Piano Ambientale Ilva: la situazione discussa a Roma all’Osservatorio. Tra parchi e falda siamo solo all’inizio

 

pubblicato il 12 marzo 2018, 20:19
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La scorsa settimana si è svolta a roma presso la sede del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, la prima riunione dell’Osservatorio permanente per il monitoraggio dell’attuazione del piano ambientale ILVA S.p.A. in A.S. di cui all’art. 5, comma 4, del DPCM del 29 settembre 2017 (Osservatorio ILVA). Ma al di là della breve nota del Comune di Taranto, nessuno ha parlato dei dettagli di questa riunione. Che visto il tema delicato e oramai dibattuto da chicchessia anche nei meandri più nascosti della città e dei social, dovrebbe invece interessare eccome. Come del resto facciamo oramai da oltre 10 anni, dunque, seguiremo la strada maestra dell’informazione dettagliata partendo dai documenti ufficiali, per informare i cittadini e i nostri lettori e accrescere la consapevolezza e la conoscenza di una vicenda così complessa come quella dell’Ilva di Taranto.

(la breve nota del Comune https://www.corriereditaranto.it/2018/03/08/riunione-dellosservatorio-permanente-del-piano-ambientale-ilva/)

La Regione Puglia assente al tavolo: tutti i partecipanti

Dunque, giovedì scorso a Roma intorno ad un tavolo si sono ritrovati sotto la guida della presidenza affidata Direttore Generale della DVA (Direzione generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali) dr. Giuseppe Lo Presti, oltre alla struttura commissariale ed i rappresentanti di quello che dovrebbe essere il futuro gestore, AMInvestco, i rappresentanti del Ministero dello Sviluppo economico, di quello della Coesione Territoriale e del Mezzogiorno, dei Comuni di Statte e Taranto, della Provincia di Taranto, della Prefettura, di ISPRA e della Commissione istruttoria per l’AIA-IPPC. La Regione Puglia invece, anche se più volte sollecitata, non ha ritenuto di individuare alcun rappresentante e pertanto non ha partecipato alla riunione. Dato che si commenta da solo ed evidenza come, semmai ce ne fosse ancora bisogno, la questione Ilva dalle parti di Bari sia stata e continui ad essere un mero strumento di dialettica e guerra politica, esattamente l’opposto di ciò che invece dovrebbe essere.

L’ordine del giorno dei lavori

In apertura di riunione, il Presidente, dopo un giro di tavolo per le necessarie presentazioni tra i partecipanti alla riunione, ha illustrato la proposta di ordine del giorno del 07/02/2018 (giorno in cui doveva svolgersi la prima riunione poi rinviata all’8 marzo), : Comunicazioni del Presidente; Esame della documentazione pervenuta da ILVA S.p.A. in A.S., con specifico approfondimento documentale sui cantieri che devono essere aperti e/o conclusi entro il 31 dicembre 2018; Illustrazione da parte della gestione commissariale dell’avviata realizzazione del progetto di copertura del Parco Minerale, dello stato di avanzamento e dei relativi cronoprogrammi prevedendo anche la partecipazione della società Cimolai S.p.A. incaricata della realizzazione; Varie ed eventuali.

I brevi aggiornamenti di Ilva in AS e della Cimolai

I lavori della riunione sono iniziati con l’illustrazione da parte della dita Cimolai S.p.A., incaricata dalla gestione commissariale, “dell’avviata realizzazione del progetto di copertura del Parco Minerale ai sensi della prescrizione n.1 – UA7 del DPCM 14/03/2014“. Dopo di che c’è una stata una breve illustrazione da parte del Commissario straordinario di Ilva in AS Corrado Carruba, “dello stato di avanzamento dell’attuazione del Piano ambientale ILVA di cui al DPCM del 29/09/2017 e con il successivo esame di dettaglio dello stesso ed in particolare della documentazione pervenuta da ILVA S.p.A. in A.S. con nota n. 5519 del 7/3/2018 con specifico approfondimento documentale sui cantieri che devono essere aperti e/o conclusi entro il 31 dicembre 2018“.

