Ilva, “Liberi e pensanti” ed associazioni presentano l’accordo di programma per le bonifiche

 

pubblicato il 20 Aprile 2018, 16:07
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I promotori dell’accordo di programma quadro: «Chiediamo alle istituzioni di schierarsi in favore dell’accordo di programma»

A sottoscriverlo il comitato dei “Liberi e pensanti”, il sindacato FLM Uniti CUB, e le associazioni e comitati cittadini di “Giustizia per Taranto”, “Tamburi combattenti”, “Taranto respira” e “Tuttamialacittà”

Presentato in mattinata, nella pineta del Parco archeologico delle mura greche, l’accordo di programma per l’Ilva di Taranto. Il documento in questione sarà oggetto di un approfondito dibattito, la mattina del primo maggio, nell’appuntamento che farà da cornice al conseguente concertone, organizzato anch’esso dal comitato “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”.

A redigerlo diverse associazioni della cittadinanza attiva, oltre al poc’anzi menzionato comitato: Giustizia per Taranto, Tuttamialacittà, Taranto Respira, Tamburi combattenti (comitato costituito da mamme del quartiere) ed il sindacato FLM Uniti – CUB. L’accordo nasce sul modello di quello redatto a Genova, nel 2005, che ha consentito la chiusura dell’area a caldo dell’Ilva di Cornigliano. Il documento avanza un iter procedurale che possa consentire la bonifica dei siti inquinati di Taranto e la riconversione economica ecologista dell’area ionica incentrata su di un modello di sviluppo sostenibile. Erano presenti fra i relatori della conferenza stampa gli esponenti delle associazioni coinvolte in questa bozza di accordo di programma: Raffaele Cataldi per i “Liberi e Pensanti”, Massimo Ruggeri per “Tuttamialacittà”, Stefano Sibilla per il sindacato FLM Uniti – CUB e Lucia, rappresentante del comitato “Tamburi combattenti”. Erano inoltre presenti esponenti dell’associazione Giustizia per Taranto nonché di Taranto Respira. «L’idea di realizzare questo accordo di programma – ha sottolineato Cataldi – è nata lo scorso novembre nel corso di alcune assemblee del comitato dei “Liberi e pensanti”. Si è pensato, come riferimento, all’accordo di programma siglato per l’Ilva di Genova, vagliando positività e criticità di quello specifico strumento normativo». Cataldi sottolinea successivamente che sono stati contattati “tutti gli enti e le istituzioni preposte a siglare questo genere di accordo”, aggiungendo, in riferimento alle sigle sindacali, che è pervenuta la risposta della sola Cgil Taranto. Quest’ultima ha declinato l’invito, precisando nella nota che sarà impegnata, in occasione del primo maggio, in un’iniziativa nazionale organizzata dai sindacati a Prato. “Ci auguriamo che le grandi sigle sindacali riescano a trovare – ha poi concluso Cataldi – almeno un rappresentante disposto a venire a Taranto per discutere dell’accordo”.

Entrando nel merito di quanto previsto nelle 64 pagine dell’accordo di programma redatto dalle associazioni, Ruggeri ha voluto precisare, in primis, che questo risulta essere “la risposta dal basso a chi sostiene che Taranto senza Ilva non potrebbe avere altre alternative di sviluppo e a chi dice che non vi sono possibilità di finanziare su vasta scala opere di bonifica”. Ruggeri ricorda i soldi stanziati dal governo per ripianare le perdite dell’Ilva dall’avvio dell’inchiesta giudiziaria nel 2012, passando per il commissariamento dell’azienda all’attuale amministrazione straordinaria da parte dello Stato, stimabili in circa 4miliardi di euro  erogati dallo Stato nelle casse delle banche creditrici. “La questione Ilva – ha precisato – non sarebbe tanto un problema occupazionale bensì finanziario”. Ha infatti menzionato la massa debitoria dell’azienda che ammonterebbe a circa 2,9miliardi di euro. Citando uno studio di Confindustria nazionale, redatto fra il 2009 ed il 2015, servirebbero invece circa 2miliardi di euro per procedere alla bonifica dei suoli dell’Ilva e delle aree attigue. “Questo studio dimostra come le spese investite nel risanamento ambientale e nel recupero dei territori – ha precisato poi Ruggeri a margine della conferenza stampa – siano una spesa che, in termini produttivi, rende il doppio di ciò che si investe, sia in termini di produttività che nell’ottica occupazionale”. Per quanto riguarda quest’ultima, a giudizio di Ruggeri si potrebbe lanciare, su vasta scala nazionale, un programma di bonifiche dei suoli rientranti nelle aree SIN (Siti di interesse nazionale per le bonifiche). “A fronte di 9miliardi da investire per le bonifiche di questi suoli – ha specificatoparliamo di un’occupazione potenziale di circa 200mila posti di lavoro”, sottolineando che “i soldi per le bonifiche sarebbero meno di quelli che stanno riguardando il salvataggio di Ilva”.

Il caso Taranto dovrà quindi essere, sempre a giudizio di Ruggeri, un caso emblematico di un nuovo modello dis viluppo da emulare su scala nazionale. “Con questo accordo di programma affermiamo che Taranto non dovrà più essere strategica per la produzione dell’acciaio e per il PIL nazionale – ha argomentato Ruggeri – bensì strategica per la riconversione ecologica dei terreni inquinati, nella quale la città dei Due Mari dovrà essere capofila di una battaglia a livello nazionale”. Le ragioni di questa riconversione sono ascrivibili, sempre secondo Ruggeri, ad un’economia mondiale che sta progressivamente abbandonando le fonti fossili cercando sempre nuove fonti di approvvigionamento energetico. “In Italia si continua invece ad investire – ha poi concluso – sulle risorse fossili”.

Stefano Sibilla ha poi precisato che la questione ambientale di Taranto è stata portata all’attenzione delle assemblee nazionali del sindacato FLM Uniti CUB. “Alla nostra ed alle nostre rivendicazioni si sono aggiunti – ha specificato Sibilla – anche i lavoratori di diverse altre realtà italiane che vivono problematiche ambientali”. Ha poi anticipato che in autunno sarà organizzato a Taranto uno sciopero generale al fine di rivendicare i diritti e le istanze sottoscritte nell’accordo di programma presentato quest’oggi.

Le associazioni firmatarie dell’accordo hanno infine sottolineato le criticità, in termini ambientali ed occupazionali, presenti nel nuovo piano industriale presentato dai nuovi acquirenti di ArcelorMittal. Riguardo al contratto di cessione degli stabilimenti siderurgici di Ilva, Ruggeri ha aggiunto che “ad oggi rimane un accordo segreto e per tali ragioni chiediamo che possa essere visionato”.

In riferimento al dibattito previsto per il primo maggio sull’accordo di programma in questione, gli organizzatori hanno infine precisato che sono state invitate tutte le istituzioni, dal Presidente della Repubblica ai presidenti delle Commissioni parlamentari preposte su questa specifica tematica al Sindaco di Taranto ed al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Quest’ultimo ha già comunicato la sua presenza la mattina del primo maggio a Taranto in occasione del dibattito organizzato dai “Liberi e pensanti”. «Chiediamo alle istituzioni di schierarsi in favore dell’accordo di programma», hanno concluso così i promotori dell’accordo di programma.

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