Trattativa al MiSE su Ilva: le aperture di ArcelorMittal non soddisfano del tutto i sindacati

 

pubblicato il 13 aprile 2018, 16:04
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Perdura la situazione di stallo nella trattativa

La cessione dell’Ilva “non è in dirittura d’arrivo” per la segretaria generale della Fiom Cgil, Francesca Re David. Per Valerio D’Alò della Fim Cisl “rimangono ancora nodi da sciogliere sulla contrattazione di secondo livello riguardante Pre, Pro e Premio di Produzione e nella parte variabile Pdr”. Talò (Uilm): “Rispetto alla questione salariale è stato aperto un fronte: è un’apertura che cogliamo positivamente ma c’è ancora molta strada da fare”

È terminato l’incontro a Roma nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico fra parti sociali e ArcelorMittal nell’ambito della trattativa sull’acquisizione dell’Ilva di Taranto. Prosegue la situazione di impasse in quanto le aperture di ArcelorMittal non collimano ancora con le richieste avanzate dai sindacati in materia di tutela dei livelli occupazionali nonché delle annesse tutele dei livelli retributivi. All’incontro era inoltre presente, in rappresentanza dell’esecutivo nazionale, il viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova.

La trattativa sull’ilva «non è in dirittura d’arrivo. Come abbiamo detto sin dalprimo momento, non possiamo che cercare una soluzione per tutti i 14mila lavoratori». Lo ha affermato la segretaria generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David, a margine dell’assemblea nazionale delle donne della Cgil Commentando così la cessione da parte di ArcelorMittal, per l’acquisizione dell’Ilva e per l’ok Ue, di alcuni impianti tra cui quello di Piombino. Re David ha evidenziato come «per quanto ci riguarda le due vertenze vanno in parallelo», ma ha anche ricordato che per Piombino c’è «una trattativa avanzata con Arvedi».

La trattativa sull’Ilva «è ancora in una situazione di stallo: se Arcelor Mittal non cambia posizione e pensa che l’accordo siglato con i Commissari sia il punto finale del negoziato, non ci sono le condizioni per trovare un accordo». Ad affermarlo, al termine dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico, è il segretario nazionale della Fiom Rosario Rappa, sottolineando come vi sia la necessità assoluta di trovare «una soluzione per tutti i 14 mila lavoratori» dell’Ilva. Con ArcelorMittal, rileva ancora Rappa, «abbiamo chiarito meglio quali erano i punti di distanza sul piano economico e occupazionale. Ci rivedremo il 23 e il 24 aprile per far un punto complessivo e per vedere se ci sono le condizioni per continuare o se resterà la situazione di stallo». Per quanto ci riguarda «non accettiamo la discontinuità: ossia, spiega, i lavoratori devono mantenere tutte le condizioni attuali» sia quindi in termini di anzianità aziendale, di professionalità e in termini retributivi. «Per noi tutta la normativa e la parte economica va trasferita ai lavoratori che saranno assunti da ArcelorMittal», sottolinea ancora Rappa. «Non si possono spacchettare i lavoratori», aggiunge.  Nel corso dell’incontro ArcelorMittal, spiega ancora Rappa, «ha fatto aperture sulla parte normativa del contratto dei lavoratori dell’Ilva ma non sulla parte salariale». L’azienda, aggiunge, «ha affermato di voler modificare il premio di risultato che attualmente è legato alla quantità produttiva e invece vogliono parametrarlo alla redditività aziendale. Questo significa che se la società non fa utili non distribuisce soldi ai dipendenti». Infine ArcelorMittal «vuole unificare gli altri tre premi esistenti legandoli a clausole di salvaguardia non meglio identificate».

 «In pratica c’è apertura da parte del gruppo ArcelorMittal, affinché la struttura derivante dal Ccnl (parte fissa) anzianità di servizio, livelli retributivi, istituti presenti in busta paga non subiscano variazioni. Rimangono ancora nodi da sciogliere sulla contrattazione di secondo livello riguardante Pre, Pro e Premio di Produzione e nella parte variabile Pdr». Ad affermarlo è il Coordinatore nazionale gruppo Ilva della Fim Cisl, Valerio D’Alò al termine dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico sul futuro dell’Ilva. Alle richieste sindacali dei giorni scorsi di cambiare solo formalmente, ma non nella sostanza, le condizioni retributive l’azienda ha confermato la propria disponibilità a mantenere in essere le condizioni esistenti per quanto riguarda la parte fissa. «Per noi -sottolinea D’Alò- rimane fondamentale che la discontinuità sia solo nella forma (perché prevista nel bando di aggiudicazione), ma non nella sostanza delle retribuzioni e della parte normativa già in essere nell’intero Gruppo Ilva. Circa il nodo occupazionale abbiamo confermato di non accettare esuberi o licenziamenti, auspicando che in occasione degli appuntamenti del 23 e 24 aprile possano giungere ulteriori garanzie anche su questo aspetto».

«Abbiamo ribadito in modo unanime ad ArcelorMittal che per il passaggio dei lavoratori da Ilva siamo disposti a condividere una formula contrattuale discontinua nella forma, ma non nella sostanza: i diritti acquisiti non devono in alcun modo andare perduti». Ad affermarlo è il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, al termine del tavolo al Mise, aggiungendo che «in attesa di ricevere dai commissari Ilva la documentazione pervenuta dalla Commissione europea e inerente la discontinuità del passaggio dei lavoratori da Ilva ad ArcelorMittal, ribadiamo che serve una trattativa serrata orientata alla salvaguardia di ogni voce contrattuale, sia sul piano normativo che su quello retributivo». Nel corso della trattativa, prosegue, «abbiamo inoltre mostrato la nostra indisponibilità a condividere la volontà dell’azienda di modificare alcune parti fisse del salario, rendendole variabili». I prossimi incontri, «avranno come oggetto i livelli occupazionali: ribadiremo in modo fermo e netto che non accetteremo nessun esubero».

«Rispetto alla questione salariale è stato aperto un fronte: è un’apertura che cogliamo positivamente ma c’è ancora molta strada da fare per salvaguardare l’occupazione e per non far perdere diritti e salari ai dipendenti dell’Ilva». E’ quanto dichiara il segretario generale della Uilm di Taranto, Antonio Talò, al termine della riunione al ministero dello Sviluppo economico. «Bisogna fare ancora qualche buon altro passo avanti per cercare di trovare una condivisione. Noi non intendiamo fare passi indietro e accogliamo positivamente l’apertura di oggi», spiega Talò che comunque sottolinea la necessità che ArcelorMittal «riveda ancora maggiormente la sua posizione». Ora, aggiunge, «si può entrare nel merito della questione non solo per approfondire ma per arrivare ad una sintesi. Oggi è stata aperta una strada che intendiamo percorrere per non lasciare niente di intentato e arrivare ad un accordo».

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