Il punto sulle garanzie finanziarie e le diffide all’Ilva

Dopo di che il rappresentante della Commissione AIA, dr. A. Fardelli, su richiesta del Presidente, ha riportato gli esiti dei lavori del Gruppo di Lavoro incaricato di definire le azioni da intraprendere alla luce dell’art. 9, comma 5, del DPCM per la prevista verifica sulla necessità di aggiornamento delle garanzie finanziarie prestate. Ad esito dei lavori del GdL, avvenuto mercoledì 7 marzo sempre a Roma, “sono state superate tutte le questioni aperte, anche oggetto di contenzioso“. Nel corso dell’incontro il GdL ha convenuto di convocare la prossima riunione orientativamente per il mese di maggio al fine di affrontare la tematica della garanzia finanziaria per la relazione di riferimento, prevedendo in tale riunione anche la partecipazione di AMlnvestCo Italy S.r.l e di ISPRA.

Il rappresentante della Commissione AIA, ha poi riportato anche gli esiti dei lavori del
Gruppo di Lavoro incaricato di condurre tale attività di verifica e aggiornare, ove necessario, alla luce delle disposizioni del DPCM, le diffide emanate. L’art 14, comma 1, del sopra citato DPCM prevede infatti la chiusura degli atti di diffida adottati dal Ministero dell’Ambiente (ai sensi dell’art. 29-decies, comma 9, del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i.) antecedenti al DPCM medesimo. Per le diffide successive al 14 marzo 2014, l’art. 14, comma 2, prevede, invece, una apposita verifica da parte del Ministero, avvalendosi di ISPRA e della Commissione istruttoria per l’AIA-IPPC. Come comunicato dalla DVA anche all’azienda con nota n. 29027/DVA del 14/12/2018, tenendo conto del verbale della visita ispettiva dei giorni 25-27 ottobre 2017, trasmesso da ISPRA con nota n. 55051
del 7 novembre 2017 e della nota trasmessa da ISPRA n. 61336 del 11/12/2017 (28674/DVA del 11/12/2017), “il Gruppo di lavoro, ad esito della riunione del 5 dicembre 2017, ha ritenuto superate le diffide pendenti“. I Commissari straordinari tenuto conto del DPCM 29/09/2017, della nota di superamento delle diffide e degli esiti del GdL garanzie finanziarie che sarà notificato nei prossimi giorni, si sono poi impegnati a valutare le azioni necessarie al superamento dei vari contenziosi ancora pendenti.

L’aggiornamento sulle prescrizioni AIA

Dopo di ciò la riunione si è incentrata sull’attuazione delle prescrizioni presenti nel Piano Ambiente (AIA).

Prescrizione UP3 (Trasporto Transfrontaliero, (Piano Rifiuti): Gestione dei materiali costituiti da Fanghi acciaieria (ACC)”, “Fanghi d’Altoforno (AFO)” e “Polverino d’altoforno (PAF)”) – La Provincia di Taranto, nel prendere atto delle disposizioni introdotte nel DPCM 29/09/2017, in materia di trasporto transfrontaliero ha confermato che provvederà all’istruttoria dei nuovi procedimenti nei tempi tecnici strettamente necessari al fine di garantire il rispetto delle tempistiche previste nel DPCM e se possibile anche una loro anticipazione. I Commissari ILVA dal canto loro si sono impegnati ad individuare appositi soggetti qualificati, che entro 60 giorni dalla riunione della scorsa settimana, presenterà alla Provincia una nuova istanza per il trasporto transfrontaliero redatta alla luce del DPCM 29/09/2017. La stessa procedura verrà applicata analogamente per i trasporti trasfontralieri necessari per dare
attuazione alla prescrizione UP2 (rimozione del cumulo polveri e scaglie in area Parco Minerale).

Prescrizione UPS discarica “Nuove Vasche”: La DVA ha rilevato che tale intervento rimane all’interno del nuovo perimetro ILVA, pertanto rimane in capo al MATTM la relativa competenza. La Provincia nel prenderne atto evidenzia la necessità dell’apposito sopralluogo al fine di dare inizio alla fase di post gestione. La DVA si è riservata di richiedere ad ISPRA di effettuare detto sopralluogo entro 90 giorni. Gli esiti
verranno comunicati poi al Ministero ed alla Provincia, anche al fine di aggiornare le garanzie finanziarie.

UA26 fase 2 – area PFU: Con nota Dir 722 del 7/12/2017 l’ILVA ha trasmesso al Comune di Statte il piano di indagine preliminare (propedeutico all’eventuale piano di caratterizzazione). A tal fine il Comune di Statte si impegna a sentire l’ARPA Puglia e ad esprimersi entro 60 giorni. A tal fine i Commissari, anche alla luce degli esiti dei lavori del “GdL garanzie finanziarie” si impegnano ad estendere le garanzie finanziarie per tale attività, in scadenza ad agosto 2018, per un altro anno.

