mentre però per la Città vecchia si assiste a un ritorno, specialmente da parte dei giovani – evidenzia -, per il Borgo si constata una continua desertificazione e periferizzazione, con tanti edifici murati, per i quali si dovrà pur fare qualcosa”
Molti (facciamo notare) sono del parere che il processo di crescita sia ostacolato da quanti, sui social, non fanno altro che metterne in evidenza gli aspetti negativi della città…
L’autocommiserazione di molti tarantini – evidenzia De Gregorio – non è altro che una situazione di malessere per la mancanza dei piccoli ma concreti segnali del ritorno alla normalità della vita cittadina, come per esempio una maggiore pulizia delle vie. Appena ciò comincerà a essere percettibili, sparirà questa tendenza a piangersi addosso. Non sono neppure d’accordo sulle accuse di scarso senso civico dei tarantini, che non sono né migliori né peggiori degli abitanti delle altre città”.

Angelo Diofano

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