Ilva, Emiliano a Bruxelles: “Governo ha emarginato Puglia. Ue ascolti anche noi”

 

pubblicato il 08 Febbraio 2018, 19:04
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Sul Tap e sull’Ilva la Puglia non solo “è costretta a lavorare da sola, senza il supporto del governo italiano, ma deve addirittura subire il suo ostracismo, di cui sono responsabili il premier e i suoi ministri“. E’ tornato ancora una volta all’attacco il governatore della Puglia Michele Emiliano, a margine di un intervento al Comitato delle Regioni a Bruxelles svoltosi quest’oggi. Il governatore ha spiegato che il Governo ha “sempre visioni diverse, e che il confronto avviene soltanto attraverso un ostracismo fatto di silenzi e manipolazioni della verità. Perché ci hanno fatto passare come chi voleva chiudere l’Ilva e non volevano il Tap e chi ha detto queste cose deve vergognarsi, perché invece noi facciamo di tutto per tenere aperta l’Ilva e per realizzare il gasdotto Tap nel luogo secondo noi più idoneo“. Per Emiliano è “il minimo dal punto di vista costituzionale e delle regole europee perché non decarbonizzare l’Ilva significherebbe andare contro il trattato di Parigi sul clima“.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha chiesto quindi di incontrare la Commissione europea per poter spiegare il suo “punto di vista sull’acquisizione di Ilva da parte di AccelorMittal“, e ha proposto deroghe alle norme sugli aiuti di Stato per le aziende che promuovono la decarbonizzazione. “Dal punto di vista politico è piuttosto inspiegabile come mai oggi l’esecutivo comunitario abbia deciso d’incontrare i vertici di ArcelorMIttal, ci sarebbe probabilmente la necessità che queste discussioni avvengano con un contraddittorio aperto“, ha dichiarato Emiliano. “Mi auguro che vengano ascoltati anche il comune e la Regione“, ha auspicato ancora il governatore spiegando l’idea che vorrebbe proporre a Bruxelles di “valutare se non sia il caso di derogare alle norme ordinarie della concorrenza nel caso in cui un’azienda acquirente dichiari di voler procedere alla decarbonizzazione dell’impianto esistente“. Questo permetterebbe all’Ue di “attuare gli impegni internazionali sul clima e l’energia, e di tutelare la salute delle persone e del pianeta“, ha concluso Emiliano.

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