PAROLA ALL’AVVOCATO – Veicoli, il danno da ‘fermo tecnico’

 

pubblicato il 08 Luglio 2018, 17:18
4 mins

a cura dell’avv.Massimiliano Madio

A seguito di un incidente stradale del quale siamo rimasti vittima, capita che, prima di rivedere perfettamente funzionante la nostra auto, si resti per un periodo, senza macchina.
È questo il cosiddetto “fermo tecnico”. Oggi spiegheremo come ottenere il risarcimento di questo tipo di danno.
Il caso spiegato dalla giurisprudenza è semplice.
Il proprietario del mezzo rimasto fermo a seguito di un incidente stradale si era rivolto al tribunale, oltre che per ottenere il risarcimento del danno derivante dell’incidente, anche per la omessa liquidazione del pregiudizio patrimoniale derivatogli dal mancato utilizzo del mezzo durante il periodo necessario alle riparazioni.
Inizialmente il tribunale non gli aveva dato ragione, limitandosi solo al risarcimento del “danno diretto”, cioè quello dell’incidente stradale.
Secondo il tribunale vi era la mancanza di prova, non essendo sufficiente la circostanza data dal fatto che il mezzo “venne danneggiato (e quindi deve essere riparato)”.
Ed invece, la Corte di Cassazione ha invece riconosciuto questo diritto, stabilendo che: “[…] è possibile la liquidazione equitativa del danno da fermo tecnico del veicolo a seguito di sinistro stradale anche in assenza di prova specifica, rilevando a tal fine la sola circostanza che il danneggiato sia stato privato del veicolo per un certo tempo, anche a prescindere dall’uso a cui esso era destinato. L’autoveicolo è, difatti, anche durante la sosta forzata, fonte di spesa (tassa di circolazione, premio di assicurazione) comunque sopportata dal proprietario, ed è altresì soggetto a un naturale deprezzamento di valore”.
La sentenza richiamata è la n.22687 del 4 ottobre 2013.
Da quella sentenza in poi, l’adesione all’orientamento di maggior favore verso il danneggiato non sembrava più in discussione nella giurisprudenza della Corte, che nelle successive pronunce così si esprimeva: “E’ consolidato nella giurisprudenza di legittimità il principio in ragione del quale il c.d. danno da ‘fermo tecnico’, patito dal proprietario di un autoveicolo a causa della impossibilità di utilizzarlo durante il tempo necessario alla sua riparazione, può essere liquidato anche in assenza d’una prova specifica, rilevando a tal fine la sola circostanza che il danneggiato sia stato privato del veicolo per un certo tempo, anche a prescindere dall’uso effettivo a cui esso era destinato. L’autoveicolo, infatti, anche durante la sosta forzata è una fonte di spesa per il proprietario (tenuto a sostenere gli oneri per la tassa di circolazione e il premio di assicurazione), ed è altresì soggetto a un naturale deprezzamento di valore (tra le varie, cfr. 23916/06; 12908/04; 17963/02)”.
Infine, a giugno del 2015, nuovamente, la Corte di Cassazione si è espressa per il risarcimento del danno da fermo tecnico, argomentando che “Il c.d. danno da ‘fermo tecnico’, patito dal proprietario di un autoveicolo a causa della impossibilità di utilizzarlo durante il tempo necessario alla sua riparazione, può essere liquidato anche in assenza d’una prova specifica, rilevando a tal fine la sola circostanza che il danneggiato sia stato privato del veicolo per un certo tempo, anche a prescindere dall’uso effettivo a cui esso era destinato; l’autoveicolo, infatti, anche durante la sosta forzata è una fonte di spesa per il proprietario (tenuto a sostenere gli oneri per la tassa di circolazione e il premio di assicurazione), ed è altresì soggetto a un naturale deprezzamento di valore” Cass. civ., sez. III, 26.06.2015 n. 13215).

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