Amianto, dati da brivido: Taranto capofila in Puglia, 472 casi di mesotelioma

 

pubblicato il 15 Marzo 2018, 08:44
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Dati da brivido quelli anticipati dal Registro Mesotelioma Puglia che vedono purtroppo ancora una volta Taranto capofila per le morti causate dall’amianto nella nostra regione. Sono 472 i casi di mesotelioma registrati tra i residenti del capoluogo jonico nel periodo 1993-2015. Il mesotelioma, il tumore di certezza causato dall’amianto, ha ucciso a Taranto lavoratori e cittadini.
Complessivamente in Puglia negli ultimi vent’anni sono stati censiti 1191 mesotelioma e di questi il 40% sono a Taranto. Uomini e donne morti a Taranto a causa dell’amianto, una vera strage che si è consumata nel tempo e con decessi inarrestabili.
Dei 472 casi di mesotelioma dei residenti a Taranto con esposizione ricostruita oltre il 70% sono occupazionali, i rimanenti equamente distribuiti tra non occupazionali o di origine improbabile o ignota.

La correlazione amianto e malattie rappresenta un problema di sanità pubblica, come puntualmente denunciato da Contramianto, che andrebbe adeguatamente affrontato sul territorio con un programma gratuito di sorveglianza sanitaria per le migliaia di lavoratori e cittadini di Taranto ex esposti amianto, controlli che finalmente, a 26 anni dalla legge 257 per l’eliminazione dell’amianto, sembrano concretizzarsi dopo il recente accordo Stato-Regioni.
I dati anticipati dal Renam con i 472 mesotelioma confermano quanto evidenziato da Contramianto in relazione agli effetti dell’amianto a Taranto e nelle attività siderurgiche, cantieristica e Marina Militare con oltre mille malattie professionali denunciate nel periodo 2003 – 2009 e legate all’amianto, polveri ed altri cancerogeni, con 360 casi di cancro polmonare e mesotelioma, 85 tumori della vescica, 316 broncopatie, 201 asbestosi. Un dato confermato anche nel periodo 2012-2016 dalle 207 malattie professionali da amianto denunciate a Taranto e provincia che rappresentano il 60% dei casi regionali per la Puglia.
Quindi si conferma che il comparto siderurgico e le attività navali rappresentano per Taranto le maggiori esposizioni all’amianto e se una fetta consistente di quei cinquecento casi di mesotelioma riguardano i lavoratori ITALSIDER/ILVA l’altra parte va attribuita alle lavorazioni in Marina Militare, Arsenale MM Taranto, Navi e cantieristica.
Nelle attività navali la casistica elaborata da Contramianto tenendo conto della Banca dati associativa ed incrociati con casi noti ReNaM COR Puglia ed ex Ispettorato del Lavoro di Taranto e riferiti a Marina Militare e operai civili dell’Arsenale MM di Taranto indicano come la gran parte delle patologie asbesto-correlate e riconducibili ad operai Arsenale MM di Taranto riguardano, meccanici, motoristi, elettricisti, elettronici, carpentieri, ma anche altre mansioni e sottufficiali della Marina, motoristi, meccanici, elettricisti, fuochisti, radaristi, con il coinvolgimento anche di altre categorie e ufficiali di grado superiore. Le conseguenze sulla salute di operai e marinai sono tragiche come emerge dalla sintesi dei 300 casi in Archivio Contramianto per patologie asbesto-correlate riferite a Taranto per attività in Marina Militare, marinai e operai dell’Arsenale MM di Taranto, dei quali 170 tumorali (90 mesotelioma, 63 cancro polmone, 17 cancro laringe, renale, trachea, cerebrale) e 130 non-tumorali (asbestosi, fibrosi, placche, ispessimenti).
Quindi continua la strage inarrestabile causata dall’amianto e Taranto paga ancora una volta un prezzo altissimo con i suoi morti che sono il risultato di significative esposizioni all’amianto dovute in gran parte alla siderurgia, prima Italsider fabbrica di Stato poi all’ILVA, e alla Marina Militare, navi e Arsenale MM di Taranto, esposizioni all’amianto che hanno avuto anche ripercussioni in ambito familiare dato che vi è una parte di esposizioni non occupazionali che riguarda morti da mesotelioma in mogli, madri e figli che hanno inalato inconsapevolmente polveri di amianto in ambito domestico per gli indumenti da lavoro contaminate dalle fibre cancerogene di amianto. Fermiamo la strage, amianto zero rischio zero.

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