Porto, le promesse di Yilport e i sogni di Taranto

 

Chiaro che il piano industriale di Yilport dovrà essere valutato in ogni dettaglio
pubblicato il 09 agosto 2018, 20:08
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Dopo aver ottenuto un primo ok dall’Autorità portuale di Taranto per la valutazione della domanda di concessione del Molo Polisettoriale per i prossimi 49 anni, il presidente di Yilport Holding, Robert Yuksel Yildirim, ha annunciato attraverso il sito ufficiale della holding turca, che la società sta programmando diversi incontri da svolgersi a Taranto con le autorità locali, i sindacati, le società logistiche e le aziende di import/export, con particolare attenzione a quelle del settore agroalimentare. Yildirim ha specificato che gli incontri serviranno alla holding Yilport per illustrare il proprio piano industriale per Taranto e le iniziative volte a migliorare il terminal sia come approdo gateway che come hub di transhipment. Il presidente dell’azienda turca ha precisato che presto verranno avviati anche colloqui con le principali compagnie di navigazione globali e con i vettori marittimi feeder per assicurare il loro impegno nei confronti del porto di Taranto.

“Riteniamo – si legge sul sito della società turca – che entro il 2025 Taranto Container Terminal sarà uno dei migliori terminal in Italia”. Il gruppo turco ha infatti reso noto che se dovesse ottenere in gestione il Taranto Container Terminal, denominazione con cui l’attività terminalistica al Molo Polisettoriale è stata esercitata sino all’estate 2015 dall’omonima società partecipata dai gruppi Hutchison Port Holdings (HPH), Evergreen Marine Corporation e Maneschi, avrebbe intenzione di accrescere la capacità dell’approdo, che attualmente è di circa due milioni di teu, elevandola ad oltre quattro milioni di teu all’anno con investimenti realizzati nell’arco dei prossimi dieci anni in infrastrutture, attrezzature e tecnologia a partire dall’installazione di gru ship-to-shore, dall’acquisizione di gru di piazzale e dall’introduzione del sistema operativo Navis.

Yilport Holding, si legge sempre sul sito ufficiale della società, è una sussidiaria del gruppo di società YILDIRIM, e punta ad essere classificata tra i primi 10 operatori di terminal container entro il 2025. Con sede a Istanbul in Turchia e attiva in 8 paesi con 20 porti marittimi e 6 terminal a secco, Yilport Holding è attualmente il 13° tra gli operatori di terminal container globali, classificato da Drewry. La controllante YILDIRIM Holding possiede anche il 24% di azioni di CMA CGM Group, la terza più grande compagnia di spedizioni di container al mondo.

Detto questo, come previsto dalla legge, l’istanza rimarrà depositata – a disposizione del pubblico per la presa visione, limitatamente alle parti non interessate dai prescritti obblighi di riservatezza, presso gli uffici del Servizio Demanio dell’AdSP Mar Ionio per il periodo di 40 (quaranta) giorni consecutivi i quali hanno inizio il 3.8.2018 (data di trasmissione del presente avviso alla GUCE9 e termineranno il 12.9.2018 incluso. Ricordiamo che la YilportHolding A.S., ha chiesto la concessione demaniale marittima (ai sensi dei comb. disp degli artt. 15 e 18 L. 84/94), per la durata di anni quarantanove (49), deli’intero compendio denominato “Molo Polisettoriale” del Porto di Taranto (con eccezione della Calata 5 ed aree retrostanti) nello stato di fatto in cui si trova nonché delle attrezzature, dei mezzi, degli impianti attualmente ivi insistenti (in allegato all’istanza si trova infatti la planimetria “stata di fatto con sovrapposizione stralcio catastale”). La richiesta attiene a ml. 1800 di banchina a partire dalla testata del Molo ed area retrostante per una supericie complessiva di circa mq. 1.000.000 e prevede l’utilizzo degli insistenti manufatti, impianti ed opere (stazione di banchina, manufatto officina/magazzino, n. 2 magazzini merci, n. 3 palazzine, torre di controllo, impianti, cabine elettriche, etc.) oltre che dei mezzi meccanici insistenti sul Molo medesimo.

E’ chiaro che il piano industriale di Yilport dovrà essere valutato in ogni dettaglio, perché questa volta è vietato sbagliare: non si dovrà infatti consegnare il Molo Polisettoriale ad un gruppo che non offra tutte le dovute garanzie di rilancio del porto di Taranto, dei suoi traffici, e che non abbia dei progetti seri anche e soprattutto per la retroportualità, da sempre nascosta nel cassetto dei sogni con milioni di euro parcheggiati nelle banche e mai utilizzati (vedi Distripark e Agromed).

Vedremo se arriveranno osservazioni in merito alla concessione o se, come alcuni rumors prevedono, le due società escluse dal bando di gara per ottenere in concessione il Molo Polisettoriale, in particolar modo l’associazione temporanea d’impresa Southgate Europe Terminal guidata da Guglielmo Guacci (a differenza della South Marine Gate guidata dal gruppo di Antonio Maneschi), faranno fare ricorso o magari presenteranno una nuova offerta. Cosa al momento alquanto difficile. Poi, è chiaro, resterà prioritario il confronto con i sindacati: nell’Agenzia messa in piedi dal governo Renzi si trovano gli oltre 500 lavoratori ex TCT che attendono ricollocazione, così come i lavoratori di altre società portuali (ad esempio la Delta Uno ed altre ancora), che attendono una nuova ricollocazione o, è il caso di dire, sperano di poter tornare quanto prima a lavorare presso lo scalo ionico. Staremo a vedere.

Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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