Ilva, D’Amato (M5S) alla Ue: “Fare chiarezza su piano ambientale e vendita”

 

pubblicato il 31 Gennaio 2018, 13:56
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“Quesiti che pretendono una risposta esaustiva. I tarantini, i pugliesi, gli italiani devono sapere. Urgono maggiori e chiari dettagli sulla valutazione compiuta dalla Commissione Europea sul DPCM del 29 settembre 2017 concernente il piano ambientale proposto da AM Investco per lo stabilimento siderurgico ILVA di Taranto. Ho scritto oggi alla Commissaria Ue alla Concorrenza, Vestager. Credo serva chiarezza su tutti i fronti”. Ad affermarlo è Rosa D’Amato, europarlamentare del Movimento 5 Stelle.

“E se in Italia s’è deciso di fare dell’Ilva un tema elettorale, perchè di questo si tratta leggendo e ascoltando del duello rusticano (molto politico e poco di sostanza) che da un lato vede gli antirenziani Melucci ed Emiliano e dall’altro i ministri fedeli al leader Pd, dall’altro ci siamo noi e ci sono i cittadini che hanno il dovere e il diritto di penetrare e conoscere il cuore della vicenda – aggiunge la D’Amato -. Un mese fa parlavamo di valzer politico indegno. Non vorremmo assistere al canto del cigno della città, però. Non lo permetteremo. Ed è per questo che sul terreno della chiarezza e della verità tenteremo sempre e comunque di smarcare tutti gli attori di questa farsa che non porta a nulla se non al solito risposizionamento politico autoreferenziale”.

“Noi pensiamo che l’Ilva sia un problema da risolvere con la CHIUSURA e la conseguente BONIFICA – aggiunge -. Sul punto, è in fase di elaborazione, e prossima alla pubblicazione, una corposa ed articolata analisi sulla TARANTO che potrebbe essere (e secondo noi sarà!) senza lo stabilimento siderurgico. Ma stamane il punto è un altro. Anche se centrale. Siamo a Bruxelles e dunque pressiamo sulla Commissione che, ricordiamolo, nel comunicato di apertura della fase II dell’istruttoria, riconosce che, a seguito dell’acquisizione, ArcelorMittal rinforzerà la sua posizione dominante nel mercato della produzione dei laminati. Tale posizione verrebbe a danneggiare in particolare i clienti del sud Europa”.

E aggiunge: “In quanto ‘guardiana dei trattati’ – scrivo alla Vestagger – la Commissione è tenuta a tutelare l’ambiente e la salute pubblica. In tale funzione, la Commissione avrebbe dovuto richiedere all’Italia di motivare la scelta di aggiudicare l’Ilva ad ArcelorMittal, in quanto quest’ultima, stando a quanto si è appreso negli ultimi mesi da varie fonti (non ultimi alcuni articoli di stampa) non offrirebbe lo stesso livello di tutela ambientale garantito dalla cordata AcciaItalia, considerata migliore dal gruppo di esperti nominati dal Governo. Dunque, la Commissione deve chiedere chiarimenti sulle motivazioni alla base della richiesta, formulata ad ArcelorMittal, di vendere lo stabilimento di Piombino al posto di uno dei suoi stabilimenti in Francia. E ancora, sulla mancata richiesta all’Italia di motivare la scelta di aggiudicare l’Ilva ad ArcelorMittal, e secondo alcune fonti contenente un livello di tutela ambientale più basso rispetto a quello garantito da AcciaItalia, si può fare chiarezza formale e definitiva?” Infine, “la Commissione come valuta il DPCM 29 settembre 2017 che peggiora e dilata le prescrizioni AIA esistenti? Questo chiediamo a Margharet Vestager. Attendiamo risposte esaustive che, una volta ottenute, naturalmente renderemo pubbliche”.

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