Illegittimità di Tamburrano come presidente della Provincia? Azzaro: “Presento dossier in Procura”

 

pubblicato il 13 marzo 2018, 12:43
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Il consigliere comunale e consigliere nazionale ANCI, Gianni Azzaro, ha annunciato che presenterà un dossier in Procura di Taranto e dal prefetto, Donato Cafagna, sulla presunta illegittimità dell’attuale presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, nel rivestire la carica di presidente dell’Ente, essendo decaduto dalla carica di Sindaco di Massafra

Azzaro cita a difesa della sua tesi quanto previsto dalla  Riforma Delrio e una sentenza del Consiglio di Stato (n. 04227 dell’11 maggio 2017) che ha portato alla destituzione dall’incarico di presidente della provincia di Cosenza per Mario Occhiuto, in quanto allora decaduto dalla carica di primo cittadino del capoluogo calabrese

Presunta illegittimità a rivestire la carica di presidente della Provincia di Taranto dell’attuale presidente, Martino Tamburrano: il consigliere comunale nonché capogruppo del Pd nella massima assise cittadina, Gianni Azzaro, ha annunciato in mattinata che presenterà in giornata un dossier al prefetto ed alla Procura della Repubblica con il quale contesta la permanenza di Tamburrano al comando dell’Ente Provincia. Azzaro ha ricordato, nel corso della conferenza stampa organizzata in mattinata nella Sala degli Specchi a Palazzo di Città, di essere stato il primo ad avanzare il caso nel maggio del 2016, sollecitando l’allora prefetto di Taranto a vagliare la posizione di Tamburrano. La questione è stata poi ripresa dall’onorevole Ludovico Vico, il quale si è reso artefice di un’interrogazione parlamentare nella quale ha sottolineato come l’attuale presidente della Provincia di Taranto continui a mantenere la propria carica nonostante sia decaduto dal ruolo di Sindaco di Massafra. La riforma delle province, con il disegno di legge Delrio, dal nome del ministro proponente, convertita successivamente in legge n. 56 dell’aprile del 2014, oltre a declassare le province ad istituzioni di secondo livello, eliminando il suffragio universale riducendo la platea degli elettori ai soli consiglieri comunali e sindaci delle singole realtà locali, prevede infatti che il presidente della provincia debba essere un sindaco, regolarmente in carica, di uno dei comuni della medesima provincia. Come è noto, Tamburrano è stato eletto presidente della Provincia di Taranto al suo primo mandato, alla fine del 2014, allorquando era ancora Sindaco di Massafra. Con le elezioni amministrative del 2016 è subentrato alla carica di sindaco della medesima città l’avv. Fabrizio Quarto e Tamburrano è stato rieletto come semplice consigliere comunale d’opposizione. A sua discolpa, l’attuale presidente della Provincia di Taranto ha sostenuto di essere legittimato nella prosecuzione del suo mandato, pur essendo decaduto dalla carica di sindaco, poiché al momento dell’elezione alla presidenza dell’Ente Provincia risultava essere un consigliere provinciale uscente. La riforma Delrio prevede infatti, in via transitoria e limitatamente alle prime elezioni successive all’approvazione della riforma, la partecipazione al suffragio attivo e passivo dei consiglieri provinciali uscenti (ai tempi delle due Giunte Florido, dal 2004 al 2013, anno del commissariamento della Provincia di Taranto a seguito dell’inchiesta giudiziaria “Ambiente Svenduto” che vedeva implicato Gianni Florido, Tamburrano sedeva fra gli scranni dell’opposizione). Tale tesi, pur condivisibile per la prosecuzione del suo primo mandato nonostante sia decaduto dalla carica di primo cittadino di Massafra, non giustificherebbe la sua seconda candidatura, e conseguente rielezione, nel gennaio del 2017.

