Ilva, la trattativa è sospesa: ArcelorMittal e sindacati s’infrangono sullo scoglio esuberi

 

pubblicato il 26 Aprile 2018, 17:27
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Le parti hanno deciso di sospendere il tavolo e rinviarlo a data da destinarsi

E’ stata per il momento sospesa la trattativa tra ArcelorMittal e i sindacati metalmeccanici Fim Fiom e Uilm sull’Ilva di Taranto: la futura occupazione di tutti i lavoratori del gruppo siderurgico infatti, continua a dividere in maniera netta azienda e sindacati che hanno deciso di sospendere il confronto. Al centro del braccio di ferro di oggi, che ha visto andare in scena l’ennesimo duro scontro tra le parti in una trattativa che in realtà non è mai decollata, i numeri dei lavoratori che saranno riassunti dalla new.co AmInvestCo guidata dal gruppo Mittal: 10mila per l’azienda(che dopo il 2023 scenderanno a 8.500) che prevede 4mila esuberi (che andrebbero però in capo all’Amministrazione Straordinaria almeno sino al 2023 per essere impiegati nelle bonifiche che saranno realizzate con l’utilizzo delle risorse sequestrate alla famiglia Riva pari ad 1 miliardo di euro), tutti 14 mila per i sindacati che non vogliono nessun licenziamento e chiedono, al massimo, solo esodi incentivati. Il confronto, quindi, è stato aggiornato a data da destinarsi.

Quanto è emerso oggi al tavolo Ilva, non è in realtà una novità ma la logica conclusione della diversità di vedute tra le parti in campo: Mittal ha infatti chiarito che non è disponibile a riconsiderare i numeri degli occupati e degli esuberi mentre i sindacati, dopo mesi di confronti spezzatino, hanno ribadito il loro no al piano esuberi del colosso franco-indiano, decidendo di interrompere la trattativa sull’Ilva. Nei prossimi giorni in tutti gli stabilimenti Ilva in Italia saranno convocate assemblee informative per fare il punto della situazione con i lavoratori, ma sembra decisamente probabile che allo stato di agitazione già proclamato negli stabilimenti seguirà la proclamazione di uno sciopero, nazionale o sito per sito resta da vedere, comunque unitario. Questa, dunque, la risposta di Fim Fiom e Uilm.

Ricordiamo che, al di là del contratto firmato tra governo e Mittal (motivo che da al colosso franco-indiano un’indubbia posizione di forza nella trattativa), l’accordo tra le parti resta comunque vincolante per la chiusura definitiva della vicenda, senza il quale non si potrà procedere all’effettiva acquisizione degli asset industriali del gruppo Ilva da parte di Mittal.

Dopo tre giorni di trattativa serrata e difficile, il confronto di oggi su Ilva è stata sospesa in attesa che si creino le condizioni per proseguire“. Lo ha annunciato lo stesso viceministro dello sviluppo economico Teresa Bellanova. Condizioni che per i sindacati, al momento non ci sarebbero. Al momento quindi manca anche una data per riaggiornarsi. “Passi avanti molto importanti sono stati fatti in questi mesi, passi su tanti aspetti. Oggi però rimane uno scoglio che è uno scoglio sicuramente importantissimo: quello del numero dei lavoratori su cui in queste ore di confronto le risposte sia dell’azienda che dei sindacati non sono state ritenute soddisfacenti“, ha dichiarato il viceministro Bellanova. “Per questa ragione ci si è presi una pausa di riflessione in modo che l’azienda rifletta su come ritornare al tavolo mentre le organizzazioni sindacali faranno un giro di assemblee per informare i propri iscritti e i lavoratori dei vari stabilimenti“, ha aggiunto auspicando un ritorno al tavolo di confronto “in tempi non lunghi per cercare di raggiungere un’intesa che il governo uscente continua a considerare molto importante“.

(leggi tutte le notizie sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva)

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