AFFARI NOSTRI – Investire limitando i rischi? Ecco qualche consiglio

 

pubblicato il 08 aprile 2018, 08:45
6 mins

a cura di Danilo Ruffino

Nell’”Apologia di Socrate”, Platone si poneva l’obiettivo di rendere consapevoli di non sapere gli individui che sanno. E se è vero che molte volte gli investitori più oculati peccano di pigrizia (per non urtare la suscettibilità di alcuni lettori scrivendo presunzione) figuriamoci cosa potrebbe succedere quando un comune cittadino, completamente a digiuno di economia, si dovesse imbattere in scelte di investimento farcite di numeri e di futuribili scenari.
Prima di entrare nel merito del possibile investimento, di descrivere i vari strumenti e di analizzare il loro comportamento in funzione dei movimenti di mercato (argomenti che affronteremo in seguito), dobbiamo fare un controllo su quanto siamo consapevoli del funzionamento di noi stessi. Come dire che prima di iniziare un viaggio, scegliendo quale percorso fare, dobbiamo sapere se la nostra auto è funzionante e se abbiamo carburante. E in questo caso non importano i titoli accademici posseduti ma una semplice presa d’atto dei possibili errori, che riguardano tutti noi e anche i più esperti, che potremmo commettere nel caso dovessimo prendere decisioni su questioni che non possiamo correttamente decifrare.
Se è vero che ognuno di noi, a parità di rendimento, vuole rischiare il meno possibile e che, a parità di rischio, vuole guadagnare il più possibile, alcune cose, nella pratica di tutti i giorni, non tornano. Infatti se così fosse avremmo un mercato efficiente popolato da investitori perfettamente consapevoli che investirebbero in maniera assolutamente razionale. Ma come si spiegano, allora, le cosiddette vendite da panico e le bolle speculative? Questo ci dice una cosa molto semplice: che anche il mercato finanziario “vive” di emozioni e di pancia.
Alla luce di quanto detto non ci si dovrebbe meravigliare se nel 2002 il premio Nobel all’economia, per la prima volta nella storia, fu assegnato non ad un accademico economista ma ad uno psicologo, Daniel Kahneman, per aver dimostrato come le decisioni delle persone prese in ambiti dove il risultato di una scelta è estremamente incerto (e l’ambito finanziario ne è la massima espressione) violano costantemente i principi della finanza classica, primo fra tutti quello enunciato in precedenza e cioè quello secondo cui le persone operano delle scelte volendo rischiare il meno possibile e volendo trarre il massimo profitto da quella scelta e soprattutto, considerati un guadagno e una perdita di pari valore, una perdita fa sempre più male di un guadagno!
Per scoprire “come funzioniamo”, quali sono i processi mentali più comuni e gli errori che si commettono sempre basterebbe cercare in rete argomenti che riguardano la Finanza Comportamentale. E questo sarebbe già una bella occasione per prendere consapevolezza di quanto, nell’ambiente finanziario, saremmo fallaci. Ma cosa possiamo fare per affrontare meglio il tema dell’investimento visto che la turbolenza dei mercati è in alcune fasi dovuta a fattori irrazionali ai limiti del comprensibile e che per giunta non trovano riscontro nei fondamentali economici?
Per un investitore è fondamentale tornare alle motivazioni di base e agli obiettivi del suo investimento, cercando il più possibile di essere razionale e non farsi trasportare dall’emotività. Se da un lato è vero che non esiste rendimento senza rischio, dall’altro si possono mettere in atto alcune azioni per limitare i danni.
Mantenere la calma: quando c’è panico è facile farsi tentare da decisioni (leggi “vendite”) che possono far consolidare le perdite facendole diventare difficilmente rimediabili successivamente. Per questo avere un metodo di investimento e seguirlo in modo scrupoloso è una scelta vincente.
Non seguire le mode: resistete alla tentazione di sentirvi al sicuro solo perché così fan tutti. Evitate di farvi influenzare dalle ondate di euforia (quel mio amico sta guadagnando, ora io faccio la stessa cosa) o di panico. Non esiste un investimento valido in assoluto, tantomeno adatto a tutti!
Aver fatto una buona pianificazione prima di investire significa aver fissato dei tempi e la quantità di patrimonio da destinare ad un progetto sulla base delle caratteristiche che riguardano la singola persona o il nucleo familiare. Se i vostri obiettivi non cambiano totalmente, non cambiate investimenti fino alla loro conclusione prevista.
Se sapete di non riuscire ad autogestire la vostra emotività affidatevi a un consulente che faccia esclusivamente i vostri interessi e che sia in grado di mantenere i vostri investimenti allineati agli obiettivi che vi siete prefissati.
Ultimo, ma forse più importante: non lasciare tutte le uova nello stesso paniere, ovvero diversificate. È la regola d’oro di qualsiasi investitore.

Per comunicati stampa o proposte [email protected]

Un Commento a: AFFARI NOSTRI – Investire limitando i rischi? Ecco qualche consiglio

  1. Ezio canfarelli

    aprile 17th, 2018

    Danilo Ruffino è un professionista serio e questo articolo ne è la prova. La diversificazione temporale dei propri investimenti e la conoscenza degli obiettivi che un investitore ha nel breve medio e lungo periodo sono le basi per non sbagliare. Credo però che la vera soluzione sia proprio quella dell’ affidarsi ad un consulente preparato, così come si chiama un medico per avere una diagnosi seria sul proprio stato di salute.
    Complimenti

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)