UA27 fase 2 – area traversine – Con nota Dir 721 del 7/12/2017, l’ILVA ha invece trasmesso al Comune di Statte il piano di indagine preliminare (propedeutico all’eventuale piano di caratterizzazione). A tal fine anche in questo caso il Comune di Statte si impegna a sentire l’ARPA Puglia e ad esprimersi entro 60 giorni. I Commissari, anche alla luce degli esiti dei lavori del “GdL garanzie finanziarie” si impegnano ad estendere le garanzie finanziarie per tale attività, in scadenza ad agosto 2018, per un altro anno, come per la prescrizione precedente.

Prescrizione 16 – Chiusura edifici – Con nota Dir. 107 del 20/02/2018 l’ILVA ha invece trasmesso ad ISPRA le integrazioni richieste in merito alle misure equivalenti per l’intervento dell’edificio OMO (parco secondario dove viene stoccata la miscela a base di minerali ferrosi destinata alla sinterizzazione). ll MATTM si riserva di richiedere pertanto ad ISPRA di procedere alla conclusione della verifica della documentazione entro 30 giorni, comunicandone gli esiti all’lLVA e al MATTM.

La delicata questione delle acque di falda

Per quanto attiene l’attività da porre in essere da parte del Gestore invece, lo stesso preliminarmente, relativamente alla problematica delle acque di falda emerse nel corso dei lavori per la realizzazione degli interventi del Piano ambientale, prospetta “la possibilità di effettuare il convogliamento tramite tubazione al depuratore fisicamente più vicino per il relativo trattamento e scarico, garantendo in ogni caso il rispetto dei valori limite già previsti per l’impianto di depurazione prescelto“. Sul tema ILVA si impegna a trasmettere entro 30 giorni alla DVA una comunicazione che riporti
tale proposta di intervento di miglioramento ambientale corredata da adeguata motivazione, da una stima della quantità di acque di falda emerse avviate al trattamento, l’impianto di trattamento idoneo più prossimo individuato, nonché la stima della percentuale di tali acque rispetto alla capacità di trattamento dell’impianto di depurazione individuato. Sul punto AMlnvestCo Italy S.r.l. ha invece chiesto espressamente che fosse ribadita nel verbale “la necessità di continuare con l’allontanamento delle acque tramite autobotti nelle more della realizzazione di tale intervento“.

La situazione nei parchi minerali

Prescrizione n. 1 – UA7 del DPCM 14/03/2014 – Copertura Parco Minerale e Parco Fossile

L’Ilva si è impegnata a trasmettere alla DVA entro 15 giorni dal presente verbale il
cronoprogramma di copertura del parco minerale. Per il Parco fossile invece, l’ILVA si è impegnata a trasmettere alla DVA entro 60 giorni dal presente verbale il cronoprogramma di copertura del parco fossile con l’indicazione della data di apertura del cantiere,
che dovrà comunque essere avviato entro il 30/09/2018.

Per quanto attiene la questione dei parchi minerali, ricordiamo che secondo quanto registrato nelle ultime ispezioni da parte di ISPRA ed ARPA, per il Parco minerale è stata completata l’ingegneria di dettaglio delle opere civili e di carpenteria; per
il Parco fossile sono in corso lo sviluppo dell’ingegneria di dettaglio relativa alla realizzazione della copertura. Ad oggi sono in corso le attività di caratterizzazione finalizzate a definire il livello di contaminazione dell’aree interessate dai progetti di copertura dei parchi primari, ai sensi del Titolo V della Parte IV del D.lgs. n. 156/06 e s.m.i., e le relative attività di validazione dei dati analitici da parte di ARPA Puglia.
In merito, l’ARPA Puglia ha già più volte evidenziato che “la dilatazione dei tempi relativi all’attuazione dei lavori di messa in sicurezza e conseguente pavimentazione e copertura dei parchi primari rappresenta una delle maggiori problematiche connesse alle conseguenze ambientali derivanti dall’esercizio dello stabilimento siderurgico.
Peraltro, le misure quali l’intensificazione delle attività di filmatura e di bagnatura dei cumuli, nonché di nebulizzazione di acqua per il contenimento delle emissioni diffuse determinate dalla manipolazione e stoccaggio dei materiali polverulenti (previste dal Par. 3.1.2 del Decreto prot. DVA-2012-0000547 del 26/10/2012), attualmente adottate, nelle more della realizzazione degli interventi definitivi, risultano essere una soluzione tampone che, se protratta per ulteriori tre anni, oltre a non consentire un efficace contenimento delle polveri, aggraverebbe l’attuale stato d i contaminazione del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee“.

