Nuova grafica nel segno della tradizione

 

Il CorrierediTaranto.it cambia la veste, non certo l'impegno
pubblicato il 15 Luglio 2018, 16:40
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Ve ne siete accorti da alcuni giorni, non c’è dubbio. Non poteva certo sfuggirvi. La nuova veste grafica del CorrierediTaranto.it è on line ormai da quasi una settimana. Dopo qualche giorno di assestamento, ora è tutto pienamente operativo. E non mancherà di migliorare ancora in futuro, neppure tra molto.
Abbiamo scelto di avvicinarci quanto più possibile alla tradizione. Nonostante la nostra sia una testata on line, la nuova home page somiglia parecchio a un giornale ‘vecchio stampo’. Perchè, in fondo, pur operando su una piattaforma digitale, siamo pur sempre attori – speriamo apprezzati – della stampa, di quell’esercizio di democrazia assolutamente necessario per il pubblico. Che, oggi più che mai, ha bisogno di informarsi, sapere, leggere, sentirsi parte attiva della vita quotidiana. Magari approfittando dei nuovi strumenti che ormai imperano in ogni famiglia, nelle comunità, ovunque. Internet lo permette, tablet e smartphone lo agevolano. E quindi, noi che della navigazione in rete siamo parte integrante, abbiamo scelto di coniugare modernità a tradizione: on line con un abito da carta stampata.
Sinceramente, i lettori in questi giorni ci hanno premiato. Tanto i fedelissimi quanto i nuovi che, curiosamente, rimbalzano in rete e, se scoprono novità interessanti, diventano frequentatori, come nel nostro caso, del sito. Speriamo di continuare così, nel solco di ciò in cui crediamo fermamente: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure»: è l’articolo 21 della Costituzione italiana, l’articolo dedicato alla libertà di stampa.
Un articolo che, purtroppo, va detto anche, qui da noi spesso è calpestato o quantomeno interpretato male, molto male. E’ un malvezzo che s’impossessa degli onnipotenti, dei tuttologi, dei potentati, di coloro i quali temporaneamente occupano scranni istituzionali. Sono coloro che dimenticano che il pensiero non sarà mai imprigionato, neppure stilando fantomatiche e ridicole blacklist. Qui non siamo al di qua del Bosforo, ma al di là: siamo in Europa, siamo in Italia, siamo in Puglia, siamo a Taranto. Credeteci, chi oggi dimentica quell’articolo della Costituzione non ci intimorisce: non lo eravamo quando, in altre esperienze nei media, scoprimmo di essere potenziali vittime della ndrangheta calabrese per conto dei Riva, oppure quando un paio di pallottole di kalashinokov ci furono recapitate in busta chiusa, oppure quando una lettera anonima indicò il bersaglio da colpire, oppure ancora quando ci volevano mettere sotto scorta. Già, perchè così come in passato non abbiamo avuto paura per fatti ben più gravi, non ne abbiamo oggi quando qualche buontempone ha deciso di depennarci quali interlocutori dell’informazione: l’art.21 della Costituzione è la nostra difesa, e nessuno può vìolarlo. E, se permettete, buontemponi simili ci fanno sorridere.
E allora, proseguiamo senza fermarci. E tutto ciò grazie al nostro editore (che non è certo paragonabile alle lobby editoriali presenti nel nostro Paese), ai collaboratori che operano per rendere sempre viva e interessante la nostra testata. Ma soprattutto grazie ai nostri lettori, che ci premiano cliccando e in questo modo – oltre ai tanti messaggi e alle tante opinioni – comprendere che ne vale la pena. Già, vale davvero la pena il tentativo di offrire, se ci riusciamo, un po’ di conoscenza in più, oltre i tradizionali recinti dell’informazione. Sperando di scalfire, nel contempo e nel nostro piccolo, quel muro di omologazione che pare pervadere il nostro territorio.

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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