PAROLA ALL’AVVOCATO – La prescrizione del bollo auto

 

pubblicato il 11 febbraio 2018, 12:01
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Il mancato pagamento della tassa di circolazione stradale, meglio conosciuta come “bollo auto”, può essere oggetto di accertamento entro la fine del terzo anno successivo a quello del mancato pagamento. Ed infatti, l’art. 5 del decreto legge 953/82, convertito nella legge 60/86, dispone che “l’azione dell’Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1° gennaio 1983 per effetto dell’iscrizione di veicoli o autoscafi nei pubblici registri e delle relative penalità si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento”. Quindi il diritto di recupero della tassa suddetta risulta essere di tre anni e la scadenza triennale del termine prescrizionale viene confermata da una serie di sentenze che si sono avute riguardo la stessa materia. Una tra le ultime è quella emessa dalla Commissione Tributaria Regionale di Catanzaro che, il 3 febbraio 2016, ha confermato il principio della prescrizione triennale del bollo auto. Vanta un interessante precedente, seppur datato, anche la nostra locale Commissione Tributaria, quella di Taranto, che è andata nella medesima direzione con la sentenza n. 44 emessa nel 2007. In qualche occasione ci si è domandati se le Regioni, organismi competente per quel tributo, possano prorogare il termine per obbligare al pagamento del bollo auto. La risposta è negativa: scaduto il termine triennale non è possibile alcuna proroga, cosi come confermato anche dalla I Sezione civile della Corte di Cassazione (sentenza n. 3658/1997). Tra l’altro, la Corte Costituzionale è intervenuta sul punto con la sentenza n.311 del 2 ottobre 2003 con la quale è stato definitivamente precisato che le Regioni non possono autonomamente e deliberatamente fissare proroghe ai termini di decadenza e prescrizione relativi alla riscossione del bollo. Nel dispositivo si legge che “il legislatore statale, pur attribuendo alle Regioni ad autonomia ordinaria il gettito della tassa unitamente ad un limitato potere di variazione dell’importo originariamente stabilito, nonché l’attività amministrativa relativa alla riscossione ed al recupero della tassa stessa, non ha tuttavia fino ad ora sostanzialmente mutato gli altri elementi costitutivi della disciplina del tributo”. Ciò significa che lo stesso non può definirsi come tributo proprio della regione ma “attribuita” alle regioni e non “istituita” dalle stesse.

Assai delicato è l’argomento relativo agli atti interruttivi della prescrizione del bollo auto. Nel calcolare con esattezza se il termine prescrizionale sia stato o meno rispettato (per esempio in caso di notifica di avviso di accertamento o cartella esattoriale) vanno considerate tutte le eventuali e precedenti notifiche interruttive (notifiche di solleciti, avvisi, etc.) nonché le eventuali proroghe che potrebbero essere state decise a livello nazionale tramite dispositivi normativi. Con riferimento al bollo auto, il termine di notifica triennale deve essere rispettato sia per l’avviso di accertamento che per la cartella di pagamento, considerato quindi anche esso mezzo per la stessa interruzione prescrizionale. Proprio in riferimento a quest’ultimo punto, occorre far presente che la notifica di un atto quale un avviso di accertamento o una cartella esattoriale o ancora una ingiunzione fiscale, seppur comporti l’interruzione dei termini di prescrizione – i quali comunque ricominciano dal giorno successivo – non ne determina la trasformazione nel più lungo termine decennale, come previsto dall’art. 2953 del codice civile (si veda in tal senso anche la sentenza Corte di Cassazione n.12263/2007). Pertanto, la notifica di un avviso di liquidazione non fa altro che interrompere il precedente termine triennale il quale ricomincerà nuovamente a decorrere dal giorno successivo. Probabilmente, tra le varie sentenze emesse sulla questione bollo auto, quella maggiormente esaustiva, per gli argomenti trattati, è quella emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano, la n.4718/2015. Innanzitutto la stessa conferma la competenza regionale del bollo ma solo per quanto concerne gettito, accertamento e riscossione, ma lo stesso era e rimane tributo proprio dello Stato ed è per questo motivo che le Regioni non sono autorizzate a modificare la disciplina dei termini per l’accertamento o per la riscossione del tributo o a prorogarli autonomamente. Si ribadisce inoltre il termine prescrizionale triennale confermando che l’unica norma regolatrice è quella dettata dal comma 51 dell’art. 5 del decreto legge n.953 del 1982.  Prosegue inoltre sulla modalità sugli atti interruttivi e sulla riapertura dello stesso stesso termine affermando “Non si hanno dubbi che la notifica dell’avviso di accertamento entro il termine per il recupero della tassa interrompa il termine di prescrizione. Ai sensi dell’art. 2495 c.c. si riapre perciò l’iniziale periodo di prescrizione, il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento”. Conclude parificando avviso di accertamento e cartella esattoriale: “Quanto alla cartella di pagamento questo Collegio ritiene che essa possa essere notificata entro il primo termine di prescrizione previsto dal comma 51 dell’art. 5 D.L. n. 953 del 1982 valendo come atto interruttivo al pari dell’avviso di accertamento”.

In ultimo, è opportuno dedicare qualche parola alle modalità di inoltro dell’istanza o ricorso per ottenere l’annullamento della richiesta di pagamento del bollo auto. In caso di ricezione di un avviso di accertamento ove l’Amministrazione regionale contesta l’omesso, l’insufficiente o il ritardato pagamento della tassa automobilistica, o di un avviso bonario, ossia di un invito al pagamento del bollo auto, che se accolto evita un futuro invio di un avviso di accertamento, si può presentare istanza di annullamento in autotutela entro 30 giorni dalla notifica stessa. Nell’ipotesi, invece, di ricezione di cartella esattoriale la presentazione dell’istanza in via di “autotutela” non interrompe il termine (60 giorni dalla data di notifica) entro il quale ricorrere presso la Commissione Tributaria. In caso di mancato pagamento, entro 60 gg. dalla notifica della cartella, il concessionario avvierà la riscossione coattiva con antipatiche procedure quali il fermo amministrativo dell’auto o il pignoramento di una parte dello stipendio.

Massimiliano Madio
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