Taranto, altro scippo? Dov’è finita la statua dell’ex Banca d’Italia?

 

pubblicato il 10 gennaio 2018, 16:54
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Scippo più, scippo meno: sembra non faccia più differenza per questa città, soprattutto per quanto negli anni ha dovuto subire. Quella che andiamo a registrare è roba infinitesimale rispetto al resto, però fa male lo stesso. Dal mese di dicembre non c’è più la grande statua bronzea dell’imperatore romano (Giulio Cesare per alcuni, Cesare Ottaviano Augusto per altri) che campeggiava nel vialetto affianco all’ex Banca d’Italia: si trovava dal lato lungomare, al di là della recinzione in ferro. Resta solo il piedistallo desolatamente vuoto (nella foto grande cerchiato di rosso). La statua sarebbe stata trasferita nella sede romana o leccese del medesimo istituto bancario.
È (forse) pienamente nel diritto di quanti lo hanno deciso, però fa male a quanti ormai consideravano quella scultura ormai patrimonio tarantino, essendo in città da più di settant’anni.

La statua ‘sparita’

La filiale tarantina della Banca d’Italia, ricordiamo, è inattiva da un anno e mezzo circa, a seguito del piano di razionalizzazione delle risorse che ha previsto, appunto, la chiusura di numerose sedi. Il grande e maestoso edificio antistante la fontana “Rosa dei venti” fu costruito su progetto dell’architetto romano, Accademico d’Italia, Cesare Bazzani, cui si devono anche il palazzo delle Poste, l’attigua ex casa del Fascio (oggi sede del Catasto) e anche la chiesa del Carmine, quest’ultima su commissione del vescovo Berardi.
L’inaugurazione della Banca d’Italia avvenne il 6 luglio del 1942 (Bazzani morì qualche tempo prima), in una cerimonia austera, caratterizzata dalla mancanza di quella cornice di solennità delle manifestazioni fasciste del tempo, a causa della guerra in corso. L’edificio, per la cronaca, fu anche dotato di ampio ricovero antiaereo. Negli anni settanta la sede tarantina fu interessata da lavori di ammodernamento e per qualche tempo gli sportelli funzionarono in quei locali di via De Cesare, nei pressi al santuario del Santissimo Crocifisso, dove ora ha sede la grande libreria “Mondadori” . Nessuna ipotesi ‘ stata avanzata circa il nuovo utilizzo dello storico edificio, che alcuni vorrebbero quale sede dell’istituto nautico.

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