Palazzo Farnese, un’esperienza che vale davvero tanto

 

pubblicato il 05 giugno 2018, 10:42
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Il nostro liceo ‘Aristosseno’ è stato protagonista di un evento di grande importanza nazionale.
Ad aprile si è tenuto, nella superba cornice di Palazzo Farnese a Roma, il convegno “Il sapere al servizio della solidarietà”, organizzato dalla SMLH (Société des membres de la légion d’honneur) in collaborazione con Francia e il Miur.
Solo dodici degli oltre trecento licei italiani che seguono il programma Esabac, che dunque conseguiranno il doppio diploma italiano e francese, hanno avuto l’onore di parteciparvi e di essere premiati.
Le dodici scuole scelte, tra cui la nostra, hanno ricevuto mille euro come premio da spendere in attività didattiche.
Questo evento, di grande importanza sotto il profilo sia umano che scolastico, ha permesso agli studenti di scoprire la naturale connessione tra cultura e solidarietà.
Attraverso differenti “canali” quali saggi, video, disegni e canzoni, gli studenti hanno proposto degli antidoti contro la guerra, dimostrando come il principio della solidarietà affondi le sue radici nelle differenti discipline del sapere.
Al convegno, inoltre, era presente l’allora ministra Laura Fedeli che ha sottolineato il grande valore della conoscenza come ricchezza personale, la cui ragion d’essere non è, semplicisticamente e superficialmente, quella di permetterci di trovare un impiego lavorativo.
Altresì, vi hanno partecipato figure importanti di fama internazionale come Corrado Augias, Philippe Daverio, Silvio Garattini il direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, Fabiola Giannotti la presidente(ssa) del CERN di Ginevra e Nuccio Ordine, professore di letteratura italiana dell’Università della Calabria.
Giornate come questa, progetti come questo, danno davvero senso e pienezza alle parole conoscenza e solidarietà, provano che collaborare nell’ottica di un bene comune è possibile, dimostrano ancora una volta che la cultura rende liberi e migliori.
Giornate come questa, anche solo per un attimo, ci permettono di pensare che un giorno, forse, l’utopia non sarà più tale.

Barbara Palmieri

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