Siberia: ghiacci, uomini e riti arcaici

Posted on agosto 05, 2018, 10:34 am
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La Siberia è un’immensa provincia russa dell’Asia del Nord. Il suo territorio si estende tra le catene montuose degli Urali agli Altai, a sud, il Lago Baikal il lago di acqua dolce più profondo del mondo, attraversata dalla ferrovia Transiberiana che da Mosca va fino Vladivostok sul Pacifico. La popolazione della Siberia è inferiore ai 30 milioni, alcuni di questi popoli sono nomadi e vivono pascolando le renne nella tundra (pianura artica); altri, che abitano invece nella taiga (foresta di conifere), dipendono sia dall’allevamento sia dalla caccia e raccolta, e spesso dimorano in villaggi stanziali. Oggi, meno del 10% dei popoli tribali siberiani vive una vita nomade o semi-nomade, mentre 30 anni fa la percentuale era addirittura del 70%. Le lingue parlate dalle tribù appartengono a diverse famiglie linguistiche: alcune non assomigliano a nessun’altra lingua conosciuta, e nessuna di esse mostra una qualche correlazione con il russo Yakut e i Komi, sono organizzati in repubbliche autonome.
Nel mio viaggio ho potuto vedere i tubi che trasportano il gas e petrolio fatti a Taranto, ecco la storia. L’ingegnere dell’Italsider Ernesto Manuelli, fece costruire il centro siderurgico sulla costa a Taranto. Nel dicembre del 1961 conclude la sua prima fornitura all’Urss: 22 mila tonnellate di tubi da un metro di diametro, l’equivalente di 79 chilometri. L’anno dopo altri 425 chilometri. Di lì al 1974 partono un milione di tonnellate di tubi capaci di resistere a bassissime temperature e quindi indispensabili per i gasdotti; nel 1967 il presidente del soviet supremo Nicolai Podgorny visita Taranto per verificare di persona l’efficienza dello stabilimento.
Con l’industrializzazione le autorità russe fecero grandi sforzi per conoscere le lingue, le culture e gli stili di vita indigeni. Oggi i loro più grandi problemi derivano dal degrado ambientale provocato dalle industrie del petrolio, del gas e del taglio e trasporto del legname, e dalla mancanza di chiarezza legislativa relativamente ai loro diritti territoriali. Questi popoli circa 13000 anni fà emigrarono attraverso le stretto di Bering in Alaska e diedero vita alla cultura degli indiani d’America, alcuni venivano anche dalla zona del lago Baikal, portando con loro tradizioni, riti e culture agli indiani nativi di oggi.

Oggi tutto sta cambiando: tecnologia, il cambiamento climatico che sta sciogliendo i ghiacci. In passato il gelo compatto non permetteva di trasportare grandi quantità di materie prime, soprattutto lungo i fiumi Ob, Lena, Yenisey e altri; oggi è possibile costruire ferrovie, porti e strade che renderanno questa regione strategica per tutto il mondo industriale del futuro.
Tutto iniziò nel 1879, una spedizione internazionale di cui faceva parte esploratore piemontese Giacomo Bove, ad aprire per la prima volta la rotta navale che va dall’Oceano Artico attraverso Bering, verso il Pacifico, l’oceano diventato il baricentro commerciale presente e del futuro. La spedizione fu bloccata dai ghiacci nella regione Cukotka, per quasi un anno permise alla spedizione di conoscere per la prima volta il popolo dei Cukchi, futuro popolo nativi dell’America.
Durante il mio viaggio ho avuto modo di approfondire la vita dei popolo cukchi  nella Siberia nord orientale, che hanno i tipici caratteri culturali e anatomici paleosiberiani. Sono pescatori e cacciatori nomadi, sono organizzati in clan  endogamici a struttura patriarcale; fra le tradizioni ancora seguite il matrimonio per gruppi, Il levirato è un’antica usanza secondo la quale, se un uomo sposato moriva senza figli, suo fratello o il suo parente più prossimo doveva sposare la vedova, e il loro figlio primogenito sarebbe stato considerato legalmente figlio del defunto. Viene praticato ancora lo sciamanesimo, la parola stessa deriverebbe da “sama:n”, che significa frenesia, parossismo, parola con cui gli Evenki indicavano una persona con poteri speciali di incantazione.

