Carcere di Taranto, ancora un episodio di violenza

 

pubblicato il 10 Aprile 2018, 12:59
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Nel pomeriggio di ieri, a Taranto, un detenuto definitivo di origine nigeriana, con fine pena 2019, ristretto nel reparto C precauzionali, all’atto dell’accompagnamento per esecuzione di una sanzione disciplinare ha violentemente aggredito gli agenti addetti a tale compito.
Il detenuto in questione, recidivo, risulta soggetto di difficile governo e l’episodio di ieri ha determinato procedure di soccorso a tre agenti che hanno riportato diagnosi varie con prognosi dai sette ai dieci giorni.
Nonostante le violenze nei confronti dei poliziotti penitenziari, tenuto anche conto che simili episodi mettono a repentaglio ordine e sicurezza in un contesto di difficile governo, l’OSAPP  – il sindacato autonomo della Polizia penitenziaria – continua ad invocare maggiore attenzione verso le legittime istanze che
attanagliano il “pianeta carcere” in Puglia, che necessitano di immediati interventi tesi a ripristinare ordine e sicurezza nella struttura tarantina e non solo, non più rinviabili: ne sono testimonianza Foggia e Lecce.
Continua Montesano, il segretario generale OSAPP: “La regione Puglia, risulta al momento in eccedenza per quanto riguarda il numero di appartenenti alla Polizia Penitenziaria in servizio presso le strutture penitenziarie, rispetto alle previsioni del D.M. 2 ottobre 2017 che, purtroppo e soprattutto per il Corpo ha risentito dei tagli nelle dotazioni di personale disposte dal provvedimento del Governo denominato “legge Madia”. E la poca considerazione del ministro Orlando, purtroppo la realtà lavorativa degli istituti Pugliesi risulta ben diversa da quanto stabilito dal citato D.M. e, in conseguenza, le condizioni di servizio del personale del Corpo risultano di gran lunga peggiori in termini di aggravio dei carichi di lavoro e di stress psico-fisico di quanto previsto in via del tutto teorica e soprattutto in prospettiva futura, con apertura nuovi reparti e nuove strutture oltre a quella del reparto psichiatrico di Lecce (stendiamo un velo pietoso per le procedure adottate) e con gli eventi critici che si susseguono non possiamo esimerci dal
considerare gli istituti pugliesi in stato di guerra, solo grazie a uomini e donne della Polizia Penitenziaria che nonostante tutte le avversità con senso di responsabilità e sacrificio garantiscono il rispetto delle leggi dello Stato. Non più tollerabile una politica assente sorda ai nostri costanti richiami ed appelli, ed una Amministrazione Penitenziaria silente ed incapace di gestire e risolvere le continue criticità ed un Ministro troppo impegnato
che non ha mai trovato tempo da dedicare al Corpo di Polizia Penitenziaria a parte iniziative destabilizzanti per il Corpo. L’auspicio, e lo ribadiamo ancora una volta, che non accadano episodi di criticità che saranno attribuiti a chi responsabile delle
condizioni cui vivono e stanno vivendo uomini e donne della Polizia Penitenziaria della regione Puglia e non solo”.

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