Appia Energy, il Tar di Lecce dice sì al raddoppio

 

pubblicato il 10 gennaio 2018, 19:47
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E’ arrivato anche il via libera dal Tar di Lecce al raddoppio della centrale termoelettrica alimentata a CDE (combustibile derivato da rifiuti) di Massafra. L’ordinanza è stata depositata questa mattina dalla Terza Sezione del Tribunale amministrativo (presidente Enrico D’Arpe, estensore Bonetto), con la quale sono state accolte le tesi della società Appia Energy, difesa dagli avvocati Luigi Quinto e Gianni Guarnieri, ed è stato respinto il ricorso cautelare proposto dal Comune di Massafra avverso il provvedimento della Provincia di Taranto di proroga dell’autorizzazione al raddoppio.

Come si ricorderà infatti, la Provincia di Taranto ha concesso la proroga per la validità del provvedimento VIA-AIA alla società Appia Energy, in merito al raddoppio del termovalorizzatore, con la determina dirigenziale del 9° settore Ecologia e Ambiente dell’ente, la numero 81 dello scorso 1 settembre a firma del dirigente D’Aracangelo. Con la quale acconsentiva alla richiesta avanzata dalla società, per ottenere la proroga relativa alla linea 2 della centrale termoelettrica di Massafra alimentata a CDR e biogas. La determina era esecutiva e prorogava al 23 agosto del 2021 la validità dell’autorizzazione di cui sopra per la realizzazione della seconda linea dell’inceneritore.

(leggi anche l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2017/09/18/raddoppio-inceneritore-appia-energy-la-provincia-concede-la-proroga-validita-via-aia/)

Ricordiamo che la decisione della Provincia, arrivava oltre 4 mesi dopo quella dello scorso maggio pronunciata dal Consiglio di Stato, che dette il via libera alla realizzazione del raddoppio della centrale termoelettrica alimentata a cdr (combustibile ricavato dai rifiuti) ubicata in località Console. La sentenza fu depositata la mattina dell’11 maggio scorso dalla Quinta Sezione del Consiglio di Stato, che accolse le tesi della società, difesa dagli avvocati Pietro Quinto e Luigi Quinto, annullando il provvedimento della Provincia di Taranto con il quale era stata revocata l’autorizzazione al raddoppio nel 2012.

(leggi anche l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2017/05/11/inceneritore-appia-energy-massafra-consiglio-lok-al-raddoppio/)

Il progetto in questione, presentato dalla società costituita tra il gruppo Marcegaglia e la Cisa di Massafra, risale al lontano febbraio del 2012 ed era stato autorizzato con determina del Dirigente del Settore Ecologia della provincia di Taranto del settembre 2012. A distanza di pochi giorni “il provvedimento – spiega in una nota l’avv. Luigi Quinto riportata dall’ANSA – era però stato revocato sulla base di alcuni rilievi mossi dalla Regione Puglia che aveva richiesto l’acquisizione dell’attestazione di compatibilità paesaggistica da parte della Giunta Regionale, sulla base di una presunta interferenza dell’intervento con aree sottoposte a tutela. Si era dunque innestato un contenzioso, definito dal Consiglio di Stato solo nel 2017, con sentenza che aveva riconosciuto la legittimità dell’autorizzazione“. Nel frattempo erano però scaduti i termini della Via (Valutazione d’Impatto Ambientale), per cui “la società – puntualizza ancora Quinto – aveva richiesto alla Provincia di Taranto una proroga dell’autorizzazione, concessa lo scorso 1 settembre. Quest’ultimo provvedimento è stato contestato dal Comune di Massafra che ha messo in dubbio la sussistenza dei presupposti per differire i termini di validità della Via“.

Il Tar di Lecce però, condividendo le tesi dei difensori della società, ha respinto la richiesta di sospensiva, dando così il via libera alla realizzazione dell’intervento.

Il progetto

Senza compiere inutili giri di parole, stiamo parlando del raddoppio di un inceneritore già esistente. Per restare ai tecnicismi, il progetto prevede “la realizzazione di una seconda linea di combustione della centrale termoelettrica esistente“. Il progetto della nuova linea avrà caratteristiche sostanzialmente identiche alla linea esistente e prevede di utilizzare fino a 100.000 t/a di combustibile (CDR e biomasse). Nel dettaglio prevede: una seconda linea di combustione CDR e Biomasse, composta da: combustore, generatore di vapore e turbina a vapore; Sistema di trattamento fumi, che prevede l’installazione di un filtro a maniche per la depolverazione dei fumi e di un sistema SCR per la riduzione degli ossidi di azoto; Sistema di condensazione dei fumi ad aria; Fabbricato per lo stoccaggio del CDR sfuso, dotato di sistema di aspirazione aria e biofiltro; Impianto produzione acqua DEMI. Inoltre, il progetto prevede di realizzare un nuovo fabbricato per l’addensamento del CDR sulla prima linea di combustione esistente per migliorare le caratteristiche del combustibile.

Una brutta notizia sicuramente per il territorio tarantino e la città di Massafra, nonostante la speranza sia quella che il tutto venga svolto al meglio, in particolar modo per quanto attiene il rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Semmai, l’ennesima prova d come in mancanza di progetti seri e fattibili di recupero di rifiuti e raccolta differenziata, risulti impossibile di liberarsi di discariche ed inceneritori.

(leggi qui tutte le notizie sull’inceneritore di Massafra https://www.corriereditaranto.it/?s=appia+energy e https://www.corriereditaranto.it/?s=inceneritore+massafra)

Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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