Ambiente e aree verdi. La CGIL denuncia lentezze

 

pubblicato il 04 Agosto 2018, 09:13
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“Il 2017 è stato l’anno in cui la concentrazione dei principali gas serra nell’atmosfera (CO2, metano e N2O) hanno toccato livelli mai raggiunti prima. La loro concentrazione media su scala globale è stata infatti pari a 405 parti per milione. Un dato a cui Taranto contribuisce con alcuni degli insediamenti industriali più importanti d’Europa e con una quota verde davvero ridicola. Ma se così è resta incontrovertibile anche un altro dato, lo stesso che abbiamo posto al Ministro Di Maio parlando di ILVA. Ovvero ci sono azioni che si possono mettere in campo da subito e che invece stentano ancora a partire, fermi nell’ossessione su fabbrica si e fabbrica no”. La voce è quella del segretario generale della CGIL di Taranto, Paolo Peluso, che già nei scorsi si era espresso sul tema della vertenza legata all’acciaieria spiegando la posizione del sindacato locale circa i tempi necessari per fare luce definitiva su tutti i passaggi che hanno segnato l’iter di cessione della più grande fabbrica siderurgica europea agli indiani di Mittal.
E’ un pianto spesso senza costrutto quello che Taranto è riuscita ad esprimere in questi anni, se è vero come è vero, che malgrado l’ingente mole di investimenti di cui la città è stata destinataria, malgrado gli sforzi compiuti dal comune capoluogo ad esempio sul Piano di riqualificazione della città vecchia, sono ancora poco palpabili i risultati che il territorio attende proprio nel quartiere Tamburi, luogo simbolo di questa lunga stagione – dice Peluso –. Mi riferisco in maniera particolare ai progetti di mitigazione che avrebbero dovuto riguardare quest’area della città e più specificatamente alla definitiva piantumazione dei 5 ettari di foresta urbana che avrebbe dovuto accerchiare l’ILVA e il piano di edilizia residenziale pubblica che avrebbe finalmente liberato dalle polveri le famiglie residenti sotto le colline di minerale del siderurgico”.
“Così mentre l’opinione pubblica viene costantemente pilotata o distratta, e giungono solo gli echi di questa prospettiva green quando il Rotary, o la FLAI CGIL insieme allo SPI procedono alla piantumazione di alcuni alberi fitodepuranti nella zona che dovrebbe occupare la foresta urbana, o nell’area di via Parini, a noi mancano informazioni precise circa lo sviluppo di queste progettualità”, afferma ancora il segretario della CGIL che infine fa appello ai parlamentari ionici.
Anche per loro vale il principio delle cose fattibili – sottolinea Peluso – e per questa ragione come CGIL solleciteremo costantemente i nostri rappresentanti parlamentari affinché siano pungolo verso gli enti competenti, ma anche catalizzatori di nuove risorse da destinare a Taranto, ai suoi cantieri di ricerca scientifica, al suo verde urbano, o alla tutela di patrimoni ambientali come le gravine o in corsi d’acqua storici come il Galeso, che versano in gravissime condizioni. Sarebbe il caso di andare oltre i proclami o gli alibi e cominciare ad operare per lo sviluppo sostenibile”.

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