Gli Evenki appartengono alla famiglia dei Tungusi e sono presenti nella parte centrale della regione siberiana. Lo sciamanesimo è l’espressione di un modo di vivere e di sentire la natura diffuso nelle società animiste, in cui si pensa che i destini degli esseri umani siano decisi da spiriti ultraterreni e che ogni elemento del mondo fisico sia animato da un principio vitale, governato da uno spirito regnante. Lo sciamano è il depositario dei saperi dei popoli, conosce tradizioni e miti della comunità. È la persona che più di ogni altra riesce a vivere in spiritualità con il mondo naturale, rispettandone le regole di equilibrio e armonia. Le società che vivono compenetrate con la natura considerano sacri gli spiriti di alcuni animali. L’orso, per i popoli artici e subartici, è uno di questi. Di solito vengono adorati animali che uniscono doti terrifiche a virtù come il coraggio, la lealtà. L’orso è temuto e rispettato, ucciso e venerato in Siberia, fra i cacciatori, si fa attenzione a non pronunciarne il nome, nel timore che il suo spirito si vendichi. Probabilmente, grazie all’orologio biologico che lo fa uscire dal letargo all’inizio di ogni primavera, l’orso simboleggia la rinascita continua della natura.
Sciamanesimo e culto dell’orso non sono necessariamente legati, la presenza di entrambi nei riti dei popoli artici e subartici deriva dalla comune visione del mondo strettamente legata ai cicli naturali, tratti culturali di popolazioni artiche e subartiche, a restituire valore a miti e rituali che per secoli hanno costituito l’ossatura di interi popoli.
Lo sciamanesimo mongolo è molto simile a quello siberiano, forse questi popoli e riti nascono dalle steppe mongole e dal deserto dei Gobi. Nello sciamanesimo mongolo ci sono tre concetti fondamentali.
Il primo è che il mondo è vivo, le piante, gli animali, le rocce e l’acqua hanno tutti degli spiriti. Questi spiriti devono essere rispettati e considerati, altrimenti la terra potrebbe diventare ostile o sterile. Perciò la protezione ed equilibrio del proprio ambiente diventa una cosa molto importante. Il secondo concetto è la responsabilità personale. Gli sciamani mongoli credono nel concetto che essere responsabili delle proprie azioni è segno caratteristico degli essere umani. Il terzo concetto è l’equilibrio. L’equilibrio è importante per mantenere armonia dentro a sè stessi, la comunità e l’ambiente. Quando le cose non sono più in ecquilibrio ci sono effetti negativi. In questo caso è necessario l’intervento di uno sciamano.

Lungo la costa siberiana ho potuto frequentare alcune dimore dei cukchi, sono abitazioni seminterrate, tende cilindro-coniche (chiamate Jaranga), hanno i kayak in pelle di foca, le slitte tirate da renne o cani, le corazze fatte con bacchette di legno e stecche d’osso. Una delle attività importanti di questo popolo è la selezione dei preziosii cani Husky. L’età media di questa popolazione è di poco superiore ai 40 anni per via della durezza del clima ma anche a causa dell’abuso di alcolici che ha sostituito il precedente uso dell’amanita muscaria, un fungo allucinogeno. Durante il mo viaggio ho potuto visitare i loro musei e alcune scuole moderne, cogliere anche aspetti delle culture primordiali che sono nei secoli rimbalzate in tutto lo mondo, compreso l’Italia. Una lezione di vita di cui ho fatto tesoro insieme a molte altre.
Allego un mio breve riassunto sulla figura dell’esploratore Giacomo Bove.

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