Manca numero legale, polemiche in Consiglio comunale

 

Si sarebbe dovuto discutere dell’approvazione del Piano Sociale di Zona e della variazione al Bilancio di previsione. Prevista la seconda convocazione il 26 luglio
pubblicato il 23 Luglio 2018, 14:45
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Si sarebbe dovuto tenere quest’oggi il Consiglio comunale convocato, in seduta ordinaria, per discutere diversi temi, fra i quali l’approvazione del Piano Sociale di Zona nonché la variazione al Bilancio di previsione (con ratifica della Delibera di Giunta comunale n. 139 del 31 maggio 2018). La seduta è stata però sospesa a seguito dell’appello nominale a causa della mancanza del numero legale necessario ad avviare i lavori. Erano infatti presenti in Aula solo 14 consiglieri comunali (affinché possano avviarsi i lavori del Consiglio comunale in prima convocazione è necessaria la presenza di almeno 17 consiglieri comunali) al momento dell’appello realizzato, come da routine, dal segretario generale del Comune di Taranto, Eugenio De Carlo. Le opposizioni hanno infatti abbandonato la massima assise cittadina prima dell’appello, notando la mancata autosufficienza della maggioranza.

Non sono mancate le polemiche, sia da parte dell’opposizione, che ha denunciato l’assenza di una maggioranza in Consiglio comunale, che da parte della maggioranza, la quale ha additato alle opposizioni la responsabilità di non aver consentito l’avvio dei lavori della massima assise cittadina. Un atteggiamento definito irresponsabile, vista la presenza, fra i punti all’ordine del giorno, di questioni inerenti alla vita amministrativa dell’Ente ed all’approvazione dei servizi sociali facenti capo al Comune di Taranto.

L’assessore al Welfare, Simona Scarpati, ha espresso, a mezzo stampa, la sua condanna nei confronti dell’atteggiamento tenuto in Consiglio comunale dalle opposizioni. Scarpati sottolinea nella nota che “La maggioranza era per intero presente in aula, con l’unica eccezione di due consiglieri assenti giustificati”. “Oggi era in discussione il piano sociale di zona – commenta l’assessore – importante programmazione socio-sanitaria per il prossimo triennio. È alle fasce deboli della società che dobbiamo dare risposte ed è a loro che oggi è stato fatto un grave torto. Di fronte a problemi sociali che dovrebbero stare a cuore a tutti i consiglieri, senza alcuna distinzione di colore politico, si dovrebbero tenere in disparte le beghe partitiche. Ne va del senso di responsabilità di pubblici amministratori“.

In merito al mancato avvio dei lavori della seduta consiliare per assenza del numero legale si registra anche la posizione del Presidente del Consiglio comunale, Lucio Lonoce. Quest’ultimo, assieme all’assessore Scarpati, rivolge un appello affinché nella prossima seduta, prevista in seconda convocazione il prossimo giovedì 26 luglio (come concordato in sede di Conferenza dei capigruppo), prevalga il “senso di responsabilità di tutti i consiglieri ed in particolare dei consiglieri oggi non entrati in aula, atteso che la mancata approvazione del piano sociale di zona avrebbe conseguenze importanti, in quanto non sarebbero erogati dalla Regione i fondi per i servizi sociali essenziali quali ad esempio, assistenza domiciliare, integrata socio sanitaria, centri diurni, area famiglia e minori e tutte le voci di spesa a far valere sul fondo nazionale politiche sociali, fondo non autosufficienza, fondo regionale globale socio assistenziale”.

Si registra, infine, la nota del capogruppo del Pd, Gianni Azzaro.  «All’ordine del giorno del Consiglio comunale di oggi vi era l’approvazione dei Piani di zona – scrive Azzaro -. Si tratta di una serie di interventi nei confronti delle fasce deboli della città su cui, ero convinto, non ci sarebbero state barricate e divisioni politiche. Invece devo ancora una volta ricredermi e constatare che la minoranza ha approfittato delle assenze per malattie ed infortuni di alcuni componenti della maggioranza per abbandonare l’aula e fare mancare il numero legale. Forse sono troppo idealista, ma ritenevo – e ritengo ancora adesso – che la polemica politica potesse essere messa per qualche ora in soffitta e che tutti gli eletti, tanto coloro che sostengono l’attuale Giunta quanto quelli che la avversano, potessero togliersi la casacca di partito e dare un segnale alla città».

«Lo abbiamo fatto in altre occasioni quando erano presenti in aula uomini e donne che rischiavano il posto di lavoro – prosegue il capogruppo del Pd in Consiglio comunale -. Ma oggi l’aula era vuota. Non c’erano i disabili e i senza tetto a guardarci; non c’erano i malati e gli anziani a tenerci il fiato sul collo. E di conseguenza l’opposizione, che pure era in aula e poteva restarci, si è alzata ed è andata via. E l’occasione è diventata buona per fare propaganda».

«In conclusione, mi preme ribadire che non mi aspetto certo che sia la minoranza a garantire i numeri in aula. Né mi aspetto un trattamento coi guanti da chi sta in Consiglio per controllare il nostro operato. Ai cittadini di Taranto voglio dire cosa accadrà adesso: si ritornerà in aula giovedì e i Piani di zona verranno approvati anche senza l’opposizione; ma avremo perso tempo e denaro pubblico per convocare una seconda seduta», conclude la nota di Azzaro.

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