“Uno sguardo nell’arte di Leo Pantaleo”, una mostra di cuore

 

pubblicato il 06 Aprile 2018, 20:25
6 mins

E’ l’amore il filo conduttore che Luca Lippolis ha seguito per allestire una mostra che ricordi l’artista Leo Pantaleo. “Uno sguardo nell’arte di Leo Pantaleo” è un’idea nata quasi per caso, appena quindici giorni fa, dopo una casuale visita della famiglia Di Giorgio nella casa museo di via Margherita. Così dal 9 al 16 aprile il foyer del teatro Orfeo aprirà le porte ai numerosi passi della carriera di Pantaleo, evidenziando tutte le sfaccettature che lo hanno contraddistinto.

Quindi ciò che si vorrà far emergere è “l’amore che metteva in tutte le sue opere ed in quello che faceva!” – Ci dice il curatore, che ha condiviso gli ultimi decenni a fianco dell’artista. – “Ho voluto dare spazio al Leo artista nella pittura, nella costumistica, nella recitazione e nella direzione. Ho scoperto un Leo con l’anima pura, bella. Ho fatto una ricerca di foto, manifesti, quadri, foto personali che mandava per i casting, come per ‘Sant’Agostino di Ippona’ o ‘Lo scopone scientifico’.” La mostra ha visto il coinvolgimento anche dello scenografo Mario D’Amico per l’allestimento e Carla Tedesco per la collaborazione per la scelta del materiale da esporre. La presentazione si è svolta stamani alla presenza anche di Netty Russo, Francesco Fornaro dell’ANT e dei fratelli Adriano e Luciano Di Giorgio.

L’evento culturale, nel giorno di apertura, il 9 aprile, sarà caratterizzato dalla proiezione dei due cortometraggi diretti da Leo Pantaleo: “Ballata alla città dei due mari”, e “L’Assrum”, inevitabile scelta, visto il luogo in cui celebrerà l’artista.

“Nel primo, girato nel ’99 e proiettato l’anno successivo nel suo teatrino di via Matteotti,” continua Lippolis, “vediamo un Leo felliniano. L’opera è stata portata anche a Toronto, nel corso di una serata di beneficenza, dedicata proprio a Fellini e di cui sarà esposto il manifesto. Nel secondo, girato nel 2004, troviamo un Leo pasoliniano e viscontiano, si possono infatti riscontrare suggestioni della ‘Passione secondo Matteo’ di Pasolini e di ‘Rocco e i suoi fratelli’ di Visconti. Ha vinto il 57mo Festival Internazionale del Cinema di Salerno, come miglior corto. E’ stato proiettato in tante città ed è stato materia di insegnamento nell’ex scuola, nota come quella di ‘Saranno Famosi’, a New York, grazie a Mario Costa, insegnante tarantino di italiano in quell’istituto, che lo ha voluto proporre ai suoi studenti, questi ne sono rimasti entusiasti, ritrovando tradizioni che noi, purtroppo, stiamo dimenticando. In ogni caso è una scuola pubblica che ha sfornato artisti del calibro di Al Pacino o Jennifer Aniston.”

Il ricordo commosso di Lippolis è vivido e fonde l’aspetto umano e quello artistico di Leo Pantaleo, un uomo che ha sempre vissuto all’insegna dell’amore, della gioia e della bellezza. “Era generoso, verso chi dimostrava interesse verso una carriera artistica. E quel suo sguardo puro l’ho voluto evidenziare anche attraverso il manifesto della mostra, realizzato grazie ad un amico scozzese Paolo Bazzoni, che in quello sguardo ha racchiuso l’anima di Leo.”

Lippolis è un fiume in piena, fa voli pindarici per cercare di non tralasciare nulla della vita del suo compagno e che dimostri il suo peso artistico, anche a livello internazionale, come il debutto a Londra con ‘Napoli notte e giorno’ di Peppino Patroni Griffi, con Massimo Ranieri, Mariano Rigillo, Angela Luce. Racconta quanto ha dovuto tralasciare della carriera di Pantaleo, ma che troveranno sicuramente il giusto spazio nel futuro.

La mostra è realizzata in collaborazione con Teatro Orfeo e ANT – Associazione Nazionale Tumori e nel corso delle serate espositive sarà possibile devolvere in beneficenza un contributo volontario.

La presenza dell’associazione è il riconoscimento che Lippolis ha voluto fare a coloro che hanno accolto fraternamente, più che assistito, Leo Pantaleo negli ultime mesi della sua malattia, un debito di riconoscenza che Luca Lippolis non ha dimenticato. Ma anche questa vicinanze è una delle numerose storie che costellano la vita dell’artista, l’azione benefica è legata agli affetti, ai dolori e all’arte, come la messa in scena di ‘Anna Fougez’ al Metropolitan di Ginosa per un’altra associazione similare, l’Echèo.

Le storie sono tante e i pochi mesi trascorsi dalla scomparsa di Leo Pantaleo accrescono l’affetto di chi lo vissuto da vicino, ma questo omaggio pubblico va oltre i confini della cerchia personale e troverà la sponda per ringraziare quella fantasia e quella verve artistica donata in tanti anni di carriera e probabilmente non da tutti riconosciuta.

“Uno sguardo nell’arte di Leo Pantaleo” sarà visitabile dalle 17 a chiusura teatro

INGRESSO: il contributo sarà volontario e sarà devoluto all’ANT

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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