L'”Arlotta” e l’aerospazio

 

L’ASI e la Virgin Galactic in partnership sui voli suborbitali
pubblicato il 15 Luglio 2018, 11:29
6 mins

La settimana scorsa dirigenti inglesi, americani e italiani si sono incontrati in Puglia per mettere le prime basi al progetto che prevede l’utilizzo dell’aereorto ‘Arlotta’ di Taranto come base per attività spaziali. La scelta del sito è nata per le caratteristiche della lunghezza della pista militare, la posizione strategica dovuta alla vicinanza di numerosi aereoporti utili nel caso di atterraggi di emergenza di navicelle spaziali. L’accordo prevede anche il gratuito uso della scalo, che sarà attrezzato adeguatamente con infrastrutture necessarie, sia per le parte operativa che la formazione del personale, compreso gli astronauti. E’ intenzione dell’Agenzia Spaziale Italiana di lanciare esperimenti, strumenti di ricerca e preparare uno specialista di missione italiano simile al già operativo Spaceport nel Nuovo Messico. Nello Spaceport si sperimenta la microgravità suborbitale,  attività di education per la formazione e l’addestramento degli astronauti, la biologia e la ricerca biotecnologica nonché la scienza e lo sviluppo dei materiali anche in vista di future missioni di lunga durata in microgravità.
I voli suborbitali saranno un elemento importante in futuro per rendere lo spazio accessibile a più investitori. Per questo e nato il primo fondo italiano per gli investimenti nello spazio. Investimenti che riguardano il turismo spaziale e della new space economy. L’obbiettivo è di aprire l’accesso allo spazio per i clienti commerciali, sia per scopi scientifici che di volo spaziale umano.

L’industria italiana vanta una grande esperienza nella ricerca suborbitale e nella ricerca in microgravità orbitale, quindi parteciperà attivamente ai voli della navicella spaziale di Virgin Galactic che in futuro partiranno dallo Spazioporto italiano. L’Agenzia Spaziale Italiana e Virgin Galactic hanno avviato negoziati per condurre un volo suborbitale non prima di settembre 2019, anche se il primo volo in collaborazione fra ASI e Virgin Galactic è previsto venga lanciato dallo Spaceport America in New Mexico. La ALTEC (società di proprietà di ASI e Thales Alenia Space) e SITAEL hanno firmato inoltre un accordo con Virgin Galactic per fondare un’azienda italiana che produrrà navicelle spaziali nel sud Italia. La nuova infrastruttura spaziale potrebbe anche rappresentare la via d’accesso allo spazio per altri tipi di attività, al di là del turismo, come ad esempio il lancio di piccoli satelliti, formazione degli astronauti, studi di scienza in microgravità o test di nuove tecnologie.
Con i voli suborbitali aprirà in Puglia il primo “gate”, stazione italiana verso lo spazio, la base dalla quale decolleranno i turisti spaziali della Virgin Galactic, lo spazioporto sarà attivo dal 2020, quando il ‘razzo’ della Virgin Galactic decollerà dall’Italia, e potrebbe essere già un mezzo costruito in Italia. Virgin in America sta ancora testando il suo ‘shuttle panoramico’. Una nave madre, la Space Knight Two decollerà fino a un’altezza di circa 15 chilometri, a quel punto dalla sua pancia si staccherà la Spaceship Two, il piccolo razzo che può portare a bordo fino a sei passeggeri più due di equipaggio, per raggiungere lo spazio, oltre quota 100 chilometri. Costo del ‘biglietto’ 250.000 dollari (qualcosa in meno di 210.000 euro) e si potrà svolazzare nella cabina durante i sei minuti di microgravità. Un’esperienza che durerà in totale un’ora e 40 minuti dal decollo al rientro, per vedere la Terra. Spaceship Two poi tornerà indietro (il volo suborbitale si conclude prima di aver compiuto un’orbita intera) planando senza motore, come un aliante, per atterrare.

Franco Guarino e il LEM, in USA

L’obiettivo è un altro: si sta valutando diversi modelli di business, uno dei quali prevede una società mista di cui faranno parte aziende e istituzioni italiane, come Asi e Altec per esempio, partecipata anche da Virgin Galactic. Una specie di transizione per acquisire il velivolo che decolla dall’Italia e far sì che diventi realtà più europea e italiana. Questa opportunità cade in un territorio critico, alta tecnologia, precisione, professionalità e amministrazione burocratica e onesta sono carenti.

Ho avuto modo di osservare in America alcuni siti americani, per l’attività spaziale, come capo Kennedy, Houston, Pasadena, New Messico, Huston e Galveston in Texas, in occasione di un lungo viaggio in Vespa culturale e di studio, realizzando conferenze nelle maggiori Università organizzate dal nostro Ministero degli Esteri. Il tipo di preparazione e operatività, ora lontana anni luce dal mundus operandi nostrano, quindi sarà l’occasione di non far brutte figure, mettendo in luce il meglio della nostra preparazione, professionalità e affidabilità gestionale.

testo e foto di Franco Guarino

Condividi:
Per comunicati stampa o proposte [email protected]

2 Commenti a: L'”Arlotta” e l’aerospazio

  1. Luglio 15th, 2018

    Non riguarda la comunità di Taranto e della sua Provincia, possono benissimo farla in un altro posto, a noi i teressano i voli nazionali

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)