Gianni Azzaro, nel ricordare l’excursus storico della vicenda, ha poi specificato come vi sia una recente sentenza della Sezione Quinta del Consiglio di Stato (n. 04227 dell’11 maggio 2017), presieduta dal giudice Francesco Caringella, che dà ragione alla sua tesi. «All’epoca, in qualità di vicepresidente della Provincia – ha specificato Azzaro – ritenni opportuno trasmettere tutta la documentazione al prefetto di Taranto però da allora non abbiamo avuto nessun tipo di risposta. Il dubbio è rimasto in questi anni e naturalmente si è alimentato nel momento in cui c’è stata questa sentenza del Consiglio di Stato che ha chiarito inequivocabilmente la questione e, in maniera lapidaria, ha detto che la legge prevede che può fare il presidente della Provincia solo ed esclusivamente un sindaco». La sentenza in questione ha sancito la decadenza, dalla carica di Presidente della Provincia di Cosenza, dell’arch. Mario Occhiuto, essendo quest’ultimo decaduto dalla carica di sindaco di Cosenza nel febbraio del 2016 (è stato poi rieletto sindaco della città calabrese nel giugno dello stesso anno, allorquando era già decaduto dalla carica di presidente della Provincia di Cosenza). «Quanto al presidente, la legge si limitasi legge nel testo della sentenza in riferimento a quanto previsto dalla riforma Delrio in relazione alle cause della decadenza dall’incarico di presidente della Provincia – ad affermare lapidariamente (comma 65) che egli “decade dalla carica in caso di cessazione dalla carica di sindaco”». Il Consiglio di Stato, oltre a respingere il ricorso di Occhiuto ed a destituirlo dall’incarico, ha giudicato nulli tutti i gli atti approvati durante la sua reggenza dell’Ente.

Alla luce di quanto precisato dalla sentenza, Azzaro ritiene “doveroso, innanzitutto per garbo istituzionale, presentare i nuovi elementi alla prefettura di Taranto”. Ha poi precisato che, al termine della conferenza stampa, avrebbe presentato il dossier al prefetto di Taranto, Donato Cafagna, ed alla Procura della Repubblica. «In qualità anche di pubblico ufficiale sono tenuto anche – ha poi aggiunto – a notiziare gli organi inquirenti, e quindi la Procura della Repubblica, e in terzo faccio un appello agli amministratori locali della provincia, e quindi ai sindaci della provincia di Taranto, affinché possano prendere di petto anche loro questa situazione andando in fondo e, magari, adire un pronunciamento del Tar competente”.

Tale pronunciamento non avverrà certamente in tempi brevi e, in mancanza di una sentenza del Tribunale amministrativo, dubitiamo che il prefetto possa avere l’autonomia di destituire dall’incarico un presidente della Provincia, pur comunque giudicando la sentenza del Consiglio di Stato un elemento di per sé esaustivo per dirimere la questione. Azzaro si auspica infatti che il prefetto proceda, con un suo atto prefettizio,  alla destituzione dall’incarico del presidente Tamburrano, con il conseguente commissariamento dell’Ente e l’indizione di una nuova elezione entro 90 giorni dal commissariamento. A chi gli chiedeva le ragioni di questa denuncia tardiva, Azzaro ha risposto affermando quanto segue: “La presento ora perché sono venuto a conoscenza solo ultimamente del testo della sentenza del Consiglio di Stato”. Al di là delle dichiarazioni formali, il sentore è che ad incidere maggiormente in questa vicenda è il recente pronunciamento del CTP (Comitato tecnico provinciale) in ordine all’ampliamento del terzo lotto della discarica “Linea Ambiente” in località “La Torre-Caprarica” a Grottaglie. Pronunciamento che risulta non essere vincolante, visto che la decisione ultima verrà presa dall’Ufficio Ambiente della Provincia di Taranto. Ente presieduto da Tamburrano, il quale non ha ancora preso una posizione chiara al riguardo (leggi qui).

Con il dossier presentato dal consigliere comunale Azzaro il Pd ionico sembrerebbe, quindi, svincolarsi da un’eventuale provvedimento del presidente della Provincia di Taranto  equalora decidesse di avallare il parere favorevole già espresso dal CTP in merito al sopralzo del III lotto della discarica.

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