Fondazione Cittadella della Carità: ”Ulivo” compie trent’anni

 

pubblicato il 16 maggio 2018, 17:58
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Il 1 maggio del 1988 fu inaugurato l’”Ulivo”, struttura realizzata con il contributi dei tanti che credettero nel grande progetto del fondatore mons. Guglielmo Motolese. A trenta anni dall’inizio della sua attività, la Fondazione Cittadella della Carità ha voluto ricordare e festeggiare questa data con due iniziative.

Lunedì 14 maggio, l’arcivescovo di Taranto mons. Filippo Santoro ha presieduto una S.Messa che è stata celebrata all’aperto, nell’area antistante l’ingresso dell’Ulivo. Un appuntamento imperdibile, che ha messo al centro lo spirito fondante della Cittadella tutta, quello sguardo rivolto al fratello sofferente e quel supporto alla cura del malato, di colui che ha bisogno che qualcuno si prenda cura di lui.

Erano presenti il presidente della Fondazione Giuseppe Mele, accompagnato dal CdA  Angelo Esposito, Salvatore Sibilla e Maria Silvestrini, il presidente del Collegio dei Revisori Cosimo Damiano Latorre, il direttore generale Bruno Causo, le direzioni amministrativa e sanitaria, la responsabile R.S.A Manuela D’Abramo, i dipendenti, i parenti di mons. Motolese e gli amici più cari.

Riprendendo e rilanciando uno dei simboli che caratterizzano la Cittadella, l’ulivo, mons. Santoro ha raccolto tutti in preghiera. L’ulivo è albero simbolo di forza, resistenza, pace, trionfo, fede, vittoria e salvezza; rappresenta la dedizione e l’impegno  nel recupero e nella riabilitazione dei pazienti e può rappresentare la professione sanitaria dell’oggi, moderna ma con radici profonde.

La S.Messa è stata celebrata sotto l’ombra degli alberi della Cittadella, in un tutt’uno con quella natura che circonda gli edifici e che rende preziosa la degenza nella R.S.A., luogo rigenerante. Lì, tutti si sono uniti in preghiera con mons. Santoro, che nel 2014 raccolse la sfida del mantenimento dei posti di lavoro dei dipendenti. L’arcivescovo ha ringraziato tutti per il costante impegno rivolto alla valorizzazione della struttura, ed ha invitato al rispetto del lavoro. “Tutti devono fare il proprio dovere con la massima sollecitudine, perché il cammino comune porta frutto”. La Cittadella è nata come progetto d’amore, lo stesso amore che mons. Santoro ha manifestato con la presa in carico della Cittadella e con l’avvio di altri progetti caritatevoli, come l’ultimo nato, il centro di accoglienza per i senza fissa dimora allocato in palazzo Santacroce.

Ieri martedì 15 maggio, la Compagnia Quanta Brava Gente hanno intrattenuto gli ospiti dell’Ulivo, con uno spettacolo di cabaret che ha rallegrato la degenza degli ospiti.

Foto di copertina : Rosa Colacoci

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