Discariche e rifiuti: Tamburrano replica ad Emiliano. E pensa alle dimissioni

 

pubblicato il 10 Maggio 2018, 10:04
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Il presidente della Provincia ha anche annunciato che a breve arriverà da Bari l’ok al sopralzo per la discarica di Massafra

Sono le discariche presenti nella Provincia di Taranto e il flusso continuo di rifiuti che dura da tantissimi anni oramai, il motivo del nuovo scontro tra il presidente della Provincia Martino Tamburrano, e il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano. Il quale, incalzato dal parlamentare tarantino del Movimento 5 Stelle Giovanni Vianello sulla questione discariche-rifiuti la mattina del primo maggio a Taranto durante il dibattito che ha preceduto il concertone, se l’era presa velatamente con Tamburanno, ‘additandolo’ come amico del patron dell’immondizia pugliese, ovvero quell’Antonio Albanese proprietario della Cisa di Massafra, sulla cui amicizia in molti da anni bisbigliano e romanzano. Dichiarando che le colpe maggiori vanno cercate non nell’operato della Regione Puglia, ma in quello della Provincia di Taranto (che ultimamente ha acconsentito alla realizzazione del terzo lotto nella discarica di Grottaglie gestita da Linea Ambiente e l’ok per l’impianto di incenerimento e successivo recupero energetico dei fanghi sempre a Massafra della società Stf Italia).

Tamburrano però non ci sta e questa mattina ha convocato una conferenza stampa per rispondere punto per punto al governatore Emiliano. Nella quale è partito subito all’attacco dichiarando che “Emiliano ha detto che l’80% dei rifiuti della nostra Regione vengono gestiti dal “patron” dell’immondizia della provincia di Taranto. Mi ha riaccusato di essere colluso. Vorrei ricordargli che gli impianti gestiti dall’imprenditore Albanese, di Massafra, gliel’ha dati la Regione Puglia, e che le discariche di Albanese le amplia sempre la Regione, e che sempre la Regione stabilisce anche i flussi dei rifiuti in tutta la Regione e quindi anche e soprattutto quelli inviati in provincia di Taranto, i cui siti accolgono quotidianamente rifiuti in eccesso in altri siti presenti in altre province“.

Tamburrano ha poi inoltre voluto ricordare che la delega sui ‘rifiuti urbani’, “continua ad averla la Regione, attraverso l’Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti (Ager), costituita da Emiliano e guidata dal commissario Gianfranco Grandaliano. Si trovano così in difficoltà nella gestione dei rifiuti – afferma il presidente Tamburrano – che hanno dato la possibilità di conferire quei rifiuti presso le discariche di rifiuti speciali non pericolosi. In provincia di Taranto le discariche di rifiuti non pericolosi si trovano nel territorio di Grottaglie, e non sono di proprietà Albanese, nel territorio di Statte, ed anche lì non sono di proprietà Albanese ed infinel nel territorio di Lizzano, sempre non di proprietà Albanese“. Ovviamente il riferimento è all’Italcave dell’imprenditore Caramia, della discarica Vergine chiusa dal 2014 e di Linea Ambiente di Grottaglie, da poco autorizzata all’ampliamento.

Secondo Tamburrano, la posizione di Emiliano, che sostiene esattamente il contrario, ha una motivazione ben precisa. “Ritengo che il governatore – ha spiegato sempre in conferenza stampa – voglia nascondere l’effettiva responsabilità della Regione, incolpando il sottoscritto della situazione attuale. Invece le responsabilità della Regione risalgono già ai tempi del governo Vendola, contraddistinti da dieci anni di ordinanze senza che venisse mai approvato un piano dei rifiuti che stabilisse dove conferire e dove costruire le infrastrutture. Adesso anche Emiliano, così come il predecessore Vendola, non ha adottato alcun piano dei rifiuti ed ha lasciato le deleghe alle province per le discariche di rifiuti speciali non pericolosi“. Deleghe, ha tenuto a precisare Tamburrano, che “non riguardano la costruzione di nuove discariche ma, eventualmente, o la sopraelevazione in caso di emergenza o gli ampliamenti. Basta una semplice “leggina” per impedire la costruzione di altri impianti, ma sono sicuro Emiliano non la farà“.

Infine l’affondo più pesante. “Emiliano Lui parlava di “sporcizia”, prima che io venissi eletto. Se di sporcizia si tratta, dovrebbe guardarsi addosso lui che ha già cambiato quattro assessori. Voglio un confronto pubblico“.

Secondo la versione fornita questa mattina da Tamburrano, sarebbe stato Grandaliano, responsabile dell’Ager, ad affermare che le discariche di Massafra, Grottaglie e Statte sono strategiche per la politica dei rifiuti della Regione Puglia. A conferma di questa tesi, ha mostrato ai giornalisti presenti un verbale datato 23 agosto 2017 in cui si afferma la strategicità dei siti presenti nel tarantino.

Per questo, il presidente della provincia Tamburrano starebbe addirittura pensando di sottrarsi al suo ruolo istituzionale dimettendosi, revocando le ordinanze firmate sotto la sua gestione in tema di discariche. Tamburrano dichiara di sentirsi “offeso dalle dichiarazioni di Emiliano che a Taranto ha fallito su tutto: dai rifiuti all’Ilva, dalla sanità ai servizi sociali“. Emiliano, suggerisce in maniera sottile sempre Tamburrano, “potrebbe approvare immediatamente il piano dei rifiuti ma soprattutto rendere pubblica una di queste discariche, così da non conferire più in quelle private. Si abbasserebbe il prezzo e si avrebbe una tassa inferiore. Potrebbe farlo anche in un giorno, con la discarica Vergine ci ha provato in 24 ore, perché non lo fa? È sicuramente una scelta politica“. A giorni, ha inoltre anticipato e annunciato lo stesso Tamburrano, arriverà dalla Regione anche il parere positivo per il sopralzo della discarica di Massafra. “Questa è la verità che non dice Emiliano nei suoi interventi pubblici“.

Infine, Tamburrano ha replicato anche alle contestazioni del M5S, che dopo le ultime tre autorizzazioni rilasciate dalla Provincia a Italcave, Massafra (inceneritore fanghi) e Grottaglie, aveva affermato che anche dietro la procedura di Via c’è discrezionalità politica. “Assolutamente no – ha ribattuto Tamburrano – perchè il presidente non firma alcun atto dalla data di richiesta fino alla concessione. È un’attività autonoma, normata, dell’ufficio Ambiente della Provincia“.

Ricordiamo infine che di un milione e mezzo di tonnellate di rifiuti smaltiti in Puglia nel 2016, oltre 1.300.000 tonnellate sono stati smaltiti nella Provincia di Taranto, più dell’80%. Senza considerare le discariche presenti all’interno di Ilva, gli inceneritori, e gli impianti industriali di compostaggio con capacità che vanno ben oltre il fabbisogno provinciale.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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