Ilva, D’Amato (M5S) deposita esposto in Procura: “Sequestro senza facoltà d’uso”

 

pubblicato il 08 Gennaio 2018, 12:55
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L’eurodeputata del Movimento 5stelle, assieme agli attivisti pentastellati, ha depositato in mattinata in Procura un esposto con il quale chiede che venga ripristinato il sequestro senza facoltà d’uso degli impianti industriali non a norma dell’Ilva

L’europarlamentare del Movimento 5stelle, Rosa D’Amato, ha annunciato in mattinata che sarà presentato un esposto alla Procura di Taranto per chiedere il sequestro, senza facoltà d’uso, degli impianti industriali del centro siderurgico ionico già sequestrati, nel luglio 2012, con apposito provvedimento del gip Todisco. “Diamo inizio a questo nuovo anno di lotte e di proteste con una denuncia in Procura che va alla base del problema Ilva. Stiamo raccogliendo le ultime firme e in mattinata depositeremo l’esposto”. Lo ha dichiarato l’eurodeputata ionica D’Amato presso la sede del meetup “Taranto pentastellata” in via Mazzini. Quanto alle ragioni della denuncia, vi sono, secondo l’europarlamentare, le continue violazioni delle prescrizioni Aia che renderebbero incostituzionale la nuova Autorizzazione integrata ambientale emanata con il DPCM 29 settembre 2017.  Rosa D’Amato ha poi ricordato la sentenza della Corte Costituzionale dell’aprile 2013, la quale ha sì ritenuto lecita la prosecuzione dell’attività produttiva ma “alle condizioni stabilite dal riesame dell’Aia dell’ottobre 2012”. D’Amato ha poi aggiunto che nella  menzionata sentenza si precisava, come termine massimo per il risanamento ambientale dell’azienda in ossequio alle prescrizioni contenute nell’Aia, 36 mesi , successivamente menzionati nel decreto che ha commissariato la fabbrica (tempo limite poi prorogato con successivi decreti legge e con il DPCM del 2014 che ha recepito buona parte delle precedenti prescrizioni Aia nel nuovo Piano ambientale dell’Ilva). “Da allora questi 36 mesi sono abbondantemente trascorsi”, ha precisato Rosa D’Amato. Inoltre la stessa ricorda quanto esplicitato da un’apposita relazione redatta dai commissari giudiziari in data 17 ottobre 2017, fra cui Barbara Valenzano, attuale direttore del Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere pubbliche, Ecologia e Paesaggio della Regione Puglia, seconda la quale l’Ilva in amministrazione straordinaria non avrebbe ottemperato all’80% delle prescrizioni ambientali contenute nel DPCM del 2014 al fine di ritenere attuata la precedente Aia del 2012. “Chiediamo alla magistratura – ha specificato al riguardo D’Amato – se l’Aia realizzata nel 2011 (allorquando era premier Berlusconi ed il ministro dell’Ambiente era Prestigiacomo, ndr) e riesaminata nel 2012 (ai tempi del governo Monti, con l’allora ministro dell’Ambiente Clini, ndr) sia ancora valida e se le modifiche realizzate con il nuovo DPCM del settembre scorso siano costituzionali. A nostro giudizio – ha proseguito D’Amato – vi sono tutti i presupposti di incostituzionalità, e per tali ragioni chiediamo alla magistratura di indagare e di ripristinare il sequestro senza facoltà d’uso degli impianti inquinanti”.

A precisa domanda in merito al ricorso al Tar presentato da Comune di Taranto e Regione Puglia contro il DPCM che ha emanato la nuova Aia per l’Ilva di Taranto, D’Amato risponde così: “Cosa chiedono con questo ricorso? Di anticipare la copertura dei parchi o delle altre prescrizioni? Di investire in nuovi studi sulla decarbonizzazione? Tutto ciò consentirebbe solo – ha precisato – la prosecuzione della produzione. Significherebbe far aumentare l’agonia di uno stabilimento non a norma e che non rispetta le prescrizioni ambientali”.

Per l’eurodeputata ionica sarebbe invece necessario un piano strategico che si fondi su forme di economia alternative alle industrie pesanti basato sui concetti dell’economia circolare. “Un piano strategico dell’economia che vada oltre la produzione siderurgica e che sfrutti le immense risorse di questo territorio”, ha aggiunto D’Amato, citando l’agricoltura, il turismo, le risorse agroalimentari. La stessa ha poi precisato che a tale piano strategico stanno collaborando tutti gli eurodeputati pugliesi del Movimento 5 Stelle e che si snoderà su di una programmazione economica di almeno 5-10 anni e che metta a bilancio “i fondi sociali messi a disposizione  dall’Unione europea per la riqualificazione delle aree industriali ed i fondi per le politiche del lavoro previsti dalla Regione e dallo Stato italiano. Dobbiamo insegnare ai tarantini ad essere imprenditori di se stessi”, ha poi aggiunto.

In riferimento al contro ricorso al Tar Lecce presentato dal Presidente della provincia di Taranto, Martino Tamburrano, D’Amato le definisce “schermaglie pre-elettorali” sostenendo come sia «veramente assurdo questo scontro fra istituzioni locali, Comune e Provincia di Taranto e Regione Puglia. Un gioco “macabro” che non ci interessa».

Sulla questione bonifiche D’Amato ha infine aggiunto che il territorio ionico potrebbe diventare “una sede di bonifiche ad ampio raggio uniche al mondo, sia per estensione che per quantità di agenti inquinanti presenti nel suolo. Si potrebbe istituire a Taranto – ha infine sostenuto D’Amato – un’Agenzia europea delle bonifiche”.

"Nothing is real and nothing to get hung"...

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