Taranto, rubano scooter ma vengono subito pizzicati dai poliziotti

 

pubblicato il 13 giugno 2018, 12:53
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Vestiti con felpe invernali, cappucci e scalda collo, spingevano lo scooter rubato che, subito dopo il furto, si era spento

Nell’ambito dei servizi di prevenzione e controllo del territorio. Gli agenti della Squadra Volante hanno arrestato in flagranza di reato, per furto aggravato di uno scooter, due pregiudicati tarantini: il 41enne Giovanni Sedete e il 32enne Giovanni Scialpi.
Alle tre del mattino un equipaggio della Squadra Volante stava percorrendo il Ponte Punta Penna in direzione del quartiere Paolo VI, quando hanno scorto due individui intenti a spingere uno scooter.
Le circostanze di tempo e di luogo, nonché l’insolito abbigliamento dei due, troppo pesante per la stagione in corso, hanno destato subito i sospetti dei poliziotti.
I due, infatti, avevano indosso delle felpe col cappuccio tirato su, uno di loro, addirittura, calzava uno scaldacollo invernale che copriva il viso fino al naso.
Costoro, appena accortisi della pattuglia in arrivo, hanno repentinamente abbandonato lo scooter cercando invano di dileguarsi ma, trovandosi nel bel mezzo del ponte, non disponevano di molte vie di fuga e sono stati immediatamente bloccati dagli operatori.
Dai primi controlli effettuati sulle banche dati lo scooter non risultava rubato. Tuttavia, mostrava chiari segni di effrazione in quanto il nottolino di accensione era stato asportato.
I due, visibilmente agitati, hanno nebulosamente raccontato che lo scooter era stato prestato loro da un amico, di cui però non hanno saputo fornire alcuna indicazione tale da poterlo rintracciare.
All’interno della sella del ciclomotore, un Piaggio Beverly 300ie, i poliziotti hanno trovato i documenti del motociclo e sono riusciti a risalire al proprietario che, tramite un accertamento presso la residenza, è stato contattato da un’altra volante.
Costui, ha confermato il furto dello scooter, avvenuto poco prima, che era stato parcheggiato in un’area privata, recintata e provvista di un sistema di video sorveglianza che immortalava i due proprio mentre forzavano il nottolino di accensione ed asportavano il motociclo.
Al termine delle formalità di legge i due giovani, giusta disposizione dell’A.G. competente, sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari.

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