In particolare per ciò che concerne l’area interessata dalla caratterizzazione integrativa (Parco Minerali e Parco Loppa), come anche evidenziato dalla stessa ILVA nel report delle indagini integrative (DIR 62/2016) “sono stati individuati da 0,5 ad un massimo di 4 metri circa di materiale di riporto di origine antropica costituito in da una miscela di materie prime, loppa e inerte di cava“.

Prescrizione n. 1 – UA7 del DPCM 14/03/2014 – La prescrizione prevede di attuare le misure di messa in sicurezza d’emergenza della falda superficiale attraverso l’emungimento dalla rete piezometrica già esistente integrata (Pump & Treat) secondo quanto previsto da DM n. 31 del 24/02/2015. Anche in questo caso l’ILVA si è impegnata a trasmettere alla DVA entro 15 giorni a partire dalla data del presente verbale il cronoprogramma di realizzazione dell’intervento con indicazione della data di apertura cantiere.

L’intervento è previsto da anni. Il 26.11.2013, la Società ILVA Spa trasmise agli enti coinvolti il progetto definitivo di Messa in Sicurezza di emergenza della falda in area Parchi primari e parco loppa. La stessa società presentava l’intervento come primo lotto, autonomo e funzionale, di un più generale intervento ambientale che, sulla base dei risultati di una contestuale caratterizzazione integrativa e di un’eventuale analisi di rischio sito specifica, avrebbe potuto essere opportunamente completato. Gli elaborati del suddetto progetto, vennero esaminati dalla Conferenza di Servizi Istruttoria del
18.12.2013. Secondo le prescrizioni l’azienda avrebbe dovuto attivare da subito una MISE utilizzando il sistema di pozzi già esistente e contestualmente procedere alla definizione ed esecuzione di un Piano di Caratterizzazione integrativo, che veniva approvato con prescrizioni nel medesimo decreto. Ma a distanza di oltre quattro anni non è ancora stato predisposto ed attuato alcun intervento di MISE, nonostante già nella caratterizzazione ILVA/SANAC siano stati riscontrati diversi superamenti dei limiti normativi sia per quanto riguarda i metalli che per quanto concerne BTEX e IPA. Destava e desta tutt’ora preoccupazione la presenza diffusa di PCB, soprattutto lungo il lato sud-est del parco minerali.

Per ARPA Puglia ed ISPRA è assolutamente necessario effettuare una MISE con l’indicazione dei punti di emungimento delle acque sotterranee utili alla riduzione dei
contaminanti organici della falda superficiale (soprattutto PCB lungo il lato sud-est, il più
vicino al quartiere Tamburi) e con la predisposizione di piano di monitoraggio a monte e valle dei punti di prelievo; effettuare l’esecuzione del test di cessione sui materiali di riporto e conseguente gestione di quelli non conformi (rimozione, messa in sicurezza permanente, trattamento in sito) propedeutica agli interventi di scavo e pavimentazione utili alla costruzione della copertura del parco stesso. L’eliminazione della eventuale sorgente inquinante potrebbe infatti determinare un nuovo assetto per la futura MISO (messa in sicurezza operativa) della falda superficiale in questa area. Predisposizione del progetto definitivo di MISO della falda superficiale, a valle del procedimento di bonifica ex D.lgs. 152/2006 ancora attivo per l’area parchi, con particolare riguardo all’intercettazione del flusso di falda in direzione Sud-Est. Tale progetto dovrà seguire l’iter normativo dettato dalla d.lgs. 152/2006 ed essere approvato in Conferenza di servizi.

