La mitilicultura tarantina è sana, e rivendica la sua totale estraneità dall’abusivismo

 

pubblicato il 13 giugno 2018, 16:32
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Confcommercio Taranto e gli operatori del settore mitilicolo, aderenti alla associazione, esprimono apprezzamento per le operazioni di controllo del settore della mitilicoltura finalizzate a far emergere l’abusivismo del settore, anche se va evidenziato che si tratta di un fenomeno che investe un ambito ristretto di soggetti e non riguarda l’intera produzione, ma solo ‘pezzi di attività’ che si muovono in modo autonomo e al di fuori delle regole.
Spiace che per colpa di pochi, estranei al settore, le conseguenze debbano ricadere su tutta produzione mettendo in discussione la qualità e la salubrità della cozza di Taranto e gli sforzi che si stanno facendo – in collegamento con il mondo scientifico e le istituzioni- per rilanciare il settore. I sequestri di prodotto illegale alimentano purtroppo un sensazionalismo che getta discreto su tutto il settore, e danneggia i produttori in regola due volte.

L’abusivismo, oltre che incidere negativamente sull’immagine della produzione locale, condiziona l’andamento del mercato poiché abbassa il prezzo della cozza locale sino al 50%, determinando così un livellamento verso il basso del prezzo legale di vendita. Ovviamente il mercato illegale agisce sottraendosi a qualsiasi obbligo normativo – in fatto di sicurezza e igiene, di aree di produzione, di prescrizioni amministrative e rispetto delle leggi sul lavoro, tassazione – assicurandosi così lauti guadagni.
L’abusivismo causa inoltre diffidenza nel consumatore che, giustamente, non conoscendo la provenienza del prodotto, appare disorientato soprattutto quando emergono nuove sacche di illegalità.
L’unico modo per acquistare un prodotto garantito rimane ovviamente quello di rivolgersi al proprio fornitore di fiducia o a un punto vendita autorizzato.
Il Commissario straordinario per la Bonifica di Taranto ha reso noto nei giorni scorsi che è stata avviata la procedura per la instaurazione di un partenariato per l’innovazione finalizzato all’affidamento della progettazione e alla realizzazione di interventi di risanamento ambientale del 1°seno del Mar Piccolo per un totale di oltre 32 milioni di euro. Si tratta di un intervento atteso e auspicato dagli operatori in regola che potrà finalmente restituire il Mar Piccolo (nell’arco di 635 giorni) alla sua bellezza e alla sua naturale vocazione produttiva. Un intervento che aprirà le porte ad una mitilicoltura a norma e nell’alveo del rispetto dell’habitat marino, nell’interesse stesso della tutela delle produzioni che potranno così finalmente tornare a completare il loro ciclo produttivo nei due seni del Mar Piccolo.
Nel frattempo è però importante che si completi al più presto la procedura per la riclassificazione del 2° seno del Mar Piccolo da categoria sanitaria B a categoria A, diretta dalla Regione Puglia, l’ente competente alla classificazione degli specchi acquei demaniali, in modo da scoraggiare i comportamenti illeciti.
Contestualmente si favoriranno quegli operatori che vorranno intraprendere un percorso di legalità e che vorranno finalmente adeguarsi alle normative in materia.

La mitilicoltura tarantina è proiettata verso un processo di riappropriazione delle migliori prassi produttive che grazie ad un percorso individuato con Vera Corbelli, nella sua qualità di Commissario per le bonifiche, vuole favorire la riqualificazione degli operatori del settore, la innovazione dei processi produttivi, la valorizzazione e promozione commerciale della cozza di Taranto. In tale direzione va letto l’impegno di tutte le associazioni di categoria a sostenere la realizzazione di un consorzio tra gli operatori che dovrà garantire le attività di rilancio commerciale del settore.

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