Università, Taranto non più sede decentrata

 

Proficuo incontro tra CQV e l'on.Ermellino (M5S)
pubblicato il 15 Luglio 2018, 12:41
3 mins

L’ufficio di presidenza del CQV riunito ieri sera sotto la presidenza di Carmine Carlucci ha valutato la situazione relativa alle problematiche accademiche e della filiera dei saperi alla luce degli incontri dei giorni scorsi con il consigliere regionale Liviano e i deputati Ubaldo Pagano e Vincenza Labriola ma, soprattutto, nell’incontro di ieri alla Provincia con l’on. Alessandra Ermellino, anche in rappresentanza del Movimento 5 Stelle.

Un incontro lungo e proficuo dal quale è emersa una conoscenza da parte della Ermellino non solo dei problemi dell’università e dei beni culturali, peraltro patrimonio della sua formazione avvenuta a Taranto e non solo, ma anche di tutte le problematiche del territorio jonico compreso ILVA e aeroporto e altro. Un compiacimento da parte del CQV che è di buon auspicio per l’impegno che la “pattuglia di parlamentari tarantini” saprà esprimere coinvolgendo Parlamento e Governo.

Questa la “scheda delle proposte”che l’on.Ermellino si è impegnata di approfondire con i colleghi della commissione Cultura della Camera: – un provvedimento di legge che sancisca che l’insediamento universitario a Taranto non può essere considerato decentramento dell’Università e sede amministrativa del Politecnico di Bari, come riportato negli elenchi 1 e 2 dell’All B del D M 25 dicembre 2010, n.50, ma UNICUM dell’Università Aldo Moro e del Politecnico di Bari; ipotesi di proposta di legge: Art 1. Al fine di migliorare la qualità, l’efficienza e l’efficacia dell’attività didattica, di ricerca e gestionale, di razionalizzare la distribuzione delle sedi universitarie e di ottimizzare l’utilizzazione delle strutture e delle risorse, nell’ambito dei principi ispiratori dell’articolo 1 e in attuazione dell’art 3 della legge 30 dicembre 2010, n 240, i Corsi di laurea dell’Università di Bari e del Politecnico di Bari funzionanti a Taranto come sedi amministrative così come riportati negli elenchi 1 e 2 del D. M. 25 dicembre 2010, n.50, sono considerati sedi legali e amministrative rispettivamente dell’Università di Bari e del Politecnico di Bari; Art 2 Con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca, sentiti la Conferenza dei rettori delle università italiane, il Consiglio universitario nazionale e il Consiglio nazionale degli studenti, tenuto conto delle risorse disponibili e acquisibili autonomamente, viene data attuazione all’art 1 della presente legge con decorrenza dall’anno accademico 2018/19; b) risorse e deroghe per lo sviluppo e consolidamento del sistema universitario jonico a cominciare dalla statizzazione dell’ist. Paisiello e, ovviamente, recupero dei Corsi di laurea afferenti alle vocazioni del territorio jonico: Beni Culturali e Scienze della maricultura ovviamente con lauree magistrali; c) integrazione della riforma delle Soprintendenze con l’assegnazione alla soprintendenza Magna Grecia del Chiostro di San Domenico e Scuola dei Beni culturali MIUR MiBACT; d) istituzione a Taranto della Scuola di specializzazione regionale su archeologia e restauro; e) un sempre più stretto raccordo tra Scuola, Università, Ricerca Lavoro; f) sostegno all’impegno del Prefetto di Taranto per il Tavolo per il consolidamento e sviluppo del sistema universitario jonico con il coinvolgimento della Regione, Miur, MiBact e realtà territoriali.

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2 Commenti a: Università, Taranto non più sede decentrata

  1. Luglio 15th, 2018

    Quindi l’obiettivo non è più quello di considerare Taranto come decentrata ma come unicum dell’Università di Bari? Ho letto male? Scemo io che pensavo si iniziasse a pensare ad un’autonomia universitaria di Taranto

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