Tutti gli altri impegni presi al tavolo da parte di Ilva e riportati nel verbale

Prescrizione n. 4: Coperture Parchi minori: Come previsto dal Piano ambientale, ILVA si impegna entro 20 giorni a valutare la necessità di presentare una variante del progetto di copertura del parco OMO. Si impegna, inoltre, a trasmettere entro 90 giorni dal presente verbale il cronoprogramma in generale delle coperture, specificando quale dei parchi intende avviare entro settembre. Prescrizione 16.h Intervento di sistemazione area GRF: ILVA si impegna a trasmettere alla DVA entro 15 giorni il cronoprogramma di dettaglio di realizzazione degli interventi al fine rispettare il non utilizzo della prima area non ambientalizzata. Prescrizione n. 49 – doccia 4-bis delle batterie 7-8: ILVA si impegna a trasmettere alla DVA entro 60 giorni il cronoprogramma di realizzazione dell’intervento. Prescrizione n. 42 – filtro a maniche batterie 7-8: ILVA si impegna a trasmettere alla DVA entro 30 giorni il cronoprogramma di realizzazione
dell’intervento filtro n. 4. Prescrizione n. 37 – miglioramento sistema di aspirazione sfornamento: ILVA si impegna a trasmettere alla DVA entro 120 giorni il cronoprogramma di dettaglio di realizzazione dell’intervento di miglioramento del sistema di aspirazione alle cappe che contenga anche la data di avvio al fine di garantire la conclusione dell’intervento entro il 30 giugno 2021. Prescrizione n. 16.m – valvole di regolazione: ILVA si impegna a trasmettere alla DVA entro 60 giorni il cronoprogramma di dettaglio di realizzazione dell’intervento di installazione delle valvole che contenga anche la data di avvio al fine di garantire la conclusione dell’intervento entro il 31 dicembre 2020. Prescrizione 49 – doccia 6 della Batteria 12: ILVA si impegna a trasmettere alla DVA entro 60 giorni il cronoprogramma di realizzazione dell’intervento. Prescrizione n. 42 filtro a maniche: ILVA si impegna a trasmettere alla DVA entro 30 giorni il cronoprogramma di realizzazione dell’intervento filtro. Prescrizione 11. 16.0 valvole di regolazione: ILVA si impegna a trasmettere alla DVA entro 60 giorni il cronoprogramma di dettaglio di realizzazione dell’intervento per l’installazione delle valvole che contenga anche la data di avvio al fine di garantire la conclusione dell’intervento entro il 30 giugno 2021. Prescrizione n. 37 (miglioramento sistema di aspirazione sfornamento): ILVA si impegna a trasmettere alla DVA entro 120 giorni il cronoprogramma di dettaglio di realizzazione dell’intervento di miglioramento del sistema di aspirazione che contenga anche la data di avvio al fine di garantire la conclusione dell’intervento entro il 30 giugno 2021. Prescrizione n. 55-57 Agglomerato- impianto di sìnterizzazione: ILVA si impegna a trasmettere alla DVA entro 180 giorni il cronoprogramma di dettaglio di realizzazione dell’intervento per l’installazione di filtri a maniche per la prima linea dell’impianto di sinterizzazione, che contenga anche la data di avvio al fine di garantire la conclusione dell’intervento entro il 31 dicembre 2021. Prescrizione n.UA10 – sistemazione area IRF: ILVA si impegna a trasmettere alla DVA entro 90 giorni il cronoprogramma complessivo che contenga anche la data di entrata in esercizio dell’impianto mobile per il trattamento delle scorie autorizzato dal DPCM del 29/9/2017, al fine di garantire la conclusione dell’intervento di sistemazione dell’area e gestione acque meteoriche entro il 30 giugno 2021. Prescrizione n.UA11 scarichi parziali industriali area cokeria e area AFC: ILVA si impegna a trasmettere alla DVA entro 120 giorni il cronoprogramma di realizzazione dell’intervento di miglioramento degli impianti di trattamento acque di processo area cokeria e area AFO, che contenga anche la data di avvio, al fine di garantire la conclusione dell’intervento entro il 30 giugno 2020. Prescrizione n.UA3 – dragaggi canali di scarico 1 e 2: ILVA si impegna a trasmettere alla DVA entro 15 giorni il cronoprogramma di realizzazione dell’intervento per i dragaggi dei canali, che contenga anche la data di avvio, al fine di garantire la conclusione dell’intervento entro il 31 dicembre 2018. Prescrizione n.UA4: Serbatoio 92/S3: ILVA si impegna a trasmettere alla DVA entro 30 giorni il cronoprogramma di realizzazione dell’intervento di dismissione del serbatoio, che contenga anche la data di avvio, al fine di garantire la conclusione dell’intervento entro il 31 dicembre 2018.

(leggi tutte le notizie sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